Unione europea. Per l'estate 2021 probabile un pass "verde" per muoversi

di redazione 17/03/2021 ESTERI
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"Col certificato vaccinale puntiamo ad aiutare gli Stati membri a ritornare" a mobilità in sicurezza e coordinata".

Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa per la presentazione di un nuovo pacchetto di misure per revocare le limitazioni ai viaggi.

I cittadini europei potranno tornare a viaggiare quest'estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi. Sono i contenuti chiave del nuovo pass Covid. Il certificato, che dovrebbe essere disponibile da giugno in formato digitale o cartaceo, sarà interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato, ha spiegato il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders.

"La situazione epidemiologica sta peggiorando. L'Ue sta cercando di collaborare con le esportazioni ma le strade corrono in entrambe le direzioni, ci deve essere reciprocità e proporzionalità. Se la situazione non cambia, dovremo riflettere di far dipendere l'export sul livello di apertura dei Paesi" riceventi. E "rifletteremo se con i Paesi che hanno tassi più alti di vaccinazioni c'è proporzionalità", ha detto von der Leyen.

"L'Ue è la regione che ha esportato di più, 41 milioni di dosi a 33 Paesi, ma vogliamo vedere reciprocità. Non sta tornando niente verso l'Ue", ha aggiunto. 

"Dall'Ue abbiamo esportato dieci milioni di dosi" alla Gran Bretagna, "è il primo Paese per l'export dall'Ue", senza contare che il Regno Unito produce il vaccino AstraZeneca. "Stiamo ancora aspettando che arrivino dosi dal Regno Unito in modo che ci sia reciprocità", ha spiegato la presidente della Commissione. "Con gli Stati Uniti c'è reciprocità: non ci sono export da Ue a Usa e viceversa di vaccini, ma c'è un flusso intenso dei precursori, degli ingredienti, e di tutte le materie che servono per fare i vaccini".

"AstraZeneca ha annunciato che purtroppo nel secondo trimestre consegnerà all'Unione europea 70 milioni di dosi rispetto ai 180 milioni che aveva contrattualmente promesso di fornire", ha detto la presidente della Commissione Ue. Nonostante il mancato rispetto degli impegni di consegna delle dosi di vaccino da parte di AstraZeneca, "con l'arrivo delle prime dosi del vaccino Johnson&Johnson da aprile possiamo raggiungere l'obiettivo di avere il 70% degli adulti vaccinati entro fine estate", ha aggiunto von der Leyen, sottolineando che, al contrario dell'azienda anglo-svedese, BionTech-Pfizer e Moderna hanno rispettato gli impegni. Von der Leyen ha spiegato che nel secondo trimestre arriveranno da Pfizer-BioNTech 200 mln di dosi, 55 da Johnson&Johnson e 35 da Moderna. Le prime vaccinazioni J&J sono attese per aprile.

"Ho fiducia nel prodotto AstraZeneca ed ho fiducia negli scienziati dell'Ema. Dobbiamo dare loro il tempo di cui hanno bisogno per valutare la frequenza degli eventi tromboembolici" rispetto alla cittadinanza vaccinata. "Bisogna rispettare procedure e rispettare il fatto che scienziati abbiano bisogno" di qualche giorno per condurre le loro analisi. Sono contenta che non si siano prese scorciatoie" nell'approvazione dei vaccini, "ma si sia affrontata la strada più lunga", ha detto von der Leyen.

Il nuovo pass Covid Ue "non è un passaporto vaccinale, ma un certificato verde per evitare divisioni e blocchi" tra i Paesi Ue, "facilitare gli spostamenti dei cittadini europei" e far ripartire il turismo in vista dell'estate, dice il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, in un'intervista a un gruppo di media internazionali.

"Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue", sottolinea Reynders, precisando che, "per evitare ogni forma di discriminazione" offre "tre alternative" per tornare a viaggiare: "dimostrare l'avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione al Covid".

COME SARA' IL CERTIFICATO?

lL certificato viene rilasciato dalle autorità dei vari Stati, ad esempio ospedali, centri di test o da autorità sanitarie. La versione digitale puo essere salvata sul cellulare. I più tradizionalisti potranno averlo anche stampato. Entrambe le versioni disporranno di un Qr Code con le informazioni essenziali e di una firma digitale a garanzia contro la contraffazione (c'è già una certa esperienza contro i test negativi falsi).

Il certificato verde digitale sarà accettato in tutti gli Stati membri dell'Unione ma anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Contribuirà a far ì che le restrizioni attualmente in vigore possano essere revocate in modo coordinato.

Durante i viaggi, tutti i cittadini dell'Ue (ovviamente anche gli stranieri legalmente residenti) in possesso del certificato, dovranno essere esentati dalle restrizioni alla libera circolazione allo stesso modo dei cittadini dello Stato membro visitato. Quindi niente quarantena o addirittura divieto di ingresso nel Paese. Sarà scritto oltre che nella lingua del Paese di rilascio anche in inglese.

Il certificato verde digitale non sarà prerequisito per la libera circolazione, anzi è stato pensato proprio per agevolarla. Il certificato, in caso di assenza di vaccinazione, potrà fornire i dati su test o guarigione dal Covid. Sempre secondo gli stessi criteri.

I certificati di vaccinazione saranno rilasciati per ogni vaccino contro il Covid-19. Tuttavia per le deroghe alle restrizioni saranno considerati solo i vaccini autorizzati nell'Ue. Resta prerogativa degli Stati membri aprire anche ad altri sieri (la Grecia ha già annunciato di volerlo fare per lo Sputnik).

Il certificato conterrà le informazioni fondamentali necessarie quali nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico.

I dati non potranno essere conservati dai Paesi visitati. A fini di verifica, vengono controllate solo la validita e l'autenticità del certificato, verificando da chi e stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato il certificato (e quindi dove è eseguita la somministrazione del vaccino).

Come funzionerà nella pratica

Il certificato contiene un Qr Code con una firma digitale. Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del Qr Code e alla verifica della firma.

Ogni organismo di rilascio (che sia un ospedale, un centro di test o un'autorita sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi sono conservate in un database protetto in ciascun Paese.

La Commissione europea creera un gateway, mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l'Ue. I dati personali del titolare del certificato non passeranno attraverso il gateway dato che non sono elementi necessari per verificare la firma digitale.

Il periodo di validità dei certificati dipende dalle prove scientifiche e sarà determinato dai ricercatori secondo le rispettive norme nazionali. Con l'emergere di nuove prove scientifiche, i periodi di validità dei certificati ai fini della non applicazione delle restrizioni potrebbero essere modificati.

In ogni caso, i certificati saranno rilasciati da altri Stati membri siano accettati secondo le stesse regole applicate a quelli rilasciati a livello nazionale. Inoltre, i certificati di guarigione non potranno superare un periodo massimo di validità di 6 mesi.



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