Guerra in Medioriente. Teheran e Washington bocciano le reciproche proposte di pace. Petrolio schizza in alto. L'Iran diffida l'Europa dall'inviare navi di guerra

di redazione 11/05/2026 ESTERI
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Report Assoporti: a Hormuz i transiti calano dell'89%, merci ferme per 23,7 miliardi dollari

Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale: le tensioni nell'area hanno provocato un calo dell'89% dei transiti giornalieri in pochi mesi: il dato emerge dal nuovo numero del report “Port Infographics”, realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo). Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento.

 
13:09 11 Maggio

Crosetto: "Ipotesi di avvicinamento delle navi a Hormuz ma la missione non parte"

“Un conto è far avvicinare le navi e un altro è dirigerle direttamente verso Hormuz. In quest'ultimo caso, servirebbe prima l'approvazione di una nuova missione, che prevede prima la tregua, poi una cornice giuridica e infine l'autorizzazione parlamentare. Un altro conto è fare avvicinare le navi: non sarebbe una missione Hormuz, ma un altro tipo di missione che si configurerebbe all'interno di altre missioni. In questo senso mi sono state prospettate dallo Stato maggiore una serie di ipotesi, tra queste Gibuti. In ogni caso ne parleremo con il Parlamento da mercoledì” dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

 
12:10 11 Maggio

Il portavoce del cancelliere Merz: "La Russia sa bene chi sono gli interlocutori in Europa"

“Il governo continua a impegnarsi per le trattative. La Russia sa molto bene quali sono i possibili interlocutori in Europa” ha detto il portavoce del cancelliere tedesco Merz, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di Gerhard Schroeder come mediatore per le trattative sull'Ucraina. “L'Europa è pronta” ha aggiunto affermando di non voler citare nomi concreti. “È la Russia a non aver accettato questa disponibilità” è la sottolineatura.

 
11:58 11 Maggio

Pezeshkian: "L'Iran negozia da una posizione di dignità, saggezza e opportunità"

Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha detto che il suo Paese, “pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità”. In un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (Faraja), in cui ha delineato le opzioni strategiche postbelliche dell'Iran, il presidente ha aggiunto che, qualora si raggiungesse un accordo in linea con le preoccupazioni della Guida Suprema e gli interessi del popolo iraniano, l'Iran rispetterebbe i propri impegni. “La preferenza razionale e logica, fondata sull'interesse nazionale, è che la vittoria conseguita dalle Forze Armate sul campo di battaglia si concretizzi in ambito diplomatico, con l'affermazione dei diritti del popolo iraniano in una posizione di dignità e autorità”.

Pezeshkian ha inquadrato l'apertura dell'Iran alla diplomazia non come una concessione, bensì come una strategia calcolata. “Le proposte dell'Iran in risposta alla proposta degli Stati Uniti di porre fine alla guerra in corso sono generose e razionali e vanno a beneficio della regione e del mondo” ha dichiarato da parte sua il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aggiungendo: “Non abbiamo chiesto alcun privilegio, ma solo il rispetto dei legittimi diritti dell'Iran”. Baghaei ha poi illustrato le richieste dell'Iran contenute nella sua proposta, che includono “la fine della guerra in tuttala regione, la fine del blocco navale imposto agli Stati Uniti, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz (sotto controllo iraniano)”. “Queste richieste dell'Iran sono eccessive?” ha chiesto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.

 
11:31 11 Maggio

Libano, ancora raid Idf: colonne di fumo si levano dalle case bombardate

Teheran: "Cina consapevole che guerra ci è stata imposta"

"La Cina è pienamente consapevole che si è trattato di una guerra necessaria. È stata una guerra imposta all'Iran. Non si è trattato di un incidente di emergenza, ma è la continuazione delle azioni unilaterali degli Stati Uniti, che continuano a violare le leggi e i regolamenti internazionali". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, come riporta Al Jazeera. "Per la Cina, la stabilità e la sicurezza nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nell'Estremo Oriente sono di massima priorità, e i cinesi coglieranno l'occasione per mettere in guardia contro qualsiasi misura incalcolabile o atto illegale da parte degli Stati Uniti, che continuerebbe a minare non solo la sicurezza e la stabilità regionale, ma anche la sicurezza economica globale", ha aggiunto.

