Fine vita. La vicenda di Loris Bertocco "Al più presto una buona legge sulla morte volontaria"

di redazione 12/10/2017 CULTURA E SOCIETÀ
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"Abbiamo ricevuto da Zurigo la notizia che Loris Bertocco ha cessato volontariamente di vivere".

Gianfranco Bettin e Luana Zanella hanno dato così la notizia della morte di Loris Bertocco, 59 anni, di Fiesso D’Artico, loro caro amico che, paralizzato dopo un incidente stradale avuto a 19 anni e negli ultimi tempi anche cieco, ha meditato a lungo la scelta di porre fine alla sua vita.

La vicenda è stata resa nota dal sociologo veneziano Gianfranco Bettin, il quale ha ricordato la figura dell'amico e collega, sottolineando che questi "era anche un convinto sostenitore delle proposte per una legge sul 'testamento biologico' e sul 'fine vita' in Italia". L'uomo era un ambientalista molto attivo nelle lotte contro il nucleare, i cambiamenti climatici, e a favore della riconversione ecologica.
    All'età di 19 anni era rimasto paralizzato a causa di un incidente stradale. "Nel tempo - ha spiegato Bettin -, le gravi lesioni subite e problemi successivi ne avevano peggiorato la condizione, aggravata da una progressiva perdita della vista che lo aveva infine reso cieco".

 «Parlava da tempo di questa sua scelta finale - raccontano Zanella e Bettin - Lo faceva in termini ipotetici. Anche preparandosi a questo viaggio in Svizzera non l’aveva descritto come il suo ultimo, ma come una sorta di sopralluogo, preparatorio a una eventuale scelta estrema. Invece l’aveva già deciso, cercando solo di rendere i saluti più lievi a chi aveva vicino, in primo luogo la madre Renata, a cui si deve il sostegno maggiore che ha avuto nella vita, insieme alla sorella Lorella, all’ex moglie Anamaria e all’ultima assistente e amica Mirella».

Attivista del Movimento Vita Indipendente per le persone con disabilità e attivista dei Verdi, Loris Bertocco ha lasciato agli amici un lungo memoriale sul suo amore per la vita, le difficoltà, la lotta quotidiana e quella politica per l’insufficiente assistenza che la società e le istituzioni forniscono ai disabili e ha chiesto loro di diffonderlo. Si tratta del quarto veneto che ha scelto la dolce morte ad una vita di dolore o senza speranza.

«Il mio appello - scrive Bertocco nel memoriale - è che si approvi al più presto una buona legge sull’accompagnamento alla morte volontaria (ad esempio, come accade in Svizzera), perché fino all’ultimo la vita va rispettata e garantita nella sua dignità».


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