Lavoro e sicurezza. 189 le vittime nei primi tre mesi del 2026
189 i morti sul lavoro nei primi tre mesi dell’anno: 136 in occasione di lavoro e 53 in itinere. I nuovi dati Inail evidenziano un lieve calo dei numeri assoluti rispetto allo stesso periodo del 2025: 10 in meno i morti sul luogo di lavoro, 6 in meno quelli in itinere. Rapportando i casi agli occupati Istat, l’incidenza scende a 0,56 decessi ogni 100mila occupati, in diminuzione sia rispetto al 2019 sia rispetto al 2025. Ma la quota di morti avvenute in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati cresce (dal 67,9% al 72%), perché i decessi in itinere sono scesi di più rispetto a quelli avvenuti in occasione di lavoro.
Il dato più critico riguarda però gli infortuni in itinere. Le denunce superano le 22mila unità (+9,6%) a fronte delle 101.163 (+4,4%) per infortuni in occasione di lavoro, tornando sostanzialmente ai livelli pre-pandemia e segnando un aumento a due cifre rispetto al 2021-2022. Qui il fattore dominante è la normalizzazione della mobilità: più spostamenti casa-lavoro, più esposizione al rischio stradale. Non a caso, mentre gli infortuni totali crescono, i decessi in itinere diminuiscono ma restano una componente rilevante e con un’incidenza in aumento sul totale (17,9%).
Infine, il capitolo studenti. Gli inaccettabili casi mortali scendono da cinque a tre. Le oltre 27mila denunce (+5,6%) indicano un’espansione del perimetro assicurativo e della rilevazione. Tra queste 280 riguardano ragazzi inseriti in percorsi scuola-lavoro, dato in forte calo (-54%). La concentrazione territoriale è marcata: la Lombardia da sola raccoglie quasi un quarto delle denunce. L’elevata quota di under 15 (75%) e la prevalenza di eventi in ambito scolastico (97%) suggeriscono che si tratta in gran parte di infortuni lievi o legati ad attività quotidiane più che a contesti produttivi veri e propri.