 
11:30 11 Maggio

Teheran: "L'intervento a Hormuz è contro interessi Europa"

L'Europa dovrebbe "astenersi" da mosse su Hormuz che minerebbero i suoi interessi. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Easmaeil Baqaei, ha messo in guardia dall'ipotesi di invio di navi europee per garantire la libera circolazione nello stretto. Teheran ha "chiaramente detto agli europei che non dovrebbero soccombere agli atti di arroganza degli Stati Uniti e di Israele", ha ricordato, "dovrebbero astenersi dal fare qualsiasi mossa che comprometterebbe i loro interessi".  La guerra, ha insistito, "non e' solo immorale, ma è anche illegale. Gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro aggressione contro l'Iran. I paesi europei non dovrebbero farsi ingannare per entrare in questa questione. Qualsiasi intervento nello stretto di Hormuz o nel Golfo Persico porterebbe a ulteriori complicazioni".

 
11:29 11 Maggio

Iran: Tajani, sosteniamo dialogo, noi pronti a fare nostra parte

"Siamo grandi sostenitori di una trattativa che porti a un accordo che concluda la guerra. L'Iran non può avere l'arma nucleare, mi pare che cominciano a comprenderlo anche a Teheran. Serve liberare lo stretto di Hormuz perché possa esserci navigazione garantita sia per quanto riguarda i fertilizzanti, il petrolio e anche per il resto dei prodotti che attraversano lo stretto. Bisogna lavorare e sostenere il dialogo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte anche successivamente, inviare anche dragamine per garantire la libertà di navigazione, quindi sminare lo stretto". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "Saremo mercoledì in Parlamento con il ministro Crosetto per illustrare anche alle commissioni Camera e Senato, esteri e difesa qual è la posizione, cosa intende fare il governo, cosa sta facendo il governo in modo che possa esserci un confronto costante con Camera e Senato", aggiunge.

 
10:50 11 Maggio

Libano, tre morti in raid aerei israeliani

Un raid aereo israeliano ha ucciso due persone e ne ha ferite cinque ad Abba, nel sud del Libano, mentre un attacco di droni ha ucciso una persona ad Haris, nella stessa regione, ha riferito l'Agenzia Nazionale di Stampa (Nna). L'esercito israeliano aveva precedentemente ordinato l'evacuazione di nove villaggi nel sud del Libano.

 
10:46 11 Maggio

Berlino: "No a dazi sui prodotti degli insediamenti illegali israeliani"

La Germania sostiene "la soluzione dei due Stati" e "come governo federale, siamo anche convinti che solo questa possa garantire la stabilità a lungo termine della regione. Pertanto, non possiamo appoggiare nulla che contribuisca all'instabilità". Lo ha dichiarato il ministro di Stato tedesco per l'Europa Gunther Krichbaum rispondendo auna domanda sulla proposta franco-svedese di introdurre dei dazi restrizioni all'importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania. "Ci impegniamo- ha aggiunto - a proseguire il dialogo diretto con Israele, e a cercare di influenzare il governo e quindi la regione".

 
10:14 11 Maggio

Libano, il premier: "Prima Israele accetti nostre richieste poi pace"

