Addio a Gino Paoli. Innovatore della melodia e della canzone italiana

di redazione 24/03/2026 ARTE E SPETTACOLO
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Si è spento a 91 anni Gino Paoli, cantautore che con poesia, malinconia ed esistenzialismo ha segnato la musica italianaa partire dagli anni Sessanta. Tantissimi i suoi brani celebri, tra cui le universalmente note “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”.

figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”, accanto ad artisti come Tenco e De André, ha contribuito a rinnovare la canzone d’autore.

 

 
 

Le origini e il trasferimento a Genova

Gino Paoli era era nato nel ’34 a Monfalcone, dove rimase per pochi mesi, prima che la famiglia si trasferisse a Genova per sfuggire alla pulizia etnica dei titini (ovvero i partigiani comunisti jugoslavi, guidati da Josip Broz Tito durante la Seconda Guerra Mondiale, che attuarono un'epurazione preventiva contro presunti o reali oppositori al loro regime, dramma che portò all'uccisione di numerosi civili e militari italiani e all'esodo giuliano-dalmata).

Dieci anni dopo, parte della famiglia di mia madre morì infoibata. I miei parenti non erano militanti fascisti, erano persone perbene, pacifiche. Ma la caccia all’italiano faceva parte della strategia di Tito, che voleva annettersi Trieste e Monfalcone”, raccontò il cantante in un’intervista del 2005.

 

Gli esordi

Il cantante esordì nel 1959 col brano “La tua mano”, ma il successo arrivò l’anno dopo col brano “La gatta”, quando Mogol che lo prese sotto la sua ala protettrice e convinse Mina a cantare “Il cielo in una stanza” scritto da Paoli. 

A Genova Paoli era cresciuto musicalmente affianco a Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi e Luigi Tenco, con cui però ruppe a causa di una donna. 

Nel ’61 il primo Festival di Sanremo per Paoli, in coppia con Tony Dallara, col brano “Un uomo vivo”. Anno dell'inizio della sua storia d'amore con Ornella Vanoni. 

 

 
 
 

L’anno seguente, però, Paoli conobbe Stefania Sandrelli di cui si innamorò follemente nonostante lei fosse ancora minorenne e lui un uomo sposato e con un figlio (Giovanni avuto dalla prima moglie, Anna Fabbri). 

Dalla relazione con Stefania Sandrelli nacque Amanda che crescerà però col cognome della madre.

 
 

Alti e bassi nella vita dell'artista

Nei primi anni ‘60 Paoli ebbe dei problemi con l’alcol che chiuse dopo la morte del fratello. 

Nel 1963 arrivò un momento di gloria estrema con lo strepitoso successo di “Sapore di sale”, a cui seguì, come più volte raccontato dal cantante, un periodo di grande depressione, quando, pur avendo tutto, Paoli non riusciva a provare più nulla. Stato d'animo che lo portò a tentare il suicidio sparandosi al petto con una Derringer. La pallottola sparata rimase per sempre nel cuore del cantautore perché, trovandosi nel pericardio, i medici giudicarono meno pericoloso conviverci piuttosto che tentare di estrarla. 

 Nel 1964, superato il difficile momento, arrivò un nuovo Festival di Sanremo per Gino Paoli che concorse con il brano “Ieri ho incontrato mia madre”, cantato insieme ad Antonio Prieto. Poi, nel 1968, una nuova partecipazione alla kermesse con il brano “La carta vincente” cantato con Ricardo ma i due non arrivano in finale, evento che segnò l'inizio di un lento declino che condusse Paoli ad allontanarsi dalla musica e decidere di lavorare a Levanto come oste.

 

La ripartenza 

Dopo che, negli anni ’70, i pochi album pubblicati ottennero il plauso della critica ma non successo di pubblico, nel 1975 Gino Paoli fu invitato come ospite d’onore alla festa dei giovani del Pci organizzata, tra gli altri, anche da Walter Veltroni. 

“Una lunga storia d'amore”, nel 1984, riportò il cantautore in vetta alle classifiche ed il brano fu anche la colonna sonora del film diretto da Paolo Quaregna. “Una donna allo specchio” che, girato quasi interamente a Ivrea durante il carnevale, ha come protagonista Stefania Sandrelli. 

