Guerra in Medioriente. Bombardamenti su Teheran, Idf "Uccisi Gholamreza Soleimani e Ali Larijani". Trump cerca aiuto per lo Stretto di Hormuz e per la Exit Strategy. Europa e Paesi asiatici si sfilano

di redazione 17/03/2026 ESTERI
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Larijani ucciso mentre si trovava nel rifugio con il figlio