Nei colloqui in corso a Washington mediati dagli Stati Uniti, Israele dovrebbe prima accettare le richieste del Libano e solo dopo si potranno avviare trattative per arrivare a un accordo di pace. Lo ha affermato il premier libanese, Nawaf Salam, in un'intervista al quotidiano saudita Al Arabiya, nel rispondere alla domanda se i negoziati con Israele mirassero a un cessate il fuoco o a un accordo di pace. "Sosteniamo la pace, ma questa pace ha delle condizioni. E' una questione che affronteremo in una fase successiva", ha dichiarato Salam, sottolineando che quelli in corso a Washington sono colloqui preliminari, in vista di negoziati piu' sostanziali. Il premier ha precisato che le richieste del Libano sono un cessate il fuoco, il ritiro completo di Israele dal territorio libanese e il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti nelle carceri israeliane. "Una volta soddisfatte le richieste libanesi, siamo aperti a discutere le condizioni per la pace in un quadro arabo piu' ampio, perché ciò ha implicazioni per gli Stati arabi", ha sottolineato Salam.     Nell'intervista, il premier libanese ha riconosciuto che il gruppo terroristico Hezbollah, sostenuto dall'Iran, si oppone ai negoziati con Israele, e ha ricordato che il Libano aveva gia' avviato negoziati con Israele nel 1983, ma furono infruttuosi. Hezbollah ha iniziato a combattere contro Israele il 2 marzo, pochi giorni dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, provocando pesanti raid aerei israeliani e un'intensificazione della presenza terrestre delle Forze di difesa israeliane (Idf) in Libano. Il cessate il fuoco, in vigore da meta' aprile, e' stato violato quasi ogni giorno da entrambe le parti.

 
10:12 11 Maggio

Teheran: "Nostra proposta a Usa era generosa e responsabile"

La più recente proposta dell'Iran agli Stati Uniti per porre fine alla guerra era un'offerta "generosa e responsabile". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, come riporta Al Jazeera. "Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz e la garanzia della sicurezza nella regione e in Libano erano richieste dell'Iran, considerate un'offerta generosa e responsabile per la sicurezza regionale", ha detto Baghaei, precisando che la stabilità e la sicurezza nella regione sono state "compromesse" dopo il rifiuto da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump della risposta di Teheran.

 
10:07 11 Maggio

Teheran: "Negoziati possibili, se accordo giusto lo rispetteremo"

La Repubblica islamica dell'Iran "pur mantenendo la diffidenza nei confronti del nemico, ritiene possibili i negoziati, da una posizione di dignità, saggezza e opportunità". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un incontro con il comandante e gli alti ufficiali delle forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (Faraja) in cui ha delineato le opzioni strategiche post belliche dell'Iran. Lo riporta la agenzia Mehr. Il presidente ha aggiunto che, qualora si raggiungesse un accordo in linea con le preoccupazioni della Guida Suprema e gli interessi del popolo iraniano, l'Iran rispetterebbe i propri impegni.

Rivolgendosi ai presenti dopo aver ricevuto un briefing sulle prestazioni delle Forze Armate iraniane, Pezeshkian ha affermato che il Paese si trova ora difronte a tre strade distinte: avviare negoziati con dignità e fermezza per rivendicare i diritti dell'Iran; rimanere in uno stato di né guerra né di pace; oppure proseguire sulla via del conflitto e dello scontro. "La preferenza razionale e logica, fondata sull'interesse nazionale, è che la vittoria conseguita dalle Forze Armate sul campo di battaglia si concretizzi in ambito diplomatico, con l'affermazione dei diritti del popolo iraniano in una posizione di dignità e autorità". Pezeshkian ha inquadrato l'apertura dell'Iran alla diplomazia non come una concessione, bensì come una strategia calcolata.

 
10:02 11 Maggio

Petroliera Agios uscita ieri da Hormuz spegnendo il tracciamento

La Agios Fanourios e una seconda petroliera,  la Kiara M, hanno lasciati ieri il Golfo Persico spegnendo i sistemi di tracciamento. Lo scrive Sky News citando dati Kepler. Inoltre la Agios Fanourios sarebbe riuscita a passare dopo aver fallito il passaggio attraverso lo stretto in almeno due precedenti tentativi, da quando ha caricato greggio Basrah Medium il 17 aprile. Le due petroliere hanno a bordo complessivamente quattro milioni di barili provenienti dall'Iraq. Le navi stanno disattivando i sistemi di tracciamento per evitare attacchi iraniani, ma l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, sottolinea Sky News, ha invece affermato che la nave ha utilizzato la rotta designata attraverso lo stretto. I dati, pubblicati oggi, mostrano che una terza petroliera,con a bordo altri due milioni di barili, ha lasciato lo stretto mercoledì. La VLCC Basrah Energy trasportava greggio dal terminale Zirku della Abu Dhabi National Oil Co (Adnoc)

