Fine della scuola. Bambini e adolescenti a rischio iper-connessione social

di redazione 10/06/2026 CULTURA E SOCIETÀ
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Con la fine della scuola e l’inizio dell’estate, per molti adolescenti cambia radicalmente la quotidianità: meno routine, ritmi sonno-veglia alterati, più tempo trascorso online, meno contatti sociali diretti e maggiore esposizione ai contenuti social legati all’immagine corporea. Un insieme di fattori che, secondo gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, può favorire l’emergere o l’aggravarsi di fragilità psicologiche, soprattutto nei ragazzi più vulnerabili. 

Durante i mesi estivi, infatti, possono comparire o diventare più evidenti comportamenti associati al disagio emotivo come l’isolamento sociale, ma anche diete drastiche, allenamenti compulsivi e forte attenzione al peso e all’aspetto fisico, anche in vista della cosiddetta “prova costume”. 

 

“L’estate viene spesso associata a benessere e leggerezza, ma per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato”, spiega Deny Menghini, responsabile di Psicologia del Bambino Gesù. “La chiusura delle scuole interrompe abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi svolgono una funzione protettiva. Allo stesso tempo aumenta l’esposizione ai social network, utilizzati spesso per riempire il tempo e contrastare la “noia” di giornate meno scandite da impegni, così come ai modelli estetici irrealistici, con possibili ripercussioni sull’autostima e sul rapporto con il proprio corpo”. 

 

In estate gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online

Studi internazionali evidenziano che durante i mesi estivi gli adolescenti trascorrono mediamente tra i 45 e i 55 minuti in più al giorno online rispetto al periodo scolastico. In Italia, in particolare, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le 4 ore di connessione quotidiana. Insieme all’iperconnessione si registra una significativa alterazione del sonno: fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto “social jetlag”, con addormentamento e risveglio spostati in avanti di ore. Aumenta anche la pressione sull’immagine corporea: l’insoddisfazione per il proprio aspetto riguarda circa 3 adolescenti su 10 in Italia e l’esposizione ai social media amplifica il confronto con standard estetici poco realistici. Secondo la Mental Health Foundation britannica, infatti, le immagini viste online inciderebbero negativamente sulla percezione di sé per ben il 40% dei giovani. In parallelo, si registra un incremento generalizzato, indipendentemente dalla stagione, dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA): all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nell’arco di 5 anni, le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%, in particolare tra i più giovani (+50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni). 

 

Le 10 regole per un'estate più equilibrata 

Per aiutare genitori e caregiver a riconoscere precocemente eventuali situazioni di disagio, gli esperti del Bambino Gesù riassumono i segnali a cui prestare particolare attenzione: cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, isolamento, irritabilità, alterazioni del sonno, ritiro sociale, attività fisica eccessiva, utilizzo prolungato dei dispositivi digitali soprattutto nelle ore notturne e ossessione per il peso corporeo o per il calcolo delle calorie. 

 

Alcune regole utili per il periodo estivo: 

1) Mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze 

2)  Limitare l’uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali 

3) Evitare dispositivi digitali durante i pasti 

4) Favorire attività sportive e tempo all’aperto

5) Prestare attenzione a cambiamenti improvvisi dell’alimentazione 

6) Non banalizzare o sottovalutare frasi negative ricorrenti sul proprio corpo 

7) Osservare eventuali segnali di isolamento sociale

8) Incentivare relazioni e attività condivise offline 

9) Parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi

10) Chiedere supporto specialistico in presenza di segnali persistenti di disagio. “Intervenire tempestivamente è fondamentale”, conclude Menghini. “Molti disturbi della sfera emotiva, che si riflettono anche sul rapporto con l’alimentazione, esordiscono proprio durante l’adolescenza e oggi in età sempre più precoce, come dimostrano i nostri dati. Possono manifestarsi inizialmente con segnali sfumati, che tuttavia è importante intercettare, soprattutto nei mesi in cui i ritmi quotidiani cambiano profondamente”

 

bambini che stanno crescendo tra smartphone e social network mostreranno entro il 2050 una “neuroplasticità trasformata”, l’uso prolungato dei dispositivi digitali modifica il modo in cui il cervello si struttura e funziona. A pagare il prezzo più alto sono memoria, capacità di attenzione e pensiero critico. Ad affermarlo sono gli esperti riuniti oggi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio in occasione del convegno dal titolo “Suonare la mente. Musica e scrittura come abilità nel futuro digitale” promosso dall’Associazione Amici del Campus delle Arti – progetto estivo di formazione musicale a Bassano del Grappa – e dall’Osservatorio Carta, Penna & Digitale della Fondazione Einaudi. L’idea di fondo è che due attività antiche e concrete possano funzionare come terapie: imparare a suonare uno strumento e non abbandonare la scrittura a mano in corsivo.

 

Numerose ricerche scientifiche internazionali hanno dimostrato che l’abuso che soprattutto i più giovani fanno degli smartphone è direttamente connesso al progressivo deterioramento delle loro facoltà mentali. E a farne le spese sono la memoria, la soglia dell’attenzione e la capacità di elaborare un ragionamento critico e di saperlo esporre. In questo quadro, imparare a suonare strumenti musicali e non perdere l’abitudine di scrivere a mano in corsivo rappresentano vere e proprie terapie per bambini e ragazzi perché permettono loro di sviluppare a pieno le proprie capacità. 

 

Le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo

“Sono molte le analogie tra la pratica di uno strumento musicale e la scrittura a mano in corsivo”, ha detto Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale, “entrambe le attività sollecitano il pieno sviluppo del cervello umano e della mobilità fine. Scrivendo su carta e suonando i giovani potenziano e strutturano la propria intelligenza, il proprio carattere e la propria creatività, contenendo di conseguenza i danni da abuso di smartphone. Per queste ragioni è quantomai opportuno che il sistema scolastico rivaluti e rilanci l’uso della carta e della penna e valorizzi l’educazione musicale”. 

 

Le tre componenti che entrano in gioco durante l’esecuzione musicale: cuore, cervello e corpo

Angela Chiofalo, che insegna pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha presentato nel suo intervento le nuove tecniche di apprendimento del pianoforte, basate sulle “più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze”. È il metodo delle cosiddette 3C: cuore, cervello e corpo. “Le tre componenti che entrano in gioco durante l’esecuzione musicale”, ha spiegato. “È un’indagine che sfiora la neuroestetica, dove l’identificazione dei circuiti cerebrali diviene la base per una conoscenza più profonda del movimento e del pensiero musicale, che esalta l’interpretazione e trasforma il rigore tecnico in forza espressiva”.



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