USA CINA. Trump lascia la Cina. Accordo sul rafforzamento della cooperazione. "Coordinamento anche sulle questioni internazionali e regionali"

di redazione 15/05/2026 ESTERI
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Trump è arrivato in aeroporto, si appresta a lasciare la Cina

Il corteo di auto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato all'aeroporto di Pechino. Il leader della Casa Bianca si appresta a lasciare la Cina per tornare negli Stati Uniti dopo un viaggio lampo. Lo riporta la Cnn.   Una guardia d'onore è schierata sulla pista e un tappeto rosso è stato steso fino alla scaletta che conduce all'Air Force One. 

 
08:35 15 Maggio

Corteo Trump lascia quartiere leadership di Pechino

Il corteo del presidente Usa Donald Trump ha lasciato Zhongnanhai alle 13.54 ora locale (7.54 in Italia), dopo l'incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Trump si prepara a concludere la sua visita di stato di tre giorni in Cina, dopo i colloqui a Pechino con il leader cinese.

 
08:08 15 Maggio

Usa-Cina: per Trump e Xi tè di lavoro, poi pranzo a porte chiuse

Visita nei giardini di Zhongnanhai, tè di lavoro e pranzo a porte chiuse per Donald Trump e Xi Jinping a Pechino nell'ultima giornata di visita del presidente Usa, la cui partenza è poi prevista nel pomeriggio locale. La Casa Bianca ha condiviso l'elenco dei partecipanti agli incontri. A fianco di di Trump ci sono: David Purdue, ambasciatore degli Stati Uniti in Cina; il segretario di Stato Marco Rubio; il segretario al Tesoro Scott Bessent; il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer. Xi, invece, è accompagnato da: Xie Feng, ambasciatore cinese negli Stati Uniti; Cai Qi, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese; il ministro degli Affari Esteri cinese Wang Yi; il vice ministro degli Affari Esteri Ma Zhaoxu e He Lifeng, vice premier del Consiglio di Stato.

 
07:45 15 Maggio

Trump: "Con Xi la pensiamo in modo molto simile sull'Iran"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che lui e il presidente cinese Xi Jinping hanno una visione "molto simile" sulla necessità di porre fine alla guerra in Iran e di riaprire lo Stretto di Hormuz. Ieri, ha detto Trump citato dai media internazionali tra cui Kyodo e il sito di Reuters, "abbiamo discusso anche di molte altre cose e penso che siamo decisamente" d'accordo, ha aggiunto. "Abbiamo discusso dell'Iran. La pensiamo in modo molto simile sull'Iran. Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbianoun'arma nucleare. Vogliamo che lo stretto sia aperto", ha detto Trump. "Vogliamo che la facciano finire perché lì è una situazione folle, un po' folle. E non va bene, non può succedere", ha aggiunto.

 
07:31 15 Maggio

Xi a Trump: "Visita a Pechino pietra miliare"

La visita del presidente Usa Donald Trump in Cina "può essere considerata una pietra miliare". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping durante l'incontro a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino, con Trump nel secondo giorno di colloqui.Xi ha affermato che le due parti hanno raggiunto molti accordi di cooperazione e consenso su questioni internazionali. Il presidente cinese ha anche spiegato a Trump di avere scelto Zhongnanhai come sede dell'incontro per ricambiare l'ospitalità ricevuta nel 2017 nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida. Trump, da parte sua, ha definito "molto forte" il rapporto con Xi e ha detto che insieme hanno risolto molti problemi che altri non sarebbero stati in grado di risolvere. Il presidente americano ha descritto il viaggio in Cina come "storico e fondamentale", richiamando la nuova "relazione costruttiva e strategica" concordata tra i due paesi. Trump ha ribadito l'invito al presidente cinese per il 24 settembre a Washington.