 
10:00 11 Maggio

Domani riunione ministri difesa Gb e Francia con 40 paesi

Il ministro della Difesa britannico John Healey e quella francese Catherine Vautrin terranno domani una  riunione in collegamento video con i rappresentanti di 40 Paesi sulla  sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il ministero della  Difesa britannico in una nota. "Il ministro della Difesa John Healey,  membro del Parlamento, copresiederà una riunione di oltre 40 nazioni,  insieme alla sua omologa francese, la ministra Catherine Vautrin, per  il primo incontro dei ministri della Difesa della missione  multinazionale", si legge in una nota del ministero della Difesa  britannico. L'obiettivo è quello di discutere i piani per ripristinare i flussi commerciali nello Stretto di Hormuz.

 
09:57 11 Maggio

Prime reazioni al rifiuto di Trump

L'agenzia iraniana Tasnim ha reso noti i dettagli della risposta di Teheran alla proposta americana, che includeva richieste decisive tra cui il pieno controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e la fine della guerra con garanzie di non aggressione. Teheran ha condizionato l'accordo al immediato sollevamento del blocco navale e al rilascio degli asset congelati al momento della firma di un'intesa preliminare, oltre alla cancellazione delle sanzioni OFAC sul petrolio entro 30 giorni. Fonti della stessa agenzia hanno sottolineato che lo scontento espresso da Trump rappresenta "una prova della bontà della risposta iraniana", ribadendo che l'Iran non formula le proprie posizioni per compiacere la Casa Bianca, ma per rivendicare i propri diritti sovrani.

 
08:45 11 Maggio

Media iraniani: petroliera passa Hormuz usando la rotta indicata dalle forze armate di Teheran

Una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carrier) che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo stretto, si trova ora nel Golfo dell'Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son.

 
08:44 11 Maggio

L'Iran giustizia un uomo accusato di "spionaggio per il Mossad e la Cia"

La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che un uomo di nome Erfan Shakourzadeh è stato giustiziato per impiccagione questa mattina con l'accusa di "spionaggio per la Cia e il Mossad" durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025. "Il condannato, che era un dipendente di un'organizzazione scientifica legata ai satelliti, aveva trasmesso informazioni classificate sui progetti e sul personale dell'organizzazione a questi servizi segreti", aggiunge il comunicato, secondo l'agenzia di stampa Irna.

 
08:43 11 Maggio

Kallas: "Sosteniamo una soluzione diplomatica tra Iran e Usa"

In Medio oriente la prima cosa "è fermare la guerra, aprire lo Stretto di Hormuz e lì, ovviamente, gli americani e l'Iran stanno negoziando tra loro, e lì possiamo solo sostenerli, ma non possiamo davvero raggiungere un accordo per loro conto". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, arrivando al Consiglio esteri.
"Come ho detto, sosteniamo la soluzione diplomatica e siamo in contatto anche con i Paesi che mediano tra le due parti. - ha proseguito Kallas -  Siamo inoltre in contatto con i Paesi del Golfo, perché condividiamo le stesse preoccupazioni".

 
08:21 11 Maggio

Netanyahu: "Israele protegge i cristiani, abbiamo radici comuni"

Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha minimizzato una serie di recenti episodi anticristiani, definendoli "aberrazioni" isolate i cui responsabili sono stati puniti o in cui l'errore è stato corretto, esaltando i valori e la storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo. L'ha fatto durante un'intervista a 60 Minutes della Cbs. Lo riporta il Times of Israel specificando che le dichiarazioni compaiono in una parte dell'intervista non registrata, che non è stata trasmessa ed è riportata solo nella trascrizione integrale della Cbs.

Nell'intervista è stato chiesto al premier di commentare una serie di recenti incidenti che hanno danneggiato le relazioni di Israele con i cristiani, tra cui il divieto di accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro per il Patriarca latino di Gerusalemme a Pasqua, la distruzione di una statua di Gesù da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane in Libano e l'attacco a una suora nella Città Vecchia di Gerusalemme.