Altra produzione legata alle donne della sua vita è quella del disco “Insieme”, inciso insieme ad Ornella Vanoni. Dello stesso periodo anche “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande”, “Coppi” e “Questione di sopravvivenza” dedicato alla compagna Paola Penzo che sposerà nel ’91 e da cui avrà due figli. 

Nel 1989 Paoli torna al Festival di Sanremo con “Questa volta no”, ed è del 1991 la vittoria al Festivalbar con “Quattro amici”, dell'album di successo “Matto come un gatto”. 

 
 

Paoli e la politica 

Tra il 1987 e il 1992 Gino Paoli, convinto a candidarsi da Achille Occhetto e Massimo D’Alema, fu un deputato eletto col Pci (poi Pds) e, in seguito, divenne anche assessore alla Cultura nel comune di Arenzano.

 

Gli anni 2000

Nel 2002 Paoli si classificò al terzo posto al Festival di Sanremo con “Un altro amore”, canzone che vinse anche il premio della critica. Del 2004, nuovamente insieme a Ornella Vanoni, il tour “Ti ricordi? No, non mi ricordo”, da cui nacque un disco. 

 

Nello stesso anno Paoli ricevette il premio alla carriera al Festival di Sanremo, dove tornò nel 2009 per duettare con Malika Ayane e nel 2022, come ospite. 

 
 

La SIAE

Nel 2013 Paoli fu eletto presidente della Siae e, in questa veste, il cantautore avviò una dura battaglia contro la pirateria, ma due anni l'incarico fu costretto a dimettersi per via di un'indagine per evasione fiscale, aperta dalla procura di Genova, poi archiviata con la prescrizione l'anno successivo.

 

Maria Chiara Giannetta: “Le sue canzoni colonna sonora della mia infanzia”

"Gino Paoli è un evergreen, sono le canzoni, Senza fine, Il cielo in una stanza, che mamma o papà mi facevano ascoltare, c'è stata tanta cultura musicale di quel genere giù a casa quando eravamo piccoli". È il ricordo che del cantautore genovese scomparso oggi ha l'attrice pugliese Maria Chiara Giannetta, ospite al Bif&st, il festival internazionale di cinema in corso a Bari. L'incontro dell'attrice con il pubblico barese è stato aperto proprio da un applauso per omaggiare Gino Paoli.

18:47

Club Tenco: “Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere”

Il Club Tenco, che aveva conferito a Gino Paoli diversi riconoscimenti, ha voluto ricordare il cantautore genovese in una nota: “Il Club Tenco apprende con profonda commozione la scomparsa di Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Gino Paoli fu uno dei più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto. Da Genova a Milano, alla casa discografica Ricordi si creò – tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – il primo nucleo culturale che consapevolmente trattava la canzone come arte di livello raffinatissimo: nella sapienza dell’unione tra musica e parole, nella scrittura che unisce una poetica, uno stile e una visione del mondo personale attraverso questo linguaggio. La faceva diventare “d’autore”. Il suo legame con il Club Tenco è stato profondo e continuo sin dalle origini: nel 1974, in occasione della prima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, ricevette il Premio Tenco alla Carriera. Nel 1984 la sua “Averti addosso” ottenne la Targa Tenco come Migliore Canzone, e nello stesso anno fu omaggiato per “25 anni di canzoni” con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Paoli ha inoltre partecipato più volte al Premio Tenco come ospite, nelle edizioni del 1978, 1980, 1985, 1986, 1990, 1993, 1996, 2001, 2002, 2006 e 2007, testimoniando nel tempo una vicinanza autentica e mai interrotta.Gli amici del Club Tenco lo ringraziano per l’enorme disponibilità con la quale rispondeva sempre, sin dai primissimi inviti da parte di Amilcare, con cui si instaurò un profondo legame. In questo momento di grande tristezza, ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di tutti coloro che lo hanno amato. Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo”.

