Attentato in Congo. Uccisi l'ambasciatore Attanasio e un carabiniere di scorta. ONU "Grande tristezza, Attanasio lavorava per la pace"

di redazione 22/02/2021 ESTERI
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L'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, e un carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, sono morti In un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel parco dei Virunga, nella parte est del Paese.

Il diplomatico italiano è rimasto coinvolto in un'imboscata condotta da miliziani armati contro mezzi dell'Onu in transito su una strada a nord della città di Goma, capoluogo della provincia orientale congolese del Nord Kivu.

Il convoglio transitava nei pressi della città di Kanyamahoro, intorno alle 10:15 di stamattina, quando il commando armato, secondo quanto riferito da un portavoce del Virunga National Park, ha tentato di rapire alcuni membri del gruppo.

L'ambasciatore e il militare viaggiavano a bordo di una autovettura di un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. Nell'attacco il diplomatico è rimasto ferito gravemente e poco dopo è deceduto. Con lui e il un carabiniere e l'autista che faceva parte del World Food Program. Altri passeggeri che viaggiavano con la delegazione sono stati feriti nel corso dell’attacco su una strada che era stata precedentemente dichiarata sicura per viaggi senza scorte di sicurezza.

La delegazione era partita da Goma ed era in viaggio diretta in visita ad un programma di alimentazione scolastica del WFP a Rutshuru quando l’attacco ha avuto luogo.

I rangers del parco sono intervenuti per cercare di proteggere il gruppo ma senza successo. Solo un mese fa, erano rimasti uccisi nella stessa zona sei rangers: in quel caso, responsabile dell'attacco era stato il Mai-Mai, una milizia armata che rivendica la difesa del territorio contro altri gruppi armati.

 

La matrice dell'attacco di oggi non è ancora chiara sebbene circoli con forza l'ipotesi di un tentativo di rapimento di personale Onu.

Unico diplomatico italiano a Kinshasa, Attanasio, era nato a Saronno (Varese) nel 1977 ed era nella Repubblica democratica del Congo dal 5 settembre del 2017, quando era stato nominato capo missione. Il 31 ottobre del 2019 era stato confermato in qualità di ambasciatore straordinario plenipotenziario. Era sposato e padre di tre bambine.

Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994, che hanno stabilito la loro roccaforte nell'area dell'agguato, mentre l'Italia chiede un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite.

Il convoglio, composto da due vetture del Programma alimentare mondiale (Pam-Wfp), stava viaggiando verso nord, sulla strada tra Goma e Rutshuru, dove il diplomatico italiano avrebbe dovuto visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole dell'agenzia dell'Onu, fresca di Nobel per la pace. Alle 10.15 (le 9.15 in Italia), le due auto vengono fermate a circa 15 km da Goma, nei pressi di Nyiaragongo, nel parco nazionale di Virunga, da un commando di 6 persone che apre il fuoco, prima sparando in aria, poi uccidendo l'autista.

Secondo le prime ricostruzioni riferite dal governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, gli assalitori portano il diplomatico e il carabiniere della scorta nella foresta. Scattato l'allarme, sul posto si precipita una pattuglia di ranger dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura che si trova nelle vicinanze, seguita da forze dell'esercito locale. Esplode un conflitto a fuoco nel quale gli aggressori uccidono Iacovacci. Anche Attanasio viene colpito dagli spari: di chi, ancora non è chiaro. Il corpo esangue dell'ambasciatore, ferito all'addome, viene caricato su un pick-up dai primi soccorritori, per poi essere trasferito all'ospedale di Goma.

Altre tre persone sarebbero state rapite, riferisce il ministero dell'Interno di Kinshasa, e si parla anche di alcuni feriti. Il governo congolese ha dichiarato che le autorità provinciali del Nord Kivu non erano a conoscenza della presenza dell'ambasciatore nell'area e che questo non ha permesso loro di fornirgli misure di sicurezza adeguate, né il loro tempestivo arrivo sul posto in "una parte del Paese considerata instabile e in balia di alcuni gruppi armati ribelli nazionali e stranieri". Formatesi all'inizio degli anni 2000, le Fdlr sono accusate di diversi attentati nella zona, tra cui quello dell'aprile 2020 in cui morirono 17 persone tra cui 12 ranger dell'Iccn.

