Finanziaria 2027. Cosa prevede. Una manovra che scontenta tutti e tutte

di redazione 03/11/2026 POLITICA
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I PROVVEDIMENTI

Il taglio dell’Irpef

 Fonti della maggioranza negli scorsi giorni avevano detto che sarebbe sfumata l'ipotesi di un taglio dell'Irpef per i redditi sopra i 50mila euro. Alla fine invece è entrata nel testo: viene estesa l'aliquota al 33% almeno fino a 55mila euro.

Molto si era parlato anche di una detassazione delle tredicesime che però, per il momento, non trova spazio nel testo della Manovra.

Estesa flat tax per lavoratori autonomi: fino a 100mila euro

 Per il capitolo lavoratoriautonomi, viene estesa la flat tax alle partite Iva dagli attuali 85mila fino a 100mila euro (per l'esenzione Iva c'è un anno per negoziare con la Commissione europea).

 La manovra introduce per il 2027, un'imposta sostitutiva dell'1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente dei giovani lavoratori, entro specifici limiti di reddito e di importo: è quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge di bilancio.  Nel testo del comunicato si legge inoltre che è stato elevato a 2.000 euro il limite di esenzione dei fringe benefit per i lavoratori con età non superiore a 30 anni.

Congedi parentali rafforzati

Centrale per il governo Meloni è anche il capitolo famiglie. Sul piatto ci sono congedi parentali rafforzati. Per tutti i genitori si aggiunge un ulteriore mese di congedo. Dal secondo figlio i mesi retribuiti all'80% aumentano di due mesi, arrivando complessivamente fino a cinque mesi. Dal terzo figlio arrivano a sei.

 Arriva un fondo previdenziale che prevede a partire dal 2027 il versamento da parte dello Stato di 100 euro presso l'Inps per ogni neonato. I genitori potranno poi continuare a versare altre somme, fino al compimento del diciottesimo anno. L'importo è non tassabile e non pignorabile.

Estesa decontribuzione fiscale madri lavoratrici

Nuovi sostegni alle madri lavoratrici. Quest'anno è già previsto uno sgravio contributivo da 3mila euro all'anno per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Il governo estende la decontribuzione anche a chi ha almeno due figli. 

Climatizzatori nelle scuole

 Parte delle risorse della Nec Energia - National Escape Clause o clausola nazionale di salvaguardia - vengono utilizzate per dotare tutte le scuole di climatizzatori e pompe di calore.

Altri 200 milioni alle università

 Aumentano di 200 milioni di euro le risorse destinate alle università, che si aggiungono al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), pari a circa 9,5 miliardi. I fondi saranno destinati a promuovere l'efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli edifici universitari, con l'obiettivo di ridurre i consumi e alleggerire il peso delle bollette sui bilanci degli atenei. Inoltre, si semplifica la struttura del Fondo, rendendo disponibili fino a 270 milioni oggi vincolati a specifiche finalità. 

La Manovra introduce una card da 300 euro per le spese sanitarie degli over 75, con una pensione fino a 28 mila euro all'anno. Si tratta di 5,5 milioni di persone, per un costo complessivo del provvedimento di 1,6 miliardi di euro.

Pensioni anticipate, fondo per la flessibilità in uscita 

Sul fronte pensioni il governo ha pensato a un fondo ad hoc, da poco meno di un miliardo (850 milioni di euro), da utilizzare con un successivo provvedimento a gennaio per disciplinare le forme di uscita anticipata dal lavoro a 64 anni (con 36 anni di contributi). La Manovra, dunque, si limita a stanziare le risorse per il 2027, senza entrare nel dettaglio della declinazione della misura.

Confermato bonus mobili

 Infine, da tenere in considerazione ci sono anche potenziali misure che impatteranno sui bonus casa. Vengono estesi ad esempio anche per il 2027 il bonus mobili ed elettrodomestici e le misure del 50% e del 36% per le ristrutturazioni edilizie.