18:22

Dori Ghezzi: “Senza Paoli non ci sarebbe stato nemmeno Fabrizio”

Anche Dori Ghezzi ha voluto ricordare Gino Paoli: “Se Gino Paoli, Umberto Bindi, Luigi Tenco e Bruno Lauzi non ci fossero stati, probabilmente non sarebbe esistito nemmeno Fabrizio: è anche grazie al loro esempio se lui e la sua famiglia hanno riconosciuto nella musica un’arte nobile. Altrimenti, come diceva Fabrizio stesso, sarebbe diventato “un pessimo avvocato”. Conoscevo Gino ancora prima di Fabrizio: è sempre stato una persona riservata, ma di uno spessore incredibile, un artista e un amico dalle qualità rare. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo a teatro e gli raccontavo un aneddoto su Fabrizio, di quando erano giovani, che mi aveva raccontato lui stesso. Non ricordava di avermelo già detto, e da lì nacque una simpatica diatriba. Abbiamo anche collaborato alla costruzione della scuola dei cantautori a Genova, di cui era ormai uno degli ultimi grandi esponenti. Ci mancherà moltissimo anche se continueremo ad ascoltarlo spesso”.

17:58

Cesare Cremonini: “Mi fece entrare in una porta sconosciuta”

"C'era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell'odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C'era questo biliardo in radica (meta di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all'oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all'altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli". Comincia così il lungo post su Instagram con cui Cesare Cremonini ricorda Gino Paoli, scegliendo di farlo attraverso un aneddoto della sua infanzia. "Che fosse una canzone con l'arrangiamento di Morricone o l'arrangiamento di Morricone su una canzone, (con l'inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non fu importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l'effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato", dice il cantautore bolognese. "Insieme a quell'odore, ogni volta che riascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un'Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare.
(Un'Italia che, giusta o sbagliata, chissà perché, credo si sia divertita molto più della nostra)", conclude Cremonini.

17:48

Filippo Sugar: “Sempre vicini”

Anche se appartenevamo a generazioni diverse, ci siamo sempre sentiti vicini. Oggi, oltre ad un immenso artista, perdo un amico, una persona dolcissima che porterò sempre con me. Così il discografico di Gino Paoli Filippo Sugar ha ricordato il grande artista.

17:33

Renzo Arbore: “Genova e Napoli stessa sensibilità”

"Gino Paoli, mio buon amico, immenso musicista, compositore e interprete di canzoni che resteranno in eterno nel repertorio della musica importante italiana". Così Renzo Arbore, attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ricorda Gino Paoli. "Gino cantava anche le canzoni napoletane con grande sentimento - continua - Quando gli chiesi come facesse, essendo genovese, a cantare così bene le canzoni napoletane, mi diede una risposta che non dimenticherò mai: 'Noi genovesi con i napoletani abbiamo in comune: 'i piedi nell'acqua’. Non dimenticherò mai questa frase". "I piedi nell'acqua’ era un modo per dire che la sensibilità è la stessa - racconta ancora Arbore - e allora abbiamo trovato un brano, che Gino ha cantato generosamente con me, con la mia Orchestra Italiana alla fine degli anni '90: 'O paese d'ò sole’, canzone molto impegnativa". E prima di pubblicare il video della loro esibizione, Arbore conclude: "Guardate con quale sentimento Gino dice quelle parole così importanti, e guardate con quanta espressione canta questa canzone classica napoletana che molti hanno dimenticato. Grazie Gino, per quello che mi hai concesso e per l'amicizia simpatica che abbiamo avuto, ridendo insieme di tante cose. Un abbraccio a te e a Paola".

 

17:28

Cesare Cremonini: “Paoli e quella generazione che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare”

"C'era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell'odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C'era questo biliardo in radica (meta di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all'oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputarono dal pianale quattro vinili appoggiati uno all'altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli". Lo scrive Cesare Cremonini su Instagram, in un post dedicato a Gino Paoli. "Che fosse una canzone con l'arrangiamento di Morricone o l'arrangiamento di Morricone su una canzone, (con l'inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non fu importante, perché da qualsiasi prospettiva la stessi ascoltando, quella voce ebbe su di me l'effetto di un invito a entrare in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato - prosegue - Insieme a quell'odore, ogni volta che riascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un'Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare. (Un'Italia che, giusta o sbagliata, chissà perché, credo si sia divertita molto più della nostra)".