 
07:07 15 Maggio

Iran, Cina: "Negoziato strada giusta, guerra non porta da nessuna parte"

La Cina ha ribadito che sulla crisi iraniana il dialogo e il negoziato sono "la strada giusta", mentre le soluzioni militari "non portano da nessuna parte". Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Pechino in una nota nel secondo giorno di colloqui a Pechino tra il presidente Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump."Ora che la porta del dialogo si è aperta, non dovrebbe essere chiusa di nuovo", si legge nella dichiarazione. La diplomazia di Pechino ha sottolineato che "lo slancio verso la de-escalation deve essere mantenuto" e che le soluzioni alle preoccupazioni di tutte le parti, incluso il dossier nucleare iraniano, devono essere raggiunte attraverso "dialogo e consultazione".Il ministero ha inoltre rinnovato l'appello a una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, per salvaguardare la stabilità e la fluidità delle catene di approvvigionamento globali.

 
07:02 15 Maggio

Giappone, armi all'estero e timori su accordi Trump-Xi

Il Giappone valuta la cessione del sistema missilistico superficie-nave Type 88 alle Filippine, nel quadro del rafforzamento dei legami di sicurezza bilaterali in risposta all'espansionismo della Cina nei mari della regione. La mossa segue la revisione, adottata da Tokyo in aprile, dei principi sul trasferimento di equipaggiamenti difensivi, che ha allentato le restrizioni sulle esportazioni di armamenti letali.   Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha precisato che "al momento non è stato deciso nulla",  pur confermando che il dossier è sul tavolo. L'interesse operativo del sistema Type 88è stato di recente ribadito nel corso della maxi-esercitazione Balikatan, condotta il 6 maggio nelle Filippine con la partecipazione delle forze di autodifesa giapponesi e delle forze armate statunitensi e filippine. Sul fronte diplomatico, segnalano i media nipponici, il governo della premier SanaeTakaichi segue con crescente preoccupazione il vertice Trump-Xiin corso a Pechino, nel timore che Washington possa offrire concessioni su Taiwan in cambio di vantaggi commerciali.  A sintetizzare il clima di vigile incertezza che accompagna a Tokyo l'esito dei colloqui sino-americani, riferisce l'agenzia Kyodo, Takaichi - le cui dichiarazioni su un eventuale conflitto attorno all'isola avevano già deteriorato le relazioni con Pechino, starebbe esplorando una telefonata con Trump a conclusione del vertice.

 
06:47 15 Maggio

Xi invierà a Trump rose del giardino di Zhongnanhai

Il presidente cinese Xi Jinping ha promesso al presidente Usa Donald Trump di inviargli semi di rose cinesi, dopo che il leader americano ha mostrato interesse per i giardini di Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino. "Mi piace molto. E' fantastico", ha detto Trump in riferimento ai fiori nel giardino del complesso. Xi ha illustrato al suo ospite americano la storia del complesso, spiegando che Zhongnanhai faceva parte dei giardini imperiali.

 
06:45 15 Maggio

Xi illustra a Trump il complesso dei leader di Zhongnanhai

Il presidente cinese Xi Jinping, nell'accogliere il presidente Usa Donald Trump per un tè nel complesso dei leader del Partito comunista cinese di Zhongnanhai a Pechino, gli ha presentato la storia e il ruolo politico del luogo. Xi ha illustrato a Trump "le politiche di Zhongnanhai e il lavoro del Comitato centrale del Partito e del Consiglio di stato".

Il presidente Usa Donald Trump partecipa oggi  a una cerimonia del tè offerta dal presidente cinese Xi Jinping presso il quartiere della leadership cinese di Zhongnanhai, a Pechino, visitato in precedenza solo da pochi leader americani. Xi è noto per la sua passione per il tè e in passato ha ospitato cerimonie elaborate per diversi leader stranieri in visita in Cina.Per la diplomazia cinese, il tè richiama una tradizione millenaria e rappresenta cultura, rispetto, sincerità e accoglienza. La Cina rivendica migliaia di anni di coltivazione del tè e centinaia di varietà.

 

 
06:37 15 Maggio

Trump: "Conclusi fantastici accordi commerciali con Xi"

Le aperture di Trump nei confronti di Xi Jinping, che ha descritto come un "grande leader" e un "amico", sono state finora accolte con toni più moderati dal leader cinese. Ma il leader statunitense ha affermato che dalla visita è scaturito "molto di buono". "Abbiamo concluso alcuni accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i Paesi", ha detto, mentre Xi lo accompagnava attraverso i giardini di Zhongnanhai.

