Caro carburanti. Governo mette una toppa ma le questioni strutturali rimangono. 700 MILIONI la spesa estiva degli italiani per i carburanti

di redazione 27/07/2026 ECONOMIA E WELFARE
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Lunedì 27 luglio alle 17:30 il Consiglio dei ministri si riunirà per varare intanto un intervento ponte sul costo del gasolio. Successivamente, alla luce dei dati sull’extragettito Iva di luglio, è atteso un secondo intervento in base al meccanismo dell’accisa mobile. Oggi stando ai dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy il prezzo medio dei carburanti è a 1,982 euro al litro per la benzina e 2,185 al litro per il gasolio. Questo è il costo in modalità self service lungo tutta la rete stradale nazionale. Per quanto riguarda la rete autostradale, invece, il prezzo medio del fai-da-te è di 2,071 euro al litro per la benzina e 2,255 al litro per il gasolio.

 
 
Il leader del M5s Giuseppe Conte è intervenuto sulla questione parlando con il Messaggero: “Vogliamo un corposo bonus carburanti per le fasce più deboli entro una certa soglia di Isee. Per quanto riguarda il ceto medio, invece, chiediamo al governo di approvare subito la nostra proposta di indicizzazione degli scaglioni Irpef e delle detrazioni all’inflazione per evitare il deleterio effetto del fiscal drag sui salari”. Conte ha spiegato che “se l’ennesimo decreto dell’esecutivo riguarderà solo l’accisa mobile, per quanto sia meglio di niente, non può certo essere sufficiente”. Perché basandosi sull’utilizzo dell’extragettito Iva, “mette a disposizione 2,2 centesimi ogni 10 di aumento dei carburanti. Troppo poco”. In più “è ritardato nel tempo infatti per verificare l’entità dell’extragettito Iva bisogna basarsi sulle medie di costo dei carburanti dei mesi precedenti. Invece qui l’esigenza è immediata”. Se poi la situazione tra Golfo Persico e Mar Rosso dovesse aggravarsi ulteriormente “bisognerebbe anche pensare a un sistema temporaneo di prezzi calmierati“. Per M5s l’errore più grande di Meloni sul caro carburanti è “non aver affrontato il tema delle rinnovabili”.
 
I PREZZI ALLE STELLE E LA GUERRA USA IRAN
 

La crisi di Hormuz ci costerà 700milioni di euro in più per le nostre vacanze estive. La cifra è collettiva (ovviamente) e riguarda principalmente il rincaro dei carburanti, che dopo essere scesi sotto il livello di allerta – sopra i 2 euro per il diesel – sono schizzati di nuovo verso l’alto, con il riacutizzarsi del conflitto. Questa cifra, davvero enorme, riguarderebbe in linea teorica la spesa aggiuntiva nei soli mesi di luglio e agosto, quelli in cui gli italiani si spostano su e giù per la Penisola, o valicano i confini del Paese per raggiungere l’Europa.

Risorse in meno per turismo

Secondo le stime dell’Ufficio Economico Confesercenti, è una stangata in piena regola che potrebbe sottrarre risorse ai consumi turistici nel momento più importante della stagione. Come dire, si spende di più per fare un pieno all’auto e si cerca di risparmiare su alloggi e ristoranti, o magari visitando un museo in meno.

Quanti centesimi in più

Confesercenti prende in esame il periodo che va dal 4 luglio, quando è terminato lo sconto deciso dal Governo ed i prezzi sono tornati a quelli del libero mercato, al 22 luglio. Il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi (7,5%) al litro, mentre quello del gasolio è cresciuto di circa 23 centesimi (12,5%). Per un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente 7 e 11 euro in più.

Tipo di Carburante Periodo di Riferimento Aumento per Litro (Euro) Aumento Percentuale (%) Costo Aggiuntivo per Pieno (50L)
Benzina 4 luglio – 22 luglio 0,135 Euro 7,5% 7,00 Euro
Gasolio 4 luglio – 22 luglio 0,230 Euro 12,5% 11,00 Euro

In circa dieci giorni i prezzi hanno subito aumenti repentini, con una media di circa 12 centesimi in più al litro. Già questo ha portato a 140 milioni di euro in più, ma Confesercenti avvisa che se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto complessivo tra luglio e agosto raggiungerebbe dunque i 700 milioni di euro per le famiglie e le piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria.

Auto mezzo preferito

Infatti, nelle vacanze d’estate, l’auto resta il principale mezzo di spostamento di prossimità, e il costo del pieno finisce direttamente sul budget della vacanza, in una stagione che il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti dà in crescita contenuta, +1,1% di arrivi e +1,3% di pernottamenti. E questi rincari alla pompa arrivano alla vigilia del picco degli spostamenti: il calendario di Viabilità Italia segna il rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per l’intera giornata di venerdì 31 luglio, e assegna il bollino nero alle mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto.

Commento di Confesercenti

Benzina e gasolio sono spese difficilmente comprimibili, soprattutto d’estate, quando si intensificano gli spostamenti. La maggiore spesa per il pieno dell’auto o del camper, i possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l’aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare a consumi, ristorazione, shopping, con un forte impatto negativo per i sistemi economici territoriali. Bisogna dunque agire subito per contrastare la fiammata attuale dei carburanti, ma anche tracciare una strada per il futuro. Gli interventi emergenziali, da soli, non bastano: serve una strategia per ridurre la vulnerabilità strutturale del Paese agli shock energetici’‘ commenta il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi.

Niente risorse per i tagli

I fondi per nuovi sconti non ci sono. Lo dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che a margine del question time alla Camera, secondo cui c’è il “il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo. Risorse da destinare a nuovi interventi? Al momento non le ho“. Conferma anche il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin: “Per quanto riguarda l’intervento sulle accise, è una valutazione in corso da fare a livello di governo, a livello anche di disponibilità che abbiamo nell’affrontare la situazione“. 

Cosa aspettarsi?

Senza un netto ridimensionamento della crisi mediorientale o una riattivazione dell’accisa mobile (il meccanismo statale che riduce le tasse quando il petrolio supera determinate soglie), l’autunno rischia di aprirsi con un pesante “effetto cascata“. In un Paese come l’Italia, dove oltre l’80% delle merci viaggia su gomma, un diesel sopra i 2 euro non spaventa solo chi fa il pieno all’auto, ma minaccia di scaricarsi direttamente sui prezzi dei beni di prima necessità e sul carrello della spesa.

Aggiunge Confesercenti: Servono interventi di contenimento dei prezzi, nella modalità che il governo ritiene, ma è urgente un provvedimento, calibrato sulla durata dell’esodo, che restituisca alle famiglie parte di quanto il rialzo delle quotazioni sta già trasferendo sul gettito”



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