 

Carla Bruni: “Il mondo sarà triste senza di te e sembra già più vuoto”

"Caro Gino, il mondo sarà triste senza di te e sembra già più vuoto da quando sei partito". Lo scrive su Instagram Carla Bruni, all'inizio del suo post, in parte in italiano e in parte in francese, in omaggio a Gino Paoli, con il quale aveva inciso nel 2009 in duetto Le ciel dans ma chambre", versione francese di Il cielo in una stanza, in occasione dei 50 anni di carriera del cantautore genovese. "Grazie per il tuo talento, immenso e prezioso, grazie per le tue canzoni magiche, uniche, grazie per la tua poesia e per la tua gentilezza - aggiunge l'ex premiere dame in un messaggio accompagnato dall'audio del loro duetto, da immagini di entrambi e da alcuni versi del brano. E grazie di avermi invitata a cantare il cielo nella stanza assieme a te. Riposa in pace. Un abbraccio forte a Ornella ed a tutti gli angeli". Nella seconda parte del post, scritta in francese, Bruni spiega che "oggi ci ha lasciato Gino Paoli, uno dei più grandi cantautori italiani. Le sue canzoni sono impresse nei nostri cuori e nelle nostre vite, intrecciate ai nostri ricordi più cari".

16:42

Funerali in forma riservata probabilmente giovedì

Si terranno in forma privata per volontà della famiglia i funerali del cantautore genovese Gino Paoli. Le esequie dovrebbero tenersi nella giornata di giovedì. Massimo riserbo sul luogo delle esequie che non saranno in forma pubblica ma potrebbero svolgersi a partire da giovedì, alla presenza dei soli familiari.

16:40

Cristiano De André: “Artista dal cuore immenso e grande amico di papà”

"Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni". Così Cristiano De Andrè, ricordando Gino Paoli. "Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino - prosegue, ricordando il legame tra Paoli e Faber - La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste".

 

16:38

Zucchero: “Un buco nell’anima”

"Un buco nell'anima!". Così Zucchero "Sugar" Fornaciari sui suoi social ricorda Gino Paoli.

 

 

16:35

Morgan: “Ha rappresentato una vera resistenza al sistema in cui siamo imprigionati”

"Gino Paoli ha rappresentato, fino a che è stato al mondo, una vera resistenza al sistema in cui siamo immersi e imprigionati, che lui chiamava regno degli imbecilli, delle cose imbecilli, del non pensiero, del fancazzismo, della mancanza di bellezza, il contrario dell'epoca mitologica della Genova di fine anni cinquanta" così scrive Morgan. “Deve essere stato anche faticoso per Gino sopportare l'avanzata del futile, dei social network, e intanto la scomparsa dei suoi amici cantautori, una lenta cancellazione di una cosa meravigliosa che a noi rimane in eredità, nonostante non ce la meritiamo e non siamo in grado di onorarla custodirla e diffonderla intanto proteggerla - aggiunge pubblicando un video con Gino Paoli - Siamo solo capaci di fare sciacallaggio discografico e compilation di grandi successi. Che ingrati. Gino Paoli la vita se l'è goduta, nel tormento e nell'entusiasmo, ha fatto tutto ciò che desiderava, ha avuto tutto: fama, amore, denaro, libertà, insieme ad una marea di rotture di scatole. Era più psichedelico di Syd Barret, più punk di Iggy Pop, è stato in assoluto il più grande cantante italiano, non per estensione ma per gusto, padronanza ed espressione. Molti di voi lo scopriranno col tempo. Lunga vita al diavolo del Rock”

16:34

Ligabue: “Ci lascia bellissime canzoni”

"Grande cantautore. Fuori dagli schemi. Ci lascia bellissime canzoni". Così, parafrasando uno dei suoi più celebri brani, 'Ti lascio una canzone', Luciano Ligabue sui suoi social ricorda Gino Paoli. Liga accompagna, nelle sue stories di Instagram, il suo ricordo con una foto di Gino Paoli giovane, e in sottofondo una delle canzoni più conosciute del cantautore genovese, Senza fine.

