Elezioni amministrative. Bene il centro destra unito. Fratelli d'Italia e Pd i primi partiti. Il Movimento 5 Stelle sotto il 5%

di redazione 14/06/2022 POLITICA
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Il centrodestra è largamente in testa dopo il primo turno delle comunali 2022 per quanto riguarda i capoluoghi di provincia.

L'alleanza con FdI, Lega e FI strappa al centrosinistra il sindaco di Palermo (lo spoglio è ancora ai due terzi delle schede con Lagalla al 50,2%), alle liste civiche il sindaco di Belluno e conferma i sindaci di Genova, L'Aquila, Pistoia, La Spezia, Asti, Rieti e Oristano.

Il centrosinistra strappa al centrodestra il sindaco di Lodi e conferma al primo turno i sindaci di Padova e Taranto.
Le liste civiche (i risultati non sono ancora definitivi) confermano il sindaco di Messina.

Il 26 giugno avremo un ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra ad Alessandria, Monza, Verona, Gorizia, Piacenza, Frosinone, Como (nel capoluogo lariano una lista civica potrebbe andare al ballottaggio al posto del centrodestra), Catanzaro, Cuneo, Lucca, Barletta e Parma. A Viterbo il ballottaggio sarà tra civiche e centrosinistra.

Nelle precedenti elezioni comunali il centrodestra vinse in 17 capoluoghi: Alessandria, Asti, Como, Lodi, Monza, Verona, Gorizia, La Spezia, Piacenza, Pistoia, Frosinone, Rieti, Vierbo, L'Aquila, Catanzaro e Oristano.
Il centrosinistra vinse in 5 capoluoghi: Cuneo, Padova, Lucca, Taranto e Palermo.

Le liste civiche vinsero in 4 capoluoghi: Barletta, Parma, Messina e Belluno.

FdI primo partito del centrodestra; M5s sotto 5%

E' questa la fotografia che offrono i primi risultati del voto amministrativo. Ma non basta, perchè questa tornata elettorale segna anche nuovi equilibri all'interno delle coalizioni.

Fratelli d'Italia supera la Lega nei voti di lista mentre nel campo largo di centrosinistra sembra sbilanciarsi ancora di più il rapporto tra Pd e Movimento. Il Pd tiene, decisamente molto meno i pentastellati, un flop che spinge più di qualcuno tra i dem e non solo (Matteo Renzi lo dice apertamente) a chiedere che si riapra il dossier alleanze in vista delle elezioni politiche delle 2023. Occhi puntati sui risultati dei partiti di centro, Italia Viva ma soprattutto Carlo Calenda. In attesa dei dati definitivi c'è però un dato inconfutabile e riguarda il flop dei referendum sulla giustizia.

L'affluenza per la consultazione sui cinque quesiti referendari, tenutasi lo stesso giorno delle amministrative, è la peggiore della storia repubblicana. Ma se il mancato raggiungimento del quorum e la bassa affluenza per i referendum erano dati quasi scontati, l'esito delle amministrative segna un cambio di passo nella definizione dei rapporti di forza in vista delle politiche. A pesare sarà inevitabilmente la legge elettorale e la possibilità o meno di modificarla in senso proporzionale.

Chi prova ad ostentare sicurezza è Matteo Salvini: "La Lega è il collante della coalizione", dice l'ex ministro che non ha dubbi: "Il centrodestra vince solo se unito". Prova ne è il risultato di Palermo e di Genova e l'Aquila a differenza di Verona e Catanzaro dove la coalizione divisa dovrà andare al ballottaggio. Ma, se è vero che la centrodestra tiene, la vittoria ha il sapore amaro almeno a via Bellerio. Dai primi dati emerge infatti che la Lega viene sorpassata da Fratelli d'Italia, primo partito della coalizione al Nord. I risultati ancora parziali evidenziano come Fdi a Genova sfiori la doppia cifra rispetto alla Lega. A Parma il partito della Meloni vola oltre il 7% e complessivamente ottiene più di Lega e Fi sommate insieme. A Piacenza la Lega perde quasi sei punti, mentre Fdi passa dal 7 al 12%. Sorpasso anche in Toscana, dove ad esempio a Lucca, Fdi supera il tandem Lega-Fi ottenendo il 13% . Numeri che consentono alla Meloni non solo di dirsi "soddisfatta", ma di mettere in chiaro come sia il suo partito il "traino" del centrodestra. Non solo, per la leader di Fdi le urne consegnano un risultato evidente e cioè il ritorno ad un "sano bipolarismo". Felice anche il Partito Democratico: "il giudizio è decisamente positivo e sarà anca più positivo ai ballottaggi, "dice Enrico Letta. "Siamo il primo partito da Nord a Sud", esulta Francesco Boccia. Scorrendo i primi dati infatti i Dem ottengono il primato a Genova con il 21% a Parma guadagnano circa 10 punti, a Padova sfiorano il 22%. Il centrosinistra vince a Lodi a Padova, a Parma vanno al ballottaggio così come a Verona solo per citare alcuni casi. I volti sono più tirati però quando il discorso si allarga alle alleanze. ll cosiddetto campo largo fa fatica ad ampliare il perimetro, anzi, le urne consegnano una vera e propria battuta d'arresto dovuta al flop del Movimento Cinque Stelle che nelle città dove ha presentato il simbolo ha registrato percentuali ben lontane da quelle precedenti. Per citare un paio di casi a Genova M5s passa al 18,4% a poco più del 4% ,a Parma non si è presentato, a Padova prende poco più dell'1%: "I dati non ci soddisfano", dice senza tanti giri di parole Giuseppe Conte che però rassicura sulla tenuta dell'alleanza con i Dem: "Un'azione congiunta non può essere compromessa da questa tornata elettorale". Che il tema delle alleanze rappresenti la prossima sfida non è un mistero. Ed è il cosiddetto terzo polo l'interlocutore con cui fare i conti: "Se fossi ancora un dirigente del Pd mi porrei il tema di fare un'alleanza con il centro riformista e non con i grillini", dice Matteo Renzi. Numeri alla mano invece Carlo Calenda quantifica la nuova area politica intorno al 20%.

Il primo turno delle comunali 2022 assegna due verdetti: Fratelli d'Italia è costantemente il primo partito del centrodestra anche nel nord Italia; il Movimento 5 Stelle, nei capoluoghi di provincia, è sempre sotto il 5% dei voti.

FdI supera la Lega a Genova (9,3 contro 6,8%), a L'Aquila (20,6 contro 12,5%), a Padova (8,3 contro 7,3%), a Verona (11,9 contro 6,6%), a Parma (7,6 contro 4,1%), a Como (12,7 contro 6,7%), a Monza (12 contro 7,9%), ad Alessandria (14,8 contro 10,5%), ad Asti (7,7 contro 5,6%), a Cuneo (6,1 contro 6%), a Belluno (10,4 contro 9,4%) a Gorizia (10,8 contro 8,3%), a La Spezia (9,7 contro 7,9%).

Il Movimento 5 Stelle ottiene il suo miglior risultato a Genova, città natale di Beppe Grillo (4,4%). A Taranto 4,2%, a Messina 4,1%, ad Alessandria 3,9%, ad Asti 3,4%. Malissimo a L'Aquila (0,7%) e Frosinone (1,3%). A

Guidonia, dove nel 2017 M5s ottenne il sindaco, i pentastellati scendono dal 20,6% al 4,6%.

Il Pd supera il 20% dei voti a Genova (21%), Padova (21,6%), Parma (24,2%).

Forza Italia va in doppia cifra a Monza (16,38%).


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