Elezioni Ungheria. Premier è l'europeista Peter Magyar. Orban ha perso. Finisce l'era del leader filo-Putin e anti-Europa

di redazione 12/04/2026 ESTERI
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Orban ha perso.

Il popolo ungherese, andato in massa alle urne (ha votato oltre il 77% degli aventi diritto, un record storico) ha deciso: il nuovo presidente è Peter Magyar. Prima dei numeri di un trionfo, sono le reazioni degli altri leader a far percepire l’importanza geopolitica dell’affermazione del numero uno di Tisza: in Europa, infatti, si festeggia; von der Leyen e Merz parlano già di Ue di nuovo unita, dopo anni in cui le pressioni e le politiche di Orbán avevano aperto una crepa non da poco nella politica continentale, con il sovranismo ungherese ad andare a braccetto più con Putin e Trump, che con Bruxelles. Ora cambia tutto. E non potrebbe essere altrimenti, perché quella di Magyar non è stata una semplice vittoria: è stato un trionfo. I numeri: con il 72% dei voti scrutinati il suo partito si avvia a conquistare la maggioranza assoluta del parlamento di Budapest. Le proiezioni infatti assegnano a Tisza 138 seggi, mentre Fidesz (il movimento di Orbán) si ferma a 54 e il partito di estrema destra Mi Hazank a 7. Salvo clamorose quanto impronosticabili sorprese nel resto dei seggi, con questo vantaggio Magyar otterrebbe la maggioranza dei due terzi in Parlamento, necessaria per poter modificare la Costituzione e, di conseguenza, il sistema messo in campo finora dal leader sovranista.

Un’affermazione salutata dalla gente di Budapest quasi come una liberazione. La città è in festa, sul Danubio rimbalzano le urla dei sostenitori di Peter Magyar: soffia “il vento della primavera”. Una vittoria netta, che segna l’inizio di un’altra Ungheria. A legittimarla è un’affluenza monstre: quasi l’80% degli elettori, oltre il dato già alto del 2022 e persino sopra il 1990, le prime elezioni libere dopo la caduta del Muro. Un segnale politico forte, che ha premiato il leader di Tisza e inflitto il colpo decisivo al premier della “democrazia illiberale”. “Orban si è congratulato per la nostra vittoria”, ha scritto lo sfidante su Facebook, usando poche parole per sigillare un’era che si chiude. “Un risultato chiaro e doloroso”, ammette il premier uscente magiaro che promette di “continuare a servire il Paese dalle file dell’opposizione”.

 
 

Sin dalle prime luci del giorno, in tutto il Paese il voto ha preso subito il ritmo di una mobilitazione fuori scala: code ordinate davanti alle scuole, ingressi rallentati, volontari a distribuire indicazioni. Nel XII distretto, sulle colline di Buda, Orban si è presentato a votare nella scuola elementare di Zugliget insieme alla moglie Aniko Levai, prima di fermarsi con i giornalisti, mantenendo il registro che lo accompagna da settimane: sicurezza, controllo, nessuna crepa visibile. “Sono qui per vincere”, ha detto, lasciando però uno spazio alla formalità democratica: “La decisione del popolo deve essere rispettata”. Alla domanda più scomoda – se avrebbe saputo riconoscere la sconfitta – il premier ha risposto senza scomporsi: “Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili”. Poi si è aggrappato al dato che per anni è stato il suo alleato più fedele: l’affluenza. “Più persone votano, meglio è”, ha ripetuto, ricordando come storicamente la partecipazione alta abbia premiato Fidesz e accostando il voto a quello storico del 1990, evocando l’alba della nuova Ungheria. Sul piano internazionale – e sul dialogo con Vladimir Putin – è rimasto fedele alla sua linea da equilibrista solitario: “Relazioni amichevoli con tutti i leader principali”. Su Volodymyr Zelensky, una stoccata secca: “Sono fortunato a non essere lui”. Poche centinaia di metri più in là, nello stesso distretto, appena fuori dal seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, Magyar continua a sfidarlo: “Vinceremo“. L’unico dubbio, ha continuato a ripetere, è “se con una maggioranza semplice o assoluta”. La sua campagna si è chiusa come è iniziata: rapporti da ricucire con l’Europa, fondi da sbloccare, rottura con il sistema. “Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’Ue e nella Nato“, ha evidenziato, affondando il colpo su misure anticorruzione subito e tornando a indicare la rotta di una nuova Costituzione da riscrivere con un referendum popolare, per riportare il Paese dentro i binari dello stato di diritto.