Il Pam ha tuttavia riferito che la strada era stata precedentemente controllata e dichiarata sicura per essere percorsa anche "senza scorte di sicurezza". La Farnesina ha però chiesto all'Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull'attacco in un luogo dove Attanasio si era recato su invito del Pam.

Attanasio era laureato con Lode all’Università Commerciale Luigi Bocconi mel 2001, dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale e un Master in Politica Internazionale aveva intrapreso la carriera diplomatica nel 2003.

Alla Farnesina era stato assegnato alla direzione per gli Affari economici, ufficio sostegno alle imprese, poi alla segreteria della Direzione generale per l’Africa. Successivamente era stato Vice capo segreteria del Sottosegretario con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale.

All’estero era stato capo dell’ufficio economico e commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (2006-2010) e Console Generale reggente a Casablanca, Marocco (2010-2013).

Nel 2013 era rientrato alla Farnesina dove aveva ricevuto l’incarico di capo segreteria della direzione generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali.

Ritornato in Africa, era stato primo consigliere nell’Ambasciata di Abuja, in Nigeria nel 2015.

Lo scorso ottobre era stato insignito del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2020: un premio che riconosceva "il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli" e "per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficolta'".

Il giovane diplomatico aveva condiviso il premio con la moglie, Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell'associazione umanitaria "Mama Sofia" che opera nelle aree più difficili della Repubblica democratica del Congo, lavorando con bambini e giovani madri. "Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini", aveva spiegato in quella occasione Zakia. "È necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di ridisegnare il mondo".

"Ricordiamo l’Ambasciatore come uomo di rara disponibilità e umanità che dimostrò proprio 3 anni fa seguendo personalmente il non facile iter di uscita dal Congo di alcuni giovani e bambini e bambine del Paese per venire in Italia a raccontare le loro storie nella nostra trasmissione "Prodigi - La Musica è vita", ricorda l'Unicef. 

L'ambasciatore, aggiunge la fonte, è deceduto dopo essere stato ferito da colpi d'arma da fuoco all'addome ed è arrivato all'ospedale di Goma in condizioni critiche. "Le forze armate del Congo stanno facendo il possibile per sapere chi siano gli autori dell'attacco", avvenuto a nord di Goma. La regione del Nord-Kivu è teatro dell'azione di decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali e ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati.

L'attacco era un 'tentativo di rapimento', rivelano i ranger del Parco nazionale dei Virunga, citati da vari media tra cui il Jerusalem Post. L'attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane). "Prometto al governo italiano che l'esecutivo del mio Paese porrà in atto tutto" il necessario "per scoprire chi sia all'origine di questo ignobile crimine": lo ha dichiarato la ministra degli Affari esteri congolese, Marie Tumba Nzeza, come riporta il sito Actualite.cd. "E' con pena e molta tristezza che abbiamo appena appreso del decesso del giovane ambasciatore italiano nella Rdc in un convoglio del Pam", ha detto la ministra. 

Un messaggio di cordoglio è arrivato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l'Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell'adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo.". 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore in Congo e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e sta rientrando in queste ore in Italia. "Ho appreso con sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro Ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dei Carabinieri - ha affermato Di Maio -. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell'adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto. Oggi lo Stato piange la perdita di due suoi figli esemplari e si stringe attorno alle famiglie, ai loro amici e colleghi alla Farnesina e nei Carabinieri".

"Oggi è una giornata buia e molto triste per il nostro Paese. Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto", ha scriito poi il ministro degli Esteri su Fb.

Profondo cordoglio del Governo e suo espresso dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma. Il presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell'Arma dei Carabinieri. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri.



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