"A causa della guerra, quest'anno non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione", scrive il Patriarca. "Pur avendo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In costante dialogo con le autorita' competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita' da concordare, potremo celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese". "La situazione e' in continua evoluzione e non e' possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi costretti a coordinarci giorno per giorno", sottolinea Pizzaballa che aggiunge pero' che le chiese della diocesi restano aperte: "I parroci e i sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni del Mistero Pasquale". "Desideriamo la pace, prima di tutto per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera può donarla", prosegue il Patriarca latino che invita a unirsi "in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della serenita', specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto". "Lo faremo con umilta' di cuore, certi che la nostra preghiera, pur essendo fisicamente distanti, e' capace di attingere alla forza dell'amore di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia".