DDL sicurezza. Il governo pone la fiducia. Pd e FI non partecipano al voto.

di redazione 05/08/2019 POLITICA
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Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto legge Sicurezza Bis, in discussione al Senato. Lo ha comunicato all'aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro.

Applausi di scherno e grida "vergogna" si sono levati dai banchi del Pd quando, in Senato, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Fraccaro, ha comunicato che il governo avrebbe posto la fiducia. Dalla maggioranza, prima i senatori della Lega e poi quelli del M5S, dopo qualche secondo hanno risposto, a loro volta, con applausi di scherno rivolti ai parlamentari del Pd.

"Ancora una volta questo governo umilia il ruolo del Parlamento, ci costringe a ratificare un decreto senza poterlo realmente discutere: testo blindato, emendamenti ignorati, il compito dei senatori si limiterà a timbrare, qualcuno felice e altri meno, il volere dei capi, anzi del Capitano. Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell'aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia". Lo dichiara Pietro Grasso nella discussione sul dl sicurezza bis.(ANSA).

I senatori di Forza Italia al momento del voto di fiducia sul dl sicurezza sfileranno sotto la presidenza dicendo "non partecipo al voto". E' questa la scelta individuata durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama, secondo quanto si apprende, e che non fa abbassare il quorum - viene riferito - a differenza di quanto sarebbe accaduto se FI avesse lasciato l'Aula.

Il governo rischia stasera sul decreto sicurezza bis? "Spero di no perché il decreto sicurezza fa bene all'Italia. Ci sono due voti su cui non si scappa: quello sul decreto sicurezza e quello sulla Tav. Lì o ci sono i si o ci sono i no. Non esistono i forse", ho detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a margine dell'inaugurazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo a Milano.

Intanto l'Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali al decreto legge sicurezza con 217 contrari, 53 favorevoli e 2 astenuti.

La maggioranza assoluta, con ogni probabilità, non sarà raggiunta. E anche se il decreto sicurezza bis passerà in Senato, Matteo Salvini "conterà i voti" dei senatori M5s, per valutarne la tenuta. Sarà un ulteriore spunto di riflessione per capire se la maggioranza giallo-verde ha ancora la forza di andare avanti. E' quanto trapelato ieri in serata, dopo l'ultimo aggiornamento del pallottoliere in Senato e mentre il leader leghista, da Colico, ha attaccato a testa bassa gli alleati e avvertito sull'altro passaggio atteso in Aula prima delle vacanze, la Tav: "La mozione M5s è un problema, chiunque dirà no metterà a rischio il governo. Sono stufo degli attacchi di Di Battista, Di Maio, Grillo, Toninelli: o tutti fanno il loro lavoro o la pazienza finisce", avverte. In quarantotto ore, un pericoloso crocevia di voti al Senato sul decreto sicurezza bis e sulla Tav, rischia di aprire una inedita crisi ferragostana. L'attenzione è tanta. Il decreto salvianiano, con un'accelerazione, dovrebbe essere votato con la fiducia lunedì sera e passare, anche grazie ad assenze come quella dei senatori vicini a Toti. Ma Salvini non si fida della capacità di tenuta del gruppo pentastellato: una pattuglia di dissidenti M5s - sei, secondo gli ultimi calcoli - rischia se non di affossare il testo, di far mancare la maggioranza assoluta.


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