 

Il sistema elettorale ungherese

Nei bar e sui tram si parla soltanto del voto, con gli occhi incollati alle notizie che scorrono veloci sui cellulari. La discussione torna sempre lì: al sistema elettorale. Dei 199 seggi in Parlamento, 106 si decidono nei collegi uninominali, spesso nelle aree rurali, dove il peso del voto cambia scala. Qui bastano 50-60mila elettori per eleggere un deputato, contro i 90-100mila delle città. Un dettaglio che sembra tecnico, ma non lo è affatto: negli anni è diventato un moltiplicatore per il partito di governo, capace di valere fino a cinque punti percentuali. È su questo squilibrio che l’opposizione ha costruito la sua strategia: non basta vincere, bisogna stravincere, puntando ai due terzi del Parlamento. La mobilitazione, come nelle attese, si porta dietro la sua scia di ombre. Accuse, controaccuse, sospetti che si rincorrono. Dal fronte governativo, il consigliere di Orban parla di un’”ondata di segnalazioni” contro Tisza: pressioni, tentativi di compravendita, tensioni ai seggi, tornando a evocare le interferenze di Bruxelles e Kiev. Dall’altra parte rimbalzano accuse speculari: elettori inseriti a loro insaputa nelle liste delle minoranze, presunti buoni spesa in cambio del voto a Fidesz, controlli oltre il limite nelle cabine. A fare chiarezza, all’indomani, saranno gli osservatori dell’Osce. Ma a fine serata l’Ungheria ha scelto Magyar. E, con lui, ha rialzato lo sguardo verso l’Europa. Ventitré anni dopo quel referendum che la fece entrare nell’Unione.

 

La posta in gioco

Come detto, del resto, le elezioni erano decisive per tutta l’Unione europea. Peter Magyar è un politico legato a doppio filo con il Ppe. Ha detto di voler puntare tutto su difesa e aiuti a Ucraina, ma il suo ruolo va ben oltre la sua strategia politica. Con Orbán fuori dai giochi è venuto meno il tramite tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin. È caduta, insomma, la punta di diamante dell’asse di Visegrad, che oggi può contare anche sul ceco Andrej Babis e sullo slovacco Robert Fico. E poi c’è lo scenario strettamente politico. Dopo anni di costante ascesa, la sconfitta di Orbán è il primo vero passo falso del sovranismo europeo. I segnali, dalla Danimarca all’Olanda, ci sono già stati. Il riverbero del voto magiaro ha però ben altra ampiezza. Lo stesso leader del Ppe, Manfred Weber, potrebbe avere qualche difficoltà in più nel collaborare con il gruppo dei Patrioti – dove milita Fidesz – all’Eurocamera. La fine dell’era di Orbán è inoltre una dura risposta al trumpismo e a un’America che, nel Vecchio Continente, un numero crescente di persone vede ormai ostile.

 

Meloni: ringrazio mio amico Orban per collaborazione

"Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l'intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall'opposizione continuera' a servire la sua nazione". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni. 

 

 
22:37 12 Aprile

Meloni: congratulazioni a Magyar per chiara vittoria

"Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro". Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale", aggiunge.

 

 
22:34 12 Aprile

Starmer si congratula con Magyar: "Momento storico" per la democrazia europea

Il Primo Ministro britannico Keir Starmer si è unito al coro di reazioni internazionali, inviando un messaggio di congratulazioni al leader del partito Tisza. Starmer ha definito la vittoria di Magyar un passaggio fondamentale non solo per l'Ungheria, ma per l'intero continente, descrivendola come un "momento storico" capace di ridare vigore ai valori democratici europei.

 
22:32 12 Aprile

Von der Leyen sente Magyar: “Concordata stretta cooperazione”

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha chiamato Peter Magyar, vincitore delle elezioni in Ungheria, per congratularsi con lui. I due, spiegano fonti Ue, hanno "concordato una stretta cooperazione". 