 
06:36 15 Maggio

Xi-Trump concordano rafforzamento cooperazione

I leader di Cina e Stati Uniti hanno concordato di rafforzare la cooperazione e il coordinamento sulle questioni internazionali e regionali. Lo ha reso noto oggi il ministero degli Esteri cinese in una nota."I leader dei due paesi hanno concordato di rafforzare la cooperazione e il coordinamento sulle questioni internazionali e regionali", ha indicato la diplomazia di Pechino.

 

Trump a Xi: "Vogliamo Hormuz aperta e Iran senza armi nucleare"

Cina e Stati uniti vogliono la fine della guerra in Iran, lo Stretto di Hormuz aperto e un'Iran senza armi nucleari. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump rivolgendosi al presidente cinese Xi Jinping durante l'incontro a Zhongnanhai, a Pechino."Credo che abbiamo discusso dell'Iran. La pensiamo in modo molto simile, giusto? Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un'arma nucleare. Vogliamo lo stretto aperto", ha detto Trump. - Il presidente americano ha fatto riferimento allo Stretto di Hormuz, divenuto uno dei punti centrali della crisi. "Lo stiamo chiudendo ora, loro lo hanno chiuso, poi noi lo chiudiamo... ma vogliamo lo stretto aperto", ha affermato. Trump ha aggiunto che sia Pechino sia Washington vogliono vedere la fine della guerra in Iran e impedire che Teheran si doti di un'arma nucleare.

 

Trump accolto da Xi nell'esclusivo quartiere dei leader Zhongnanhai

Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato oggi il presidente cinese Xi Jinping a Zhongnanhai, il complesso riservato della leadership cinese a Pechino, in cui pochi stranieri hanno accesso e dove raramente viene accolto un leader estero. Zhongnanhai è la sede circondata da mura del potere cinese, dove i massimi funzionari del Partito comunista vivono e lavorano dagli anni Cinquanta. Qui vengono prese le decisioni più importanti, che restano riservate fino a quando i leader non scelgono di renderle pubbliche. Trump non aveva visitato Zhongnanhai durante il suo viaggio a Pechino del 2017. L'incontro all'interno di questo complesso punta a sottolineare la natura personale del rapporto tra Trump e Xi. A differenza della Casa bianca, Zhongnanhai non è accessibile al pubblico. I residenti, tra cui Xi, godono di privilegi esclusivi, che hanno all'interno servizi medici di alto livello e abitazioni di lusso.

 

I dossier «sospesi» al vertice Trump-Xi: le armi per Taiwan, le aperture al business e l’aiuto su Hormuz

Il leader cinese cercava (e ha ottenuto) la conferma che il suo Paese è sullo stesso piano degli Stati Uniti. Ma su Taipei Rubio ha detto che la politica di Washington «non cambia»

Trump: con Xi visione simile per fine guerra in Iran

Gli Stati Uniti e la Cina condividono una visione «molto simile» sulle modalità per porre fine al conflitto in Iran e per ottenere l'immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump prima del pranzo di lavoro con l'omologo cinese Xi Jinping a Zhongnanhai, il complesso della leadership comunista a Pechino. «Abbiamo parlato dell'Iran. Vogliamo che la guerra finisca, non vogliamo che abbiano un'arma nucleare e vogliamo che lo stretto venga riaperto», ha affermato l'inquilino della Casa Bianca, commentando gli sviluppi del conflitto esploso a fine febbraio a seguito dell'offensiva militare congiunta di Washington e Israele.

 
7:12 | 15 Maggio

Comandante Centcom Cooper: Teheran aveva uranio arricchito al 60 per cento prima della guerra

 Il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), ammiraglio Brad Cooper, ha confermato durante un'audizione al Senato federale degli Stati Uniti che l'Iran disponeva di uranio arricchito al 60 per cento prima dell'operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, sottolineando che tale livello di arricchimento «non ha alcun uso civile». Cooper ha sostenuto che gli attacchi statunitensi e israeliani abbiano «virtualmente eliminato» la capacita' iraniana di produrre missili balistici, aggiungendo che Teheran impieghera' anni per ricostruire i programmi missilistici e di droni e addirittura «un'intera generazione» per ricostituire la propria marina militare. Secondo l'ammiraglio, il conflitto avrebbe inoltre impedito all'Iran di continuare a rifornire alleati regionali come Hezbollah, Hamas e i ribelli Houthi nello Yemen. Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono fragili negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran mediati dal Pakistan.

