MALTEMPO. CROLLA PARTE DI UN VIADOTTO SULLA TORINO SAVONA.

di Redazione Euroroma Notizie in breve

Una porzione di circa 30 metri di viadotto della A6 Torino-Savona è crollata a circa 1,5 chilometri dalla località ligure, all’altezza del km 122 nella zona di Altare, in località Madonna del Monte. “Al momento non si può confermare né smentire se sul tratto crollato ci fossero auto in transito al momento del crollo”, ha comunicato la Regione Liguria. “Stanno lavorando con unità cinofile i vigili del fuoco per capire, c’è una segnalazione di un’auto che avrebbe transitato in quel momento – ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che si trova sul posto – Non è una segnalazione certa, i vigili del fuoco si riservano di analizzare tutto il terreno. Sotto c’è una colata di fango di circa 2 metri”. “#Savona #A6, proseguono le operazioni di ricerca dei #vigilidelfuoco, rese difficili dall’inaccessibilità del luogo – confermano i vigili del fuoco su Twitter – Inviate squadre #usar, #cinofili, mezzi movimento terra”.

“Abbiamo sentito un botto, abbiamo visto il ponte dell’autostrada che non c’era più – hanno raccontato alcuni testimoni del crollo – Ovviamente abbiamo pensato subito ad un nuovo ponte Morandi“. In base a una prima analisi, ancora tutta da confermare, potrebbe esserci una connessione tra l’accaduto e uno smottamento che si sarebbe riversato parzialmente sul viadotto. “Dai primi sopralluoghi emerge che a far crollare il viadotto è stata una grandissima frana che si è staccata dal monte che fiancheggia il viadotto partendo molte centinaia di metri più in alto”, ha spiegato ancora Toti, che prima di recarsi sul posto aveva tenuto una riunione in Prefettura a Savona. “La frana ha travolto i pilastri del viadotto portando via 30 metri di campata di una carreggiata e si è fermata sotto i piloni dell’altra”, ha proseguito. “Poi ci sarà tutto un ragionamento da fare successivamente su come hanno reagito i pilastri. 

 

La zona è sorvolata da un elicottero dei Vigili del fuoco e sono in corso le verifiche statiche delle case sulla collina. Il tratto dell’autostrada “Verdemare” dove si è verificato il crollo risulta di competenza di Autostrada dei Fiori, gruppo Gavio. “Il tratto è stato chiuso in entrambe le direzioni di marcia per le dovute verifiche statiche perché il terreno lì sotto è in una situazione molto complessa e non è detto non si possa muovere ancora”, ha scritto ancora Toti.

“La valutazione dei periti non sarà semplice – ha proseguito il governatore – Ora quello che a noi interessa è capire se il lato che corre dal Piemonte verso Savona sia possibile renderlo agibile nel più breve tempo possibile e regga le prove statiche, anche perché domani si riaprirà un porto passeggeri merci e crociere importante come quello di Savona e anche la strada che costeggia l’autostrada è franata in queste ore e la Val Bormida è raggiungibile solo attraverso strade comunali di difficile accessibilità”. 

“Inviterei tutte le persone del savonese e dell’entroterra a non muoversi finché non saremo intervenuti con le somme urgenze”, ha proseguito il governatore. La porzione di ponte è crollata al km 122: la tratta collegava Savona con le principali città dell’entroterra e della Val Bormida e il Piemonte. La viabilità provinciale era già funestata da disagi dovuti a smottamenti. “Stiamo lavorando sulla strada provinciale della Val Bormida – ha aggiunto – perché anche essa era interessata da una frana e alcune importanti città come Cairo Montenotte, capoluogo amministrativo della vallata, sono sostanzialmente isolate o raggiungibili attraverso percorsi tortuosi e soggetti a moti franosi. Le aziende stanno già lavorando per ridare una viabilità accettabile prima di domani”.

“Il crollo del viadotto lungo la Savona-Torino è l’ennesima, drammatica fotografia di un’Italia che, sotto il profilo idrogeologico, vive una fase di pericolo permanente ed è sbagliato e fuorviante parlare di emergenza-maltempo ogni qualvolta si verificano avvenimenti di questo genere – ha commentato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati – Urgono misure strutturali e non più provvedimenti-tampone: mi riferisco a una mappatura strategica delle aree e delle infrastrutture a rischio e un piano per la messa in sicurezza dei territori. Non si può più sprecare un solo giorno”. “I dati ci dicono che il 91% dei quasi 8 mila comuni italiani è a rischio frane e alluvioni ha aggiunto Casellati – una situazione da “codice rosso” rispetto alla quale il varo di una seria politica di prevenzione non è più differibile. Bisogna agire e in fretta”.





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