BREXIT. LA CAMERA DEI COMUNI BOCCIA PER LA SECONDA VOLTA L'ACCORDO DELLA MAY

di Redazione Euroroma Notizie in breve

La Camera dei Comuni britannica ha bocciato stasera per la seconda volta l'accordo sulla Brexit patrocinato dal governo Tory della premier Theresa May. I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391. Lo scarto è stato di 149 voti, inferiore rispetto ai meno 230 del primo tentativo andato a vuoto a gennaio con la peggiore sconfitta mai subita da un governo di Sua Maestà nella storia moderna del Regno Unito.
May ha confermato che domani, mercoledì, intende tornare alla Camera dei Comuni, dopo la seconda bocciatura di oggi del suo accordo, per mettere ai voti una mozione 'no deal sì o no deal no'. La premier ha aggiunto che lascerà libertà di voto al gruppo Tory, ma che lei resta contraria a un no deal e convinta che esista "una maggioranza a favore di un accordo".

"Questo è un fallimento totale della leadership". Commenta così su Twitter l'europarlamentare euroscettico britannico Nigel Farage.

"E' tempo di approvare l'accordo, è tempo di andare avanti". Lo ha detto il ministro britannico per la Brexit, Stephen Barclay, chiudendo stasera il dibattito sulla versione revisionata dell'accordo con l'Ue presentato oggi dalla premier Tory, Theresa May, prima di lasciare la palla alla Camera dei Comuni per il cruciale secondo tentativo di voto di ratifica, il cui risultato è atteso nei prossimi minuti. La promessa di cambiamenti legalmente vincolanti al backstop non ha retto "alla prova" dei fatti, gli ha replicato Keir Starmer, ministro ombra laburista per la Brexit, il quale ha preannunciato il no del suo partito a un accordo bollato come "fallimentare" in sé e che secondo il Labour non offre garanzie sufficienti al Paese per l'economia e i posti di lavoro. Starmer lo ha liquidato come "un tentativo disperato di tenere unito il Partito Conservatore" e che non ha ottenuto neppure questo obiettivo. Ora - ha concluso - la Camera deve "ricompattarsi" trasversalmente al suo interno per "riparare al caos creato dal governo".

Diverse centinaia di manifestanti sono riuniti stasera fuori da Westminster, come ormai abituale in occasione dei dibattiti del Parlamento britannico, in attesa del risultato del voto sulla ratifica da parte della Camera dei Comuni dell'accordo sulla Brexit presentato dalla premier Tory, Theresa May. Vi sono sia sostenitori di Leave, sia - in numero prevalente - di Remain, che sventolano insieme bandiere dell'Ue e Union Jack con i colori britannici. Molti scandiscono slogan e inalberano cartelloni.

L'accordo sulla Brexit "è stato migliorato" e offre garanzie "legalmente vincolanti" sul backstop. Lo ha detto oggi la premier Theresa May, rivolgendosi alla Camera dei Comuni quasi senza voce in apertura del dibattito sul secondo voto di ratifica, invitando tutti i deputati a esprimersi a favore. L'alternativa, ha avvertito, è fra "questo accordo" e il rischio che "la Brexit vada perduta". 

Pollice verso contro l'accordo sulla Brexit di Theresa May da otto deputati di spicco in rappresentanza dei Tory brexiteer più oltranzisti e degli alleati unionisti nordirlandesi del Dup. Le intese raggiunte a Strasburgo dalla premier con i vertici Ue sul backstop "non soddisfano l'impegno preso dal governo alla Camera dei Comuni di ottenere cambiamenti legalmente vincolanti nell'accordo di recesso", scrivono gli 8, fra cui l'ex ministro conservatore per la Brexit, Dominic Raab, e il capogruppo del Dup, Nigel Dodds.

Torna dunque il pessimismo sul voto di ratifica bis previsto per stasera ai Comuni sull'accordo sulla Brexit dopo il parere legale dell'attorney generale del governo britannico, Geoffrey Cox, sulle intese allegate raggiunte ieri dalla premier a Strasburgo nel quale si certifica come ridotto, ma non eliminato il rischio di un backstop a tempo indefinito. Lo sottolineano i media, dando notizia del tentativo a questo punto in salita della premier di convincere i falchi brexiteer Tory ed i vitali alleati unionisti nordirlandesi del Dup a riallinearsi.

May ha riunito i deputati del gruppo del Partito Conservatore a Westminster per un ultimo, accorato appello. Poi ha in agenda un incontro con la leader del Dup, Arlene Foster, al cui riserbo fa da contrappunto il pessimismo di fonti interne al suo partito su un ipotetico via libera all'accordo "dopo il parere di Cox". Intanto il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, prova a difendere il valore delle intese definite ieri di fronte alle contestazioni della commissione parlamentare bipartisan presieduta dal laburista Hilary Benn.

Le intese allegate all'accordo sulla Brexit raggiunte ieri da Theresa May sono "legalmente vincolanti" e "riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente" nel meccanismo del backstop. Ma non cancellano del tutto un "rischio legale" che "resta invariato" nell'ipotesi di "differenze irreconciliabili" nel negoziato con l'Ue sulle relazioni future: così l'attorney general del governo britannico, Geoffrey Cox, nella cauta revisione del suo parere legale sull'accordo.





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