06:23 | 15 Maggio

Trump, campagna militare Usa continuerà

Il presidente Usa Donald Trump, nel corso del suo incontro con Xi Jinping a Zhongnanhai ha affermato che la sua campagna militare contro l'Iran «continuerà», lasciando intendere che sta seriamente valutando la ripresa degli attacchi. Lo riporta la Cnn. Trump ha anche aggiunto che Xi si è impegnato a non fornire equipaggiamento militare a Teheran.

5:24 | 15 Maggio

Iran: Trump e l'uranio di Teheran, «lo useremo per l'ottica»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha suggerito che la caccia all'uranio arricchito iraniano fosse principalmente una questione di immagine politica, dopo che Israele l'aveva indicata come obiettivo. «In realtà mi sentirei meglio se lo ottenessi, ma credo che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro», ha detto Trump al conduttore di Fox News Sean Hannity in un'intervista dalla Cina trasmessa giovedì sera negli Stati Uniti. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che insieme a Trump ha ordinato l'attacco all'Iran a partire dal 28 febbraio, ha dichiarato in una recente intervista che la guerra «non è finita» perchè il materiale nucleare sensibile «deve essere portato fuori» dal Paese.

1:52 | 15 Maggio

Nyt, attacchi diretti all'Iran di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti

In risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato direttamente obiettivi in Iran nel
corso il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, secondo cui si tratterebbe della prima volta di un'azione del genere da parte dei due Paesi arabi contro Teheran, in base a quanto riferito da alti funzionari americani in carica e in pensione. Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica o sugli obiettivi degli attacchi, che sarebbero stati condotti in modo indipendente. Né l'Arabia Saudita né gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato le ricostruzioni. L'Iran ha ripetutamente attaccato obiettivi in entrambi i Paesi, in risposta all'azione militare di Usa e Israele, causando danni significativi. Le forze armate americane mantengono basi sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti. Arabia Saudita e Iran si contendono da tempo il predominio nella regione. La rivalità è alimentata anche dal conflitto tra l'Islam sunnita in Arabia Saudita e l'Islam sciita in Iran. Anche le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Iran sono tese. Il Paese arabo è un importante alleato Usa e ha recentemente normalizzato le sue relazioni con Israele, acerrimo nemico dell'Iran.

1:44 | 15 Maggio

Pasdaran: circa 30 navi hanno attraversato lo Stretto da mercoledì sera

Circa 30 imbarcazioni avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz con l'autorizzazione dell'Iran da mercoledì sera, secondo quanto riferito dalla Marina del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica iraniano (Irgc, i pasdaran). Lo ha fatto sapere l'emittente di Stato iraniana «Irib». Sempre oggi, l'agenzia di stampa iraniana «Fars» ha reso noto che Teheran ha «potuto consentire il transito di alcune navi cinesi attraverso lo Stretto di Hormuz, nel rispetto del protocollo di gestione iraniano» del passaggio, a partire dalla notte scorsa. Secondo una fonte di «Fars», la decisione sarebbe giunta in seguito a richieste da parte di Pechino e il governo iraniano avrebbe acconsentito a facilitare il passaggio di diverse navi cinesi nell'ambito del partenariato strategico tra i due Paesi. La notizia è arrivata dopo che i siti di tracciamento del traffico marittimo hanno mostrato il passaggio nello Stretto, ieri, di diverse navi cargo e petroliere collegate alla Cina, tra cui la superpetroliera cinese Yuan Hua Hu (con a bordo 2 milioni di barili di greggio iracheno) che era rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa della guerra. 

