Al MAXXI in mostra gli scatti di Barillari.

di redazione Roma 10/10/2018 ROMA
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Il personaggio famoso è come un parente, gli devi portare rispetto, così anche tu continui a lavorare. Se lo distruggi, è finita anche per te. Con Marcello Mastroianni ad esempio abbiamo litigato mille volte ma ci siamo sempre perdonati. E insieme abbiamo fatto cose bellissime". Rino Barillari non ha mai tradito il mantra sul quale ha fondato più di cinquant'anni di carriera. E se per caso gli è capitato di "distruggere", lo ha fatto con la consapevolezza che si trattava di un grande gioco. Era la Dolce Vita, farsi distruggere significava conquistare le pagine dei quotidiani, conveniva a tutti. Ma Barillari non è solo Dolce Vita. Ha raccontato l'Italia e la sua trasformazione. Roma lo celebra con una grande mostra dal 12 al 28 ottobre al Maxxi, "Rino Barillari - The king of paparazzi": un percorso completo sulla carriera del fotoreporter che ha fissato le immagini più significative degli ultimi cinquant'anni, dalle star internazionali ai sanguinosi fatti di cronaca che hanno segnato le pagine più dolorose degli ultimi decenni, alle grandi personalità di ieri e di oggi.

E questo lo racconta anche un docufilm: perché la mostra, prodotta da Istituto Luce Cinecittà con il contributo della Direzione generale Cinema del ministero dei Beni e delle Attività culturali e curata da Martino Crespi, nasce da un’idea di Massimo Spano e Giancarlo Scarchilli, autori di The king of paparazzi - La vera storia, prodotto da Istituto Luce Cinecittà e da Michelangelo Film, presentato nella sezione Riflessi della Festa del Cinema di Roma, il 27 alle 21.30 presso l’Auditorium del Maxxi. Venti mesi di lavoro, spiega Spano, "per dare alle foto di Rino un assetto globale, non solo la Dolce Vita. E' un viaggio in Italia che parte dalla sua gioventù, passa per i suoi scatti e le testimonianze di Giuseppe Tornatore, Claudia Cardinale, Giancarlo De Cataldo, Enrico Lucherini, Walter Veltroni e tanti altri. E c'è Roma, attraverso la sua  trasformazione raccontiamo quella dell'Italia. Volevamo fare un'operazione culturale, con una mostra un film e un libro, che possa camminare nel mondo".

Nel corso della carriera ha venduto le sue foto all'Ansa, all'Associated Press, all'Upi, ha lavorato prima al Tempo poi al Messaggero. Un segugio instancabile e onnipresente. Baffi neri, sigaretta, occhi scuri sempre all'erta, la battuta pronta, una galanteria verace. Per tutti, "The King". Nel suo archivio personale ha oltre 400.000 fotografie. E il ricordo di 163 ricoveri al pronto soccorso, 11 costole rotte, una coltellata, 76 macchine fotografiche fracassate. "All'epoca non c'erano gli uffici stampa e tutta la macchina promozionale: se un attore o un'attrice volevano guadagnarsi articoli o una copertina, la sbronza e la scazzottata erano la soluzione". È docente honoris causa in fotografia presso la Xi’an International University di Shaanxi, in Cina. E' commendatore dell’Ordine della Repubblica Italiana.


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