La morte del broker dei vip. Giallo sull'incidente di Massimo Bochicchio

di redazione Roma 21/06/2022 ROMA
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Si tinge di giallo l'incidente di moto - avvenuto domenica attorno a mezzogiorno lungo la via Salaria, nella capitale - nel quale ha perso la vita, carbonizzato, il broker Massimo Bochicchio, sotto processo per truffa. 

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dello schianto della sua Bmw durante le due ore di permesso quotidiano che al 56enne, originario del Casertano, erano state concesse per uscire dagli arresti domiciliari. In particolare è da accertare se la moto abbia preso fuoco e sia esplosa prima o dopo essere andata a sbattere contro un muro.

A breve Bochicchio - accusato di attività finanziaria abusiva e riciclaggio internazionale per aver raccolto senza alcuna autorizzazione circa 500 milioni di euro, dal 2011, ai danni di personaggi del gotha del calcio come Antonio Conte e Marcello Lippi - doveva comparire all' udienza del processo in corso davanti ai giudici romani di Piazzale Clodio. Un procedimento nel quale sono confluiti anche gli atti raccolti dalla magistratura milanese.

Negli anni, Bochicchio - latitante tra Hong Kong e Singapore prima di essere espulso da Giacarta, in Indonesia, e fatto rientrare in Italia il 17 luglio 2021 sotto la stretta dell'Interpol - avrebbe raccolto attraverso le società Kidman Asset Management e Tiber Capital che guidava da Londra "cospicui capitali". 

Intercettato affermava di aver movimentato addirittura "1 miliardo e 800 milioni" di euro. Soldi che avrebbe dirottato in investimenti tra "Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, promettendo alti rendimenti" e cercando di "occultare o ostacolare l'identificazione degli effettivi beneficiari delle somme", investite con strumenti ad "alto rischio". 

Gli sono stati sequestrati beni per 70 milioni di euro, anche la casa a Cortina, ma nessuna delle 34 persone che lo hanno denunciato - tra i quali l'ex calciatore Patrice Evra e l'attaccante Stephan El Shaarawy - ha ancora rivisto un quattrino.

Anche manager, come i procuratori Federico Pastorello e Luca Bascherini, e ambasciatori come Raffaele Trombetta, gli hanno affidato i soldi con il miraggio di buoni guadagni. Ma i raggirati potrebbero essere molti di più, gli inquirenti ritengono possibile che ci sia chi ha preferito rimanere nell'ombra piuttosto che rivelare investimenti fatti magari con denaro scudato. 

Con la morte di Bochicchio i segreti del broker 'bon vivant' di casa a Capalbio e nella Roma 'bene' saranno ancora più inaccessibili.



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