Guerra in Medioriente. Teheran attacca i giacimenti in Qatar. Schizzano i prezzi di petrolio e gas. Nuova impennata del greggio. "Aumento di oltre il 5%"

di redazione 19/03/2026 ESTERI
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La guerra del Golfo infiamma gli scenari globali dell'energia.

 Israele colpisce il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars. I pasdaran contrattaccano in Qatar, colpendo più volte il grande impianto di Ras Laffan. Timori per le forniture energetiche globali: schizzano i prezzi del petrolio. Nuovo caso negli Usa dopo le dimissioni del capo dell'antiterrorismo Kent: la direttrice dell'intelligence Gabbard smentisce la tesi della Casa Bianca sul conflitto, poi aggiusta il tiro. Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra, secondo il Wp. Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente, riporta la Reuters. Il presidente Usa riceve oggi la premier giapponese Takaichi.

 

scalation Usa-Israele, Teheran giura vendetta e attacca in Qatar e Arabia Saudita, ma ora gli attacchi alzano il tiro anche dall'altra parte, con il raid israeliano a South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo. Per tutta risposta, Donald Trump ha minacciato di colpire i giacimenti di gas iraniani se Teheran non cesserà gli attacchi contro il Qatar. E intanto, il prezzo del greggio schizza oltre i 112 dollari.  

Il cuore energetico dell'Iran, e South Pars
Donald Trump e Benjamin Netanyahu alzano il tiro puntando al cuore energetico dell'Iran. Israele e Stati Uniti hanno infatti preso di mira infrastrutture chiave dell'industria del greggio e del gas naturale della Repubblica islamica, colpendo gli impianti di Asaluyeh - che ospita impianti petroliferi e petrolchimici - e soprattutto South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo. 

 

L'Iran colpisce Arabia Saudita e Qatar: "Gravi danni"
Entrambe le strutture sono affacciate sul Golfo, a poche centinaia di chilometri dallo Stretto di Hormuz. Il loro inserimento tra gli obiettivi ha scatenato la vendetta della Repubblica islamica che ha promesso di "radere al suolo" gli impianti energetici nemici, attaccando prima in Arabia Saudita - dove è stato intercettato un drone indirizzato a un impianto di gas della Provincia orientale - e poi in Qatar, dove un incendio è scoppiato nell'importante impianto di Ras Laffan a seguito di un raid, causando "gravi danni". 

 
 

I prezzi di petrolio e gas 
Un'escalation che ha fatto schizzare ulteriormente i prezzi di petrolio e gas tra i timori che l'offensiva israelo-americana non conosca linee rosse. E che intanto prosegue anche nell'obiettivo di smantellare la leadership iraniana: dopo Larijani e Soleimani, l'Idf ha rivendicato di aver ucciso anche il ministro dell'Intelligence Ismail Khatib. "Siamo nella fase decisiva", ha esultato il ministro israeliano Katz. "Nessuno in Iran gode di immunità. E tutti sono nel mirino".

 

"Israele ha aiutato operativamente a trasmettere un messaggio degli Usa: o viene sminato e riaperto lo Stretto di Hormuz, o distruggeremo tutto l'impianto di South Pars, così come altre infrastrutture energetiche", ha minacciato una fonte israeliana a Channel 12, sottolineando che il raid è stato "pienamente coordinato con gli Usa". 

Satellite colonna di fumo da porto EAU sotto Stretto Hormuz
Satellite colonna di fumo da porto EAU sotto Stretto Hormuz (Nasa Worldview)

 

Il cambio di posizione di Washington
Una precisazione che evidenzia un cambio di posizione di Washington, che finora sembrava riluttante a danneggiare infrastrutture cruciali per la futura ripresa dell'Iran. L'amministrazione Usa aveva criticato i precedenti attacchi israeliani contro i depositi di petrolio a Teheran e aveva chiesto di non colpire le infrastrutture energetiche, tanto che anche nei raid della scorsa settimana su Kharg - isola da cui transita l'80% dell'export petrolifero di Teheran - le forze Usa avevano rivendicato di aver colpito solo strutture militari. 

Le gravi ripercussioni sulle economie mondiali
Il cambio di passo israelo-americano, considerato una vera "svolta" dagli analisti, rende più pericolosa una partita che già sta portando gravi ripercussioni sulle economie mondiali, mentre a Hormuz manca ancora una decisione su una possibile missione militare a difesa dei traffici commerciali. 

