La Stampa non è più il giornale della famiglia Agnelli. Elkann la vende al gruppo Sae
John Elkann, ad della cassaforte di famiglia Exor, ha venduto La Stampa al gruppo Sae di Alberto Leonardis, con cui era in trattativa esclusiva da fine gennaio. Il gruppo Gedi e il gruppo Sae, a cui fanno capo La Provincia Pavese, Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara (a loro volta acquisite nel 2020) hanno fatto sapere di aver firmato il contratto preliminare di cessione del quotidiano torinese e delle testate collegate, così come le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest.
“L’esperienza maturata dal Gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale – prosegue la nota – costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026. La cessione è subordinata all’espletamento delle procedure sindacali e burocratiche previste dalla legge.
L’operazione, comunicata con una nota ufficiale, segna un passaggio rilevante nel panorama dell’editoria italiana e coinvolge non soltanto la storica testata torinese, ma un perimetro più ampio di asset
La cessione comprende le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, oltre alle funzioni di staff e di supporto alla redazione. Un trasferimento integrato, dunque, che include l’intera filiera produttiva e commerciale del quotidiano, a conferma della volontà di assicurare continuità operativa e industriale.
Dal punto di vista societario, l’acquisizione sarà perfezionata tramite un veicolo di nuova costituzione controllato da Sae. Nel capitale del newco è previsto anche l’ingresso di investitori espressione del territorio del Nord Ovest, area storicamente legata alla testata fondata a Torino nel 1867.
Un elemento che rafforza la dimensione territoriale dell’operazione e ne sottolinea la valenza strategica locale. In un primo momento era circolato anche il coinvolgimento delle due grandi fondazioni torinesi, la Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, che nelle scorse settimane hanno escluso di far parte della cordata.
La strategia di Gedi
Per Gedi, la cessione si inserisce in un più ampio processo di razionalizzazione e focalizzazione degli asset editoriali. Negli ultimi anni il gruppo ha avviato una revisione del proprio perimetro industriale, con l’obiettivo di concentrare risorse su attività considerate core e su progetti a maggiore integrazione multimediale. Ma la stessa Gedi è in trattativa anche con il gruppo greco Antenna dell’imprenditore Theodore Kyriakou per la cessione del principale asset ovvero Repubblica. Il progetto industriale di Sae
Dal lato acquirente, Sae punta a consolidare la propria presenza nel settore dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale. «L’esperienza maturata dal gruppo Sae costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine», si legge nella nota.
Il piano industriale dichiarato mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il legame con il territorio. Un passaggio non secondario in un’epoca in cui la sostenibilità economica dei quotidiani locali e nazionali passa sempre più attraverso modelli ibridi, integrazione digitale e valorizzazione delle comunità di riferimento.
Le implicazioni per il mercato
L’operazione riapre il tema della riorganizzazione del settore editoriale italiano, storicamente frammentato e oggi impegnato in una fase di consolidamento. L’ingresso di investitori legati al Nord Ovest potrebbe favorire una maggiore prossimità tra governance e territorio, elemento spesso indicato come leva per rafforzare l’identità e la fidelizzazione dei lettori. Resta ora da attendere il closing definitivo e l’eventuale definizione dei dettagli finanziari dell’operazione, non resi noti.