 

 
22:22 12 Aprile

Socialisti Ue: “Voto storico in Ungheria, ha vinto la speranza sull'odio”

"Le elezioni di oggi in Ungheria sono davvero storiche: una vittoria per i cittadini. In un momento di minacce e guerra, la gente è scesa in piazza in numero record per far sentire la propria voce. Scegliendo la speranza invece dell'odio e delle menzogne, ha espresso un chiaro SÌ all'Europa, alla libertà e ai valori democratici." Lo dichiara la presidente del gruppo dei Socialisti Ue Iratxe Garcia Perez.

 

 
22:21 12 Aprile

Sanchez: “Oggi vincono l'Europa e i valori europei, congratulazioni agli ungheresi”

"Oggi vincono l'Europa e i valori europei. Congratulazioni a tutti i cittadini ungheresi per delle elezioni storiche. Desideroso di lavorare insieme, con Peter Magyar, per un futuro migliore per tutti gli europei". Lo scrive su X il premier spagnolo Pedro Sanchez. 

 

 
22:09 12 Aprile

Magyar: “Merz e Segretario generale Nato hanno chiamato per congratularsi”

"Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Segretario Generale della NATO hanno anche telefonato per congratularsi con noi per la nostra vittoria". Lo scrive su X Peter Magyar Péter.

 

 
22:05 12 Aprile

Metsola: il posto dell'Ungheria è al cuore dell'Europa

"Congratulazioni all'eurodeputato Peter Magyar per la vittoria nelle elezioni nazionali di oggi in Ungheria. Il posto dell'Ungheria è al cuore dell'Europa". Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, commentando l'esito delle elezioni in Ungheria.

 

 
22:03 12 Aprile

La folla esulta per Magyar, ride e si abbraccia a Budapest

La folla esulta, ride e si abbraccia a Budapest festeggiando la vittoria di Magyar alle elezioni. Per le strade della capitale ungherese si sentono cori e urla di gioia dopo che il premier uscente Viktor Orban ha ammesso la sconfitta. 

 

 
22:02 12 Aprile

Merz: congratulazioni a Magyar, collaboriamo per Europa forte e unita

"L'Ungheria ha deciso. Congratulazioni per la vittoria elettorale, caro Peter Magyar. Auspico una proficua collaborazione per un'Europa forte, sicura e soprattutto unita". Lo scrive su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

 

 
21:58 12 Aprile

Conteggiato 72,4% dei voti: a Tisza 138 seggi, 54 a Fidesz

E' una valanga di voti inarrestabile quella per Tisza. Sulla base del 72,44% dei voti scrutinati, le proiezioni assegnano al partito del leader dell'opposizione ungherese Peter Magyar 138 seggi in Parlamento, cinque in più dei 133 necessari per la maggioranza dei due terzi. Il partito Fidesz del premier sconfitto Vitkor Orban si ferma a 54, su un totale di 199.

 

 
21:51 12 Aprile

Con il 60% dei voti scrutinati, Tisza conquista due terzi dei seggi in parlamento

Dopo circa il 60 per cento delle schede scrutinate, il partito Tisza di Peter Magyar è ampiamente in testa e potrebbe conquistare in parlamento una maggioranza dei due terzi. I dati, diffusi dalla Commissione elettorale nazionale, sono in aggiornamento. Il primo ministro Viktor Orban, del partito Fidesz, al potere da 16 anni, ha riconosciuto la sconfitta.

 

Macron si congratula con Magyar per la vittoria

Il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito di aver avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularsi con lui della vittoria in Ungheria. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha affermato che la Francia saluta una vittoria della partecipazione democratica, dell'attaccamento del popolo ungherese ai valori dell'Unione europea e dell'Ungheria in Europa. "Insieme, facciamo avanzare un'Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia", ha aggiunto il presidente francese.

 

 
21:39 12 Aprile

Von der Leyen: il cuore dell'Europa sta battendo più forte

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha commentato su X la vittoria di Peter Magyar alle elezioni ungheresi con la frase, scritta sia in ungherese che in inglese, "questa notte il cuore dell'Europa sta battendo piu' forte in Ungheria". 

 

 
21:31 12 Aprile

Orbán ammette la sconfitta dopo il "doloroso" esito elettorale

Il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán ha ammesso la sconfitta, dopo quello che ha definito un risultato elettorale "doloroso", ponendo fine a 16 anni al potere per una figura chiave del movimento di estrema destra, alleato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del presidente russo Vladimir Putin. "Mi sono congratulato con il partito vincitore", ha dichiarato Orbán ai suoi sostenitori a Budapest. "Serviremo la nazione ungherese e la nostra patria anche dall'opposizione".

