L'attenzione globale è assorbita dalle guerre e dalle instabilità economiche, ma intanto il clima presenta il conto di un'emergenza che l'umanità ha creato e non sta affrontando.
Il rapporto sulla situazione climatica europea del 2025, redatto dal servizio Copernicus e dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), descrive un continente che sta letteralmente bruciando le tappe del riscaldamento globale: l'Europa è il continente che si scalda più velocemente al mondo, con un ritmo doppio rispetto alla media globale registrata a partire dal 1980.
Nel 2025, almeno il 95% del territorio europeo ha registrato temperature superiori alla media.
Paesi come Gran Bretagna, Norvegia e Islanda hanno vissuto il loro anno più caldo di sempre. In Finlandia e nel resto della Scandinavia subartica, un'ondata di calore durata tre settimane ha portato le temperature oltre i 30°C dentro il Circolo Polare Artico. Non sono casi isolati: in Turchia la colonnina di mercurio ha toccato per la prima volta i 50°C, in Grecia l'85% della popolazione ha dovuto affrontare picchi vicini o superiori ai 40°C.
Caldo record sul Monte Bianco, si forma laghetto sul ghiacciaio: drone (Local Team)
Le conseguenze sulla biosfera sono visibili e misurabili.
I ghiacciai europei hanno subito una perdita netta di massa in ogni regione, con l'Islanda che registra il secondo scioglimento più vasto della sua storia. Ancora più impressionante il dato sulla Groenlandia, che ha perso 139 miliardi di tonnellate di ghiaccio: è l'equivalente di 100 piscine olimpiche svuotate ogni singola ora. Questa emorragia di acqua dolce ha contribuito ad alzare il livello del mare di 0,4 mm in un solo anno.
Anche gli oceani sono in sofferenza. La temperatura media della superficie marina intorno all'Europa è stata la più alta mai rilevata, con l'86% delle acque colpite da ondate di calore marino classificate forti. Parallelamente, la terraferma si sta inaridendo: la portata dei fiumi è rimasta sotto la media per undici mesi su dodici e gli incendi boschivi hanno devastato oltre un milione di ettari, una superficie superiore a quella dell'intera isola di Cipro.
La capacità della neve e del ghiaccio di riflettere la luce solare sta svanendo, insieme a una copertura nevosa che nel 2025 è stata inferiore del 31% rispetto alla media. Meno bianco significa più calore assorbito dal terreno, in un circolo vizioso che si autoalimenta - indipendentemente dalle buone intenzioni dei vertici internazionali.
La risposta politica appare infatti insufficiente e frammentata.
Se da un lato l'Unione Europea riesce a coprire con le energie rinnovabili quasi la metà del fabbisogno elettrico (46,4%, con il solare al record del 12,5%), dall'altro molti governi - incluso quello italiano - cercano di ammorbidire le già fragili politiche di riduzione delle emissioni. "Il cambiamento climatico non è una minaccia futura, è la nostra realtà presente", avverte Samantha Burgess del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, sottolineando che il ritmo della crisi richiede azioni molto più concrete di quelle attualmente in campo.