Salvini da Berlusconi e Meloni. Torna il Centrodestra. I 5 Stelle in allarme

di redazione 21/09/2018 POLITICA
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Vertice di centrodestra tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Un'intesa che allarma il M5s, tanto che la Lega deve confermare l'alleanza per il governo. "Il governo Lega-5Stelle lavorerà, e bene, per tutti i cinque anni previsti, rispettando punto per punto il contratto di governo e la voglia di cambiamento degli Italiani", scrive in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

Ma slitta a lunedì il Cdm per i decreti su migranti e sicurezza proposti dal responsabile del Viminale. Tensione sul reddito di cittadinanza: 'Solo agli italiani', dice la Lega.

"La riunione Salvini, Giorgetti, Berlusconi e Meloni - fanno sapere fonti della Lega al termine dell'incontro - è servita a chiarire alcune questioni in vista delle regionali. Sul territorio, dove le alleanze con gli esponenti locali di Fi e Fdi funzionano e hanno portato buoni risultati sarà riproposta la formula. A livello nazionale resta l'accordo con i Movimento 5 stelle per realizzare il programma di governo nei prossimi 5 anni a partire dalla manovra economica e dai prossimi provvedimenti che il consiglio dei ministri approverà lunedì prossimo". 

"Da questa riunione esce la garanzia che il centrodestra è unito, funziona e non solo esiste ma anche resiste", ha detto Silvio Berlusconi all'uscita da Palazzo Grazioli al termine del vertice.

Il centrodestra correrà unito alle elezioni regionali 2019. La notizia arriva in una nota congiunta di Forza Italia, Lega e Fratelli D'Italia, diffusa al termine del vertice a palazzo Grazioli a cui hanno preso parte Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Nel comunicato si precisa che la ritrovata compatezza si tradurrà in un candidato condiviso non solo alle prossime regionali, ma "in tutti gli altri appuntamenti amministrativi". Ieri si è sbloccata l'impasse sulla Vigilanza Rai, con Forza Italia che si è astenuta nella votazione per Foa presidente, sostenuto da Lega, M5s e Fdi. Una distensione che è parsa come preludio all'accordo elettorale ufficializzato oggi. 

BERLUSCONI - "Da questa riunione esce la garanzia che il centrodestra è unito, funziona e non solo esiste ma anche resiste". Lo dice Silvio Berlusconi all'uscita da Palazzo Grazioli.

MELONI: "SALVINI E' DEI NOSTRI" - Soddisfatta dell'intesa Giorgia Meloni, leader di Fdi. "Incontro molto positivo", dice durante la registrazione di W l'Italia Oggi e Domani, in onda stasera su Rete 4.  "Salvini - ha aggiunto - ha chiarito che Lega è ancorata al 
centrodestra. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con M5s, strutturalmente di sinistra

"Nel solco di un'esperienza consolidata premiata dai risultati del buongoverno in tutte le realtà che amministra - si legge nella nota -, il Centro-destra ribadisce e rilancia con l'incontro di oggi la sua natura di coalizione politica unita da valori comuni". Il testo prosegue specificando che "nell'attuale situazione politica, specie in vista della prossima legge di bilancio, deve continuare a manifestarsi sia da chi è al Governo come da chi non ne fa parte, la precisa volontà di contribuire nell'interesse dell'Italia a trasformare in atti dell'esecutivo i principali punti del programma di centrodestra votato dagli elettori". La nota si conclude annunciando che "il Centro-destra si presenterà unito a tutte le prossime competizioni elettorali a partire dalle elezioni regionali di Piemonte, Abruzzo, Basilicata, Sardegna con l'individuazione di un candidato condiviso, così come in tutti altri appuntamenti amministrativi".

 Iniziato poco prima delle 14 di giovedì 20 settembre a palazzo Grazioli, il vertice si è articolato in più fasi. Il primo round, tra i tre leader (presenti anche Antonio Tajani e Licia Ronzulli per Fi, Ignazio La Russa per Fi e Giancarlo Giorgetti, per la Lega), è durato meno di due ore. Intorno alle 15,45, infatti, il vicepremier e ministro dell'Interno ha lasciato a piedi via del Plebiscito per entrare nel portone del palazzo in piazza Grazioli, dove si trova l'appartamento messo a disposizione del Viminale.  Al termine del 'trilaterale', c'è stata un appendice, dedicata in parte alla manovra economica: nella residenza romana del Cav, infatti, uscito Salvini, sono rimasti il presidente di Fi con Tajani, Giorgetti e Meloni. La presidente di Fratelli d'Italia si è allontanata in auto poco dopo le 17 (attesa negli studi di Mediaset per registrare una puntata di W l'Italia Oggi e Domani) mentre, raccontano fonti azzurre, è ritornato da poco Salvini per proseguire l'incontro 'interrotto' prima. Quindi l'epilogo con l'annuncio della compattezza ritrovata in ottica elezioni regionali. 


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