 
21:25 12 Aprile

Magyar ringrazia elettori sui social

 "Grazie Ungheria". Lo ha scritto su social il leader dell'opposizione ungherese Peter Magyar dopo che lo spoglio dei risultati elettorali in corso lo vede in netto vantaggio rispetto al premier uscente Viktor Orban.

 

 
21:24 12 Aprile

Ungheria, presidente: elezioni svolte regolarmente

Il presidente della Repubblica ungherese Tamas Sulyok ha affermato che le elezioni parlamentari del 2026 si sono svolte regolarmente, sottolineando che l'affluenza del 77,8% conferma in modo incontestabile il forte funzionamento della democrazia nel Paese.
Parlando dalla sede dell'Ufficio elettorale nazionale dopo aver ricevuto un aggiornamento ufficiale, Sulyok ha dichiarato che, sulla base dei dati disponibili, alle urne si è recato il 77,8% degli elettori. Secondo il capo dello Stato, questa partecipazione record "dimostra senza alcun dubbio il funzionamento vigoroso della democrazia ungherese".
Sulyok ha aggiunto che "il risultato delle elezioni, qualunque esso sia, costituirà una legittima autorizzazione a decidere in quale direzione dovrà andare l'Ungheria nel prossimo periodo".
Il presidente ha ricordato che per i risultati definitivi bisognerà ancora attendere e che nella giornata di oggi ci si può attendere soltanto dati preliminari. In base alla legge fondamentale, ha spiegato, il capo dello Stato deve convocare la seduta inaugurale del nuovo Parlamento entro 30 giorni dal voto e in quella sede dovrà anche proporre il nome del primo ministro.

 

 
21:23 12 Aprile

Magyar: Orban si è congratulato per la nostra vittoria

"Il Primo Ministro Viktor Orbán si è appena congratulato con noi al telefono per la nostra vittoria". Lo scrive in un post su Facebook il leader dell'opposizione ungherese Peter Magyar. 

 

 
21:15 12 Aprile

Tisza verso la maggioranza dei due terzi con il 45,7% dei voti scrutinati

Il partito d'opposizione ungherese Tisza è proiettato verso la conquista di 135 seggi nel parlamento da 199 posti — ovvero una maggioranza dei due terzi — sulla base dei risultati parziali con il 45,7% dei voti scrutinati. Lo ha dichiarato domenica l'ufficio elettorale nazionale (NVI). Il partito Fidesz del Primo Ministro Viktor Orbán otterrebbe 57 seggi in base alla situazione attuale.

 
21:11 12 Aprile

Spoglio al 37%, proiezione: Tisza 132 seggi, Fidesz 59

Il partito Tisza di opposizione di Peter Magyar incrementa il suo vantaggio percentuale, quando lo spoglio dei voti nelle elezioni ungheresi è al 37,04 per cento. Tisza, secondo la proiezione del Magyar Nemzet, otterrebbe 132 seggi, solo uno dai due terzi del parlamento che consentirebbero di modificare la Costituzione. La Fidesz-Kdnp del primo ministro Viktor Orban si fermerebbe a 59 seggi, con il partito di estrema destra Mi Hazank che otterrebbe 8 seggi.

 

 
20:56 12 Aprile

Tisza proiettata verso i 132 seggi (su 199), con il 29,2% dei voti scrutinati

Il partito d'opposizione ungherese Tisza è proiettato verso la vittoria di 132 seggi nel parlamento da 199 posti, sulla base dei risultati parziali con il 29,2% dei voti scrutinati. Lo ha reso noto domenica l'ufficio elettorale nazionale (NVI). Il partito Fidesz del Primo Ministro Viktor Orbán otterrebbe 59 seggi in base alla situazione attuale.

 
20:48 12 Aprile

Seconda proiezione, in Ungheria Magyar consolida il vantaggio su Orban

Il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, consolida il vantaggio sul premier uscente, Viktor Orban. Con lo spoglio al 21,54%, il Tisza di Magyar avrebbe 128 seggi, avvicinandosi alla soglia della maggioranza assoluta, fissata a 133. Il Fidesz di Orban è staccato a 62 seggi. Otto invece sono i seggi che andrebbero invece all'ultradestra di Mi Hazank (Nostra Patria). A livello percentuale il partito Tisza di Magyar si attesta al 49,43% mentre Fidesz è al 41,99%.