 

 

Teheran ha messo in guardia l'Europa contro l'idea di inviare navi da guerra nella via d'acqua chiave, mentre ha delineato una proposta condizionata agli Usa sull'uranio, sulla riduzione delle sanzioni e sul cessate il fuoco in Libano

L'Iran ha avvertito lunedì i Paesi europei dal mandare navi da guerra nello Stretto di Hormuz, mentre emergevano dettagli sulla risposta di Teheran all’ultima proposta degli Stati Uniti, con significative divergenze ancora aperte tra le due parti.

"Questa guerra non è solo immorale, ma anche illegale. Gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro aggressione contro l'Iran. I Paesi europei non dovrebbero farsi ingannare per entrare in questa questione", ha dichiarato Baghaei.

L'avvertimento è arrivato mentre la posizione negoziale dell'Iran - che finora non era stata resa pubblica - è diventata più chiara attraverso commenti ufficiali e rapporti dei media.

 
 

L'agenzia di Stato iraniana Irna ha riferito che Teheran ha consegnato la sua risposta a Washington attraverso la mediazione pakistana.

Al Mayadeen e il Wall Street Journal, citando fonti anonime, hanno descritto un documento di diverse pagine che delinea la posizione dell'Iran, anche se entrambi hanno riferito che rimangono significative lacune.

Secondo i resoconti, l'Iran propone un'iniziale cessazione delle ostilità legata all'alleggerimento delle restrizioni marittime, seguita da discussioni graduali sul nucleare nell'arco di 30 giorni.

 

Teheran ha anche proposto di diluire parte del suo uranio altamente arricchito e di trasferire le scorte rimanenti a un Paese terzo, rifiutando però lo smantellamento completo delle sue infrastrutture nucleari e chiedendo garanzie sulla restituzione dei materiali trasferiti in caso di fallimento dei colloqui.

L'Iran avrebbe anche accettato una pausa temporanea nell'arricchimento, più breve della sospensione a lungo termine richiesta dagli Stati Uniti, oltre a chiedere un alleggerimento delle sanzioni e un risarcimento per i danni di guerra.

Una fonte iraniana senza nome, citata dall'agenzia di stampa Tasnim, legata all'Irgc, ha definito inesatte respinto alcune parti del rapporto riportato dal Wall Street Journal.

Baghaei ha confermato le richieste principali dell'Iran, definendole "legittime e ragionevoli": il rilascio dei beni congelati, la fine di quella che Teheran definisce la "pirateria marittima" degli Stati Uniti contro le navi iraniane e la garanzia di una navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz.

Ha anche detto che qualsiasi accordo deve includere un cessate il fuoco in Libano, che ha descritto come una linea rossa per l'Iran.

Trump: "Proposta inaccettabile"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando poco prima di respingere la risposta dell'Iran come "inaccettabile", ha detto che Washington avrebbe ottenuto l'accesso alle scorte di uranio arricchito dell'Iran e ha avvertito di possibili azioni militari se i siti interessati fossero stati avvicinati.

Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha insistito sulla necessità di eliminare le capacità nucleari dell'Iran, affermando che "molto resta da fare" e rifiutando di escludere opzioni militari.

In merito alla proposta del presidente russo Vladimir Putin di trasferire l'uranio arricchito iraniano in Russia, Baghaei ha affermato che in questa fase l'Iran si concentra sulla fine della guerra.

"Per quanto riguarda le decisioni che verranno prese in seguito sulla questione nucleare, sui materiali iraniani e sulle questioni relative all'arricchimento, e sulle opzioni che potremmo prendere in considerazione, sono questioni che affronteremo quando sarà il momento", ha detto.

Baghaei ha anche criticato il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi, che ha affermato che nemmeno la guerra è riuscita a distruggere il programma nucleare iraniano e ha chiesto l'accesso immediato ai siti nucleari.

Baghaei ha messo in dubbio che le strutture iraniane siano mai state in grado di sopravvivere a un attacco militare e ha affermato che le osservazioni di Grossi confermano che egli ha abbandonato il suo mandato tecnico.

Secondo Baghaei, per ripristinare la credibilità dell'Aiea è necessario che Grossi condanni esplicitamente gli attacchi statunitensi e israeliani alle strutture nucleari iraniane e si impegni a evitare che si ripetano.



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