1:40 | 15 Maggio

Israele farà causa a Nyt per editoriale su abusi su palestinesi

Israele farà causa al New York Times per un editoriale che denuncia abusi sessuali e stupri diffusi ai danni di detenuti palestinesi. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri Gideon Sa'ar che hanno definito l'articolo del giornalista Nicholas Kristof «una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele nella stampa moderna». «Oggi ho incaricato i miei consulenti legali di valutare le azioni legali più severe contro il New York Times e Nicholas Kristof», ha scritto Netanyahu in un post successivo su X, «hanno diffamato i soldati di Israele e diffuso una calunnia sanguinaria sullo stupro, cercando di creare una falsa simmetria tra i terroristi genocidi di Hamas e i valorosi soldati israeliani. Combatteremo queste menzogne nel tribunale dell'opinione pubblica e in quello della legge. La verità prevarrà». Nell'articolo, pubblicato lunedì, si denuncia «un modello diffuso di violenza sessuale israeliana contro uomini, donne e persino bambini, perpetrata da soldati, coloni, inquirenti dell'agenzia di sicurezza interna Shin Bet e, soprattutto, guardie carcerarie». Kristof cita testimonianze di palestinesi che affermano di essere stati regolarmente spogliati nudi in prigione e palpeggiati, penetrati con la forza con vari oggetti o violentati da cani appositamente addestrati. Il Servizio penitenziario israeliano ha affermato che le accuse sollevate «sono false e del tutto infondate».

1:16 | 15 Maggio

Usa, ripresi colloqui tra Israele e Libano per estendere il cessate il fuoco

Gli Stati Uniti hanno cercato di favorire un'estensione del fragile cessate il fuoco tra Israele e Libano, considerato ancora in vigore malgrado le centinaia di morti causate dai raid israeliani, in vista della scadenza di
domenica. Da Pechino il presidente Donald Trump si è detto ottimista sugli sforzi della Cina nei confronti dell'Iran, mentre le tensioni si sono nuovamente riaccese tra Libano e Israele. Gli ambasciatori israeliano e libanese hanno tenuto il primo di due giorni di colloqui al Dipartimento di Stato, con Israele accompagnato da ufficiali militari, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche. Le due parti si sono incontrate l'ultima volta il 23 aprile alla Casa Bianca, dove Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra i due Paesi, tecnicamente in guerra da decenni.

1:15 | 15 Maggio

Teheran: Hormuz è nostro e non lo cederemo mai

Il governo iraniano è tornato a rivendicare il diritto a controllare lo stretto di Hormuz. «L'Iran oggi è proprietario dello Stretto di Hormuz e non lo cederà a nessun prezzo», ha detto il primo vicepresidente Reza Aref, citato dall'agenzia Isna.

1:13 | 14 Maggio

Xi a Trump: relazione Cina-Usa la più importante al mondo

La relazione tra Cina e Stati uniti è «la più importante relazione bilaterale al mondo» e i due Paesi devono farla funzionare, senza «rovinarla mai». Lo ha detto oggi il presidente cinese Xi Jinping nel discorso al banchetto di stato offerto a Pechino al presidente Usa Donald Trump in occasione del summit Cina-Usa.
«Oggi, il presidente Trump e io abbiamo avuto scambi approfonditi sulle relazioni Cina-Stati uniti e sulle dinamiche internazionali e regionali», ha dichiarato Xi. «Entrambi crediamo che la relazione Cina-Stati uniti sia la relazione bilaterale più importante al mondo. Dobbiamo farla funzionare e non rovinarla mai», ha aggiunto.
Xi ha sottolineato che Cina e Stati Uniti hanno tutto da guadagnare dalla cooperazione e tutto da perdere dal confronto. «I nostri due paesi dovrebbero essere partner piuttosto che rivali», ha affermato.
Il leader cinese ha poi richiamato l'intesa raggiunta con Trump sulla costruzione di una relazione sino-americana «costruttiva e di stabilità strategica», con l'obiettivo di promuovere uno sviluppo «stabile, sano e sostenibile» dei rapporti bilaterali.
«Il mondo di oggi è in cambiamento e turbolento«, ha detto Xi.
«Entrambe le parti dovrebbero assumersi questa responsabilità storica e guidare stabilmente la grande nave delle relazioni Cina-Stati uniti nella direzione giusta».



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