 

 
20:44 12 Aprile

Spoglio al 15%, cresce il vantaggio di Tisza

Con il 14,7% dei voti scrutinati in Ungheria, cresce il vantaggio del partito di opposizione Tisza, a cui i nuovi dati parziali assegnano 125 seggi su 199 in Parlamento contro i 65 attribuiti a Fidesz del premier Viktor Orban. Lo riferiscono i media ungheresi. L'estrema destra di Mi Hazanak otterrebbe 8 seggi. Va sottolineato che il vantaggio di Tisza appare molto piu' netto nei seggi uninominali che nei voti di lista. Il "numero magico" e' 133 seggi, la "super maggioranza" dei due terzi che consentirebbe a Peter Magyar, se eletto primo ministro, di cambiare la Costituzione. 

 

 
20:25 12 Aprile

Spoglio al 6,5%, Tisza in vantaggio su Fidesz

I primi dati parziali sulle elezioni politiche ungheresi, basati sullo spoglio del 6,5% dei voti, assegnano 110 seggi in Parlamento a Tisza di Peter Magyar, 71 a Fidesz di Viktor Orban e 9 all'estrema destra di Mi Hazank. Lo riporta il Guardian. I dati vanno presi con estrema cautela, data la rapidita' con cui gli equilibri cambiano durante lo spoglio. Una prima proiezione sul 3% dei voti aveva infatti dato Fidesz in vantaggio. 

 

 
20:23 12 Aprile

Al via spoglio, presto i primi risultati

E' iniziato ufficialmente lo spoglio delle schede in Ungheria e i primi risultati delle elezioni politiche sono attesi a breve. Secondo i media locali, i primi dati verranno dalle comunita' rurali, tradizionalmente fedeli al primo ministro Viktor Orban.

 

 
20:04 12 Aprile

Capo gabinetto Orban: '"Fiduciosi nel risultato, grande mobilitazione"

"Siamo lieti che il prossimo Parlamento abbia un mandato democratico così forte". Lo ha affermato il capo di gabinetto del premier Viktor Orban, Gergely Gulyas, durante un briefing a Budapest, dicendosi "fiducioso" che Fidesz riuscirà a ottenere la maggioranza. L'affluenza record alle urne in Ungheria è "la dimostrazione della solidità della democrazia" nel Paese, il risultato di "un enorme sforzo di mobilitazione" da parte del partito di governo, ha sottolineato. 

 

Magyar: ottimista sul risultato, ungheresi hanno fatto la storia

In una breve dichiarazione alla stampa dalla sede del suo partito Tisza il leader dell'opposizione ungherese Peter Magyar si è detto "ottimista riguardo al risultato" delle elezioni. Lo riporta il Guardian. Secondo Magyar l'affluenza record dimostra anche che gli ungheresi consideravano queste elezioni importanti e che "hanno fatto di nuovo la storia".

Magyar ha poi sostenuto che ormai anche nei centri più piccoli del Paese si può vedere che il governo di Viktor Orban "finirà". Ha quindi annunciato che il Parlamento resterà illuminato fino all'una di notte "in occasione della festa della democrazia". Il presidente di Tisza ha infine detto che risponderà alle domande più tardi, indicando nel responsabile della campagna Peter Toth il riferimento per gli aggiornamenti immediati. In chiusura, ha rivolto un appello ai suoi sostenitori a mantenere la calma e la pace. "Restate pacifici", ha detto, aggiungendo che, in caso di vittoria, sarà il momento di "fare un grande carnevale ungherese".

 

 

Magyar ai sostenitori: “Restiamo pacifici, non cediamo a provocazioni”

"È iniziata l'attesa dei risultati al centro di Tisza a Budapest, in piazza Batthyany. Tutti sono i benvenuti! Chiedo a tutti di restare pacifici e sereni e di non cadere in alcuna provocazione da parte del partito di governo o della propaganda. Dio benedica l'Ungheria!". Lo scrive su X il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, atteso a breve al raduno dei sostenitori sulle rive del Danubio, nella capitale. 

 



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