16:28

Jovanotti: “Grandissimo maestro, una scuola perenne per tutti”

"Grandissimo maestro Gino Paoli. Autore di capolavori, modernissimo sempre; classico, immenso. Le sue canzoni e quel suo modo di cantarle è scuola perenne per tutti quelli che amano questa arte”. Così Jovanotti su Instagram ricorda il collega scomparso. "Grandezza vera senza enfasi, classe assoluta", aggiunge.

 

 
 
 
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16:27

Fiorello, l’omaggio sulle note di “Una lunga storia d’amore”

Un sentito e commosso omaggio a Gino Paoli ha aperto la puntata di oggi della “Pennicanza', con Fiorello che ha intonato live Una lunga storia d'amore. "Viene a mancare un artista che ha scritto pagine e pagine della storia della canzone italiana, evviva Gino Paoli", ha detto alla fine lo showman, prima di proseguire la trasmissione con Fabrizio Biggio.

16:10

Vasco: “E poi ci troveremo come le star”

"E poi ci troveremo come le star... La prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete immenso Gino.

 

16:08

Il ministro Giuli: “Maestro indimenticabile della canzone italiana”

"Con Gino Paoli scompare un maestro indimenticabile della canzone italiana e della scuola cantautorale genovese. Paoli è stato un poeta che ha raccontato i sentimenti in modo semplice ma straordinariamente raffinato. Ai familiari il mio più sincero cordoglio". Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

16:05

Bresh: “Conoscerti fu memorabile”

"Che fortuna conoscerti, fu una giornata memorabile. Condoglianze alla famiglia, ciao Gino". Così il rapper ligure Bresh, che su Instagram rende omaggio al suo corregionale Gino Paoli. Andrea Emanuele Brasi, questo il vero nome del 29enne cantante di Lavagna, posta un’immagine insieme a Paoli.

15:57

Beppe Grillo: “Ciao Ginelli ti ho voluto un gran bene e te ne vorrò sempre”

"Caro Ginelli, ti ho voluto un gran bene e te ne vorrò sempre con la memoria. Ciò che la memoria ama resta eterno". Così, sui social, Beppe Grillo ricorda Gino Paoli.

 

 

 

15:54

Patty Pravo: “Artista senza fine”

"Ciao Gino.. Artista Senza Fine". Con queste parole, affiancate da un cuoricino, Patty Pravo ricorda sui social Gino Paoli, scomparso a 91 anni, accompagnando il post con il video di un duetto live sulle note di La gatta eseguito nel 1995 a Rimini, che si concluse con un bacio sulle labbra tra i due artisti.

 

 
 
 
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15:52

Laura Pausini: “Ciao magico e immenso Gino”

Omaggio a Gino Paoli anche da Laura Pausini. La cantautrice romagnola ha ricordato il collega scomparso con una storia Instagram, accompagnata dal messaggio "Ciao magico e immenso Gino" e sulle note della cover de Il cielo in una stanza, interpretata dalla stessa musicista.

15:50

Pacifico: “Che canzoni meravigliose, che lascito”

"Che canzoni meravigliose, irripetibili, che lascito. Non so se si può imparare da quelli così bravi, magari bastasse studiarli. Si può però tentare di evocarli, immaginarseli accanto, al pianoforte, 'Come farebbe qui Gino'". Così il cantautore Luigi De Crescenzo (in arte Pacifico), ricordando Gino Paoli. "Siamo tutti fortunati ereditieri, ricchi sfondati di musica e parole magnifiche", conclude.

15:09

Mario Biondi: “Un uomo, un mito”

Mario Biondi in una storia sui social ricorda Gino Paoli: "Un uomo, un mito, lo ricordo sempre con tanto affetto".

15:06

Enrico Mentana: “Addio Gino, che vita straordinaria”

"Addio, che vita straordinaria Gino": è il saluto su Instagram di Enrico Mentana.



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