 

Stavolta, anche gli alleati Doha e Abu Dhabi hanno condannato i raid su South Pars parlando di "pericolosa escalation" e di "azione irresponsabile": il giacimento di gas è infatti il più grande al mondo, condiviso tra Iran e Qatar, e rappresenta il 40% della produzione di gas di Teheran. 

 

Pechino, inaccettabile l'uccisione di Larijani e di altri leader iraniani

La Cina definisce "inaccettabile" l'uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, ucciso da Israele, e di altri leader e ha nuovamente chiesto un cessate il fuoco immediato. "Ci siamo sempre opposti all'uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili", ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

Pechino ha esortato gli Stati Uniti a "smettere di alimentare" la teoria secondo cui la Cina rappresenterebbe una minaccia, dopo che un rapporto dei servizi segreti statunitensi ha affermato che Pechino non ha intenzione di invadere l'isola autonoma il prossimo anno. Gli Stati Uniti dovrebbero "parlare e agire con cautela sulla questione di Taiwan", dovrebbero "correggere la loro visione della Cina e smettere di alimentare la teoria della minaccia cinese", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto del rapporto.

04:57

Arabia, ci riserviamo il diritto di reagire militarmente contro l'Iran

L'Arabia Saudita ha dichiarato oggi di "riservarsi il diritto" di reagire militarmente contro l'Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario", ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano".

04:03

Trump: 'Distruggeremo giacimento gas Iran se Teheran attaccherà di nuovo sito Qatar'

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.

03:57

Impennata del greggio Brent, aumento di oltre il 5%

Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente, dopo che l'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

03:46

Qatar, nuovo attacco iraniano contro il principale impianto di gas

Il Qatar ha segnalato un attacco missilistico iraniano e ulteriori danni significativi al suo principale impianto di gas, già colpito ieri. "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell'Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.

01:14

Media: 'Trump valuta l'invio di migliaia di soldati in Medio Oriente'

L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg. Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano.

00:21

'Il Pentagono punta a chiedere 200 miliardi al Congresso per la guerra in Iran'

Il Pentagono ha chiesto alla Casa Bianca di approvare una richiesta al Congresso di oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra in Iran. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali l'ammontare supera i costi sostenuti finora dall'amministrazione nell'operazione contro l'Iran. Non è chiaro se la Casa Bianca alla fine chiederà al Congresso tale cifra. Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la somma richiesta dal Pentagono non è realistica.

 

Faccia a faccia Meloni-Merz a Bruxelles alla vigilia del summit Ue

Un faccia a faccia di mezz'ora, al bar dell'hotel Amigo, nel cuore di Bruxelles: Giorgia Meloni e Friedrich Merz si sono incontrati a poche ore da un summit che si preannuncia delicatissimo su più fronti, da quello della guerra in Medio Oriente ai dossier energetici. La presidente del Consiglio è arrivata nel centro di Bruxelles in tarda serata. All'hotel Amigo aveva da poco avuto luogo la cena di lavoro tra il cancelliere tedesco e il presidente francese, Emmanuel Macron. Un incontro, il loro, che potrebbe essere servito a chiarire alcuni punti di tensione tra Francia e Germania, dal progetto per il super-caccia sul quale Berlino nelle ultime settimane ha manifestato più di una perplessità scatenando l'ira francese, al Buy European, la clausola che introduce un criterio di preferenza europea negli appalti sui settori strategici come la difesa. Terminato il bilaterale, il solo Merz si è intrattenuto con la sua delegazione al bar dell'hotel, dove poco dopo è sopraggiunta Meloni. Entrando nella hall dell'albergo, la premier è stata fermata da alcuni italiani, tra cui una cittadina di origine veneziana che le ha manifestato il suo sostegno, chiedendole di "non dimenticarsi" del capoluogo veneto. Meloni le ha ricordato l'impegno del governo nel rifinanziamento della legge speciale per Venezia e tra le due si è aperto un siparietto: "Io mi occupo di arte", ha detto la donna. "Beata lei!", ha scherzato Meloni. La premier ha quindi raggiunto il cancelliere, sedendosi a fianco a lui. Volti distesi per i due, accompagnati dalle rispettive delegazioni ristrette. Dopo circa trenta minuti, Meloni ha salutato il cancelliere che, qualche minuto più tardi, si è a sua volta congedato dal bar.



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