Stop a bollo auto reso strutturale e targhe personalizzate

La Legge di Bilancio rende strutturale l'esenzione del bollo prevista per un solo veicolo a famiglia fino a 80 Kw di potenza. Arriva anche la possibilità di personalizzare le targhe del proprio veicolo.

 

Per chi affitta ai giovani under 35 la cedolare secca scende all’1%, misura pensata per combattere il caro-vita nelle grandi città. La cedolare sugli affitti a canone concordato in generale scende invece al 5%. Nel testo anche la nuova cedolare secca sugli affitti dei negozi, applicata alle superfici fino a 300 mq e pari al 21%, con una riduzione al 10% nei centri metropolitani. 

ZES Unica per il Sud

 Confermata la ZES Unica per il Sud. Lo stanziamento cresce ancora e sale a 2,4 miliardi.

 La Manovra prevede un aumento della dotazione del Fondo sanitario nazionale di 3,4 miliardi, portandolo a 146,3 miliardi nel 2027. Una quota di questo ulteriore aumento viene vincolata al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso.

Gli interventi confermati

 Confermati tutti i provvedimenti della precedente Manovra in scadenza a fine anno, un pacchetto da oltre 9 miliardi, tra questi: credito d'imposta per gli investimenti nella ZES Unica del Mezzogiorno, tassazione all'1% dei premi di produttività, bonus per le mamme lavoratrici e super deduzione del costo del lavoro al 120% ‘più assumi meno paghi’. Confermata anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali.

 

LE REAZIONI E LE CRITICHE

Per la Cgil, la manovra “sembra scritta dal governo di un altro pianeta“. Dichiarazioni a cui fanno eco anche le altre sotto sigle della Confederazione generale: per Flc, i tagli alla scuola rischiano di compromettere i servizi essenziali garantiti dall’istruzione, compresa la sicurezza degli alunni; mentre la Spi sottolinea come “le pensioni saranno usate ancora una volta come bancomat“. Ma non è solo il fronte sindacale a criticare duramente la legge di Bilancio. Il direttore della Caritas, don Marco Pagniello, parla di “risorse disperse in numerosi interventi frammentati e temporanei, di efficacia limitata”, denunciando i pochi finanziamenti riservati alla sanità e il rischio di ulteriore impoverimento per le fasce più deboli della popolazione. Lettura confermata dal mondo dei lavoratori del Servizio sanitario nazionale, che ancora una volta vedono la sanità pubblica crollare nella lista delle priorità del governo, nonostante gli annunci sugli stanziamenti “record”. E ancora, la Rete degli studenti medi critica il “definanziamento della scuola pubblica, tagli continui al personale ed ennesimi regali agli istituti paritari“. E naturalmente le opposizioni, con Movimento 5 Stelle, Pd e Avs che criticano “una manovra che impoverisce i servizi pubblici“. Di segno diverso, invece, la posizione della Cisl – da tempo considerato il sindacato più vicino alla maggioranza – , che pur avanzando diverse critiche alla manovra rivendica i risultati ottenuti attraverso il dialogo con il governo. Tanto che l’apertura è stata subito raccolta dal vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha telefonato alla segretaria generale Daniela Fumarola e concordato un incontro in settimana, per discutere le proposte di modifica alla manovra avanzate dalla Cisl.

 
“È importante ascoltare le ragioni del sindacato”, ha scritto Tajani su X, ricordando la collaborazione già avviata sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese e sottolineando la “vicinanza politica e ideale” della Cisl al popolarismo europeo. Il leader azzurro ha inoltre ribadito l’impegno di Forza Italia per introdurre nella legge di Bilancio una previdenza dedicata alle forze dell’ordine e alle forze armate, che tenga conto delle specificità del loro servizio. Sintonia ribadita in un’intervista a La Repubblica dalla stessa Fumarola: “Il governo ha accolto diverse nostre richieste”, sottolinea la segretaria generale. “Sono frutti del confronto e li rivendichiamo”, sottolinea. Anche se non manca pure qualche critica, soprattutto sulle pensioni e sui quasi 7mila tagli tra docenti e personale Ata. Ma ribadisce che non c’è all’orizzonte la volontà di aprire una contestazione: “Lo sciopero è l’ultima istanza”.
 
Diverso e molto duro il giudizio della Cgil, secondo cui la manovra “sembra scritta dal governo di un altro pianeta”. Il sindacato richiama la difficile situazione economica del Paese, tra inflazione al 5,4%, salari reali in caduta libera, crescita zero e rincari delle bollette, denunciando l’assenza di interventi adeguati. “Nessun sostegno al 92% di chi vive di salario o di pensione”, mentre si prevedono riduzioni dell’Irpef tra i 100 e i 500 euro, solo per un anno, per la fascia di reddito tra 50mila e 55mila euro e si estende strutturalmente la flat tax ai professionisti fino a 100mila euro. Nel mirino anche le pensioni, con i tagli alla rivalutazione degli assegni e l’aumento dell’età pensionabile fino a 67 anni e 6 mesi nel 2029. Sul fronte della sanità pubblica, la Cgil contesta i soli 2,4 miliardi di nuove risorse, che “andranno in gran parte al privato accreditato e alle case farmaceutiche”, oltre agli 1,6 miliardi destinati ai voucher per gli over 75. Critiche anche ai tagli all’istruzione, con la prevista riduzione di 4.925 docenti e 2.049 Ata, e all’assenza di una strategia per gli investimenti dopo il Pnrr. Tutto questo, denuncia il sindacato, mentre il governo prevede 14,4 miliardi di spese militari aggiuntive nel prossimo biennio. “Si aiuta chi sta bene, si abbandona a sé stesso chi sta male“, è la sintesi della Cgil, che accusa l’esecutivo di accelerare “il declino del Paese e l’impoverimento della stragrande maggioranza dei cittadini“. Da qui la mobilitazione, a partire dallo sciopero generale del 20 novembre.
Sui tagli alla scuola interviene anche la Flc Cgil, che denuncia la perdita di oltre 14mila posti tra docenti e personale Ata in tre anni. Ai 5.660 insegnanti e 2.174 Ata già tagliati nel 2025-26, spiega la segretaria generale Gianna Fracassi, si aggiungeranno dal 2027-28 altri 4.925 docenti e 2.049 Ata. Una riduzione che rischia di compromettere i servizi essenziali, dalla vigilanza alla sicurezza degli alunni. “Il calo demografico non può essere un alibi per tagliare, dovrebbe essere l’occasione per migliorare la qualità della scuola, aumentare il tempo scuola, ridurre gli alunni per classe”, sostiene Fracassi, contestando anche la proroga del buono da 1.500 euro per le scuole paritarie, finanziato con 20 milioni di euro. Nel mirino anche l’assenza di risorse per il rinnovo del contratto 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca, mentre l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto del personale. “Non è più sostenibile lavorare senza contratto, senza organici e senza il rispetto che merita l’istruzione del nostro Paese”, conclude Fracassi.

Anche Caritas esprime preoccupazione per una manovra che rischia di “disperdere risorse in numerosi interventi frammentati e temporanei, di efficacia limitata”, senza rispondere alle esigenze delle fasce più fragili. Il direttore don Marco Pagniello chiede scelte strutturali su lavoro, transizione ecologica e salute, criticando anche l’estensione dei regimi di tassazione proporzionale, che rischia di allontanarsi dal principio costituzionale di progressività fiscale. Nel mirino anche le misure per giovani e anziani: ai primi servono risposte concrete su lavoro, casa e studio, mentre per i secondi occorre garantire l‘accesso alle cure, “ben oltre la logica dei contributi una tantum”. È soprattutto sulla sanità pubblica che si concentra l’allarme: “Nelle nostre Caritas vediamo che, quando le risorse familiari si riducono, una delle prime rinunce riguarda proprio la possibilità di curarsi”. Secondo Pagniello, i finanziamenti previsti appaiono insufficienti e occorre concentrare gli investimenti sul personale sanitario. Altrimenti, avverte, il rischio è che la frammentazione delle risorse finisca per favorire la sanità privata, compromettendo il carattere pubblico e universale del Servizio sanitario nazionale.



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