Corte penale internazionale. "Nessuna licenza per bombe a grappolo o azioni sproporzionate, nessuna immunità per nessuna posizione"

di redazione 18/03/2022 ESTERI
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"La legge è chiara. È un crimine colpire intenzionalmente i civili. Ora, naturalmente, ci devono essere ulteriori indagini".

Sono le parole di Karim Khan, Procuratore capo della Corte penale internazionale, l'organismo giuridico indipendente attivo a L'Aia, nei Paesi Bassi, dal 2003 e competente sui crimini internazionali. Khan ha spiegato alla Cnn, che lo ha intervistato in esclusiva a Leopoli, di essere andato in Ucraina perché ha fondati motivi per pensare che durante l'aggressione russa abbiano avuto luogo crimini di guerra. 

“Non c'è alcuna licenza per usare le bombe a grappolo o compiere attacchi sproporzionati in aree civili concentrate”, ha messo in chiaro Khan, sottolineando inoltre che “non c'è nessuna immunità per nessuna posizione ufficiale, se sei un fante in un'area civile in guerriglia urbana, non hai la licenza di stuprare o attaccare bambini o terrorizzare, se sei un comandante di campo o un comandante di battaglia che compie attacchi aerei, o prende decisioni sugli obiettivi o se sei un superiore civile, in base allo statuto di Roma, c'è responsabilità". Lo statuto di Roma è il trattato che regola competenze e attività della Corte. Entrato in vigore il 1° luglio 2002, è stato ratificato da 123 paesi. Sul sito internet della Corte un'indagine sull'Ucraina, annunciata per la prima volta lo scorso 28 febbraio, risulta essere stata aperta il 2 marzo di quest'anno.

“Se gli attacchi sono diretti intenzionalmente contro la popolazione civile, è un reato che il mio Ufficio può indagare e perseguire. Se gli attacchi sono diretti intenzionalmente contro infrastrutture civili, compresi gli ospedali è un reato che il mio Ufficio può indagare e perseguire. Coloro che prendono parte a queste ostilità, siano essi forze armate regolari, milizie o gruppi di autodifesa, devono sapere che indossando l'uniforme o portando le armi non sono esonerati da responsabilità ma anzi assumono obblighi legali extra”, aveva dichiarato nei giorni scorsi Khan in un comunicato stampa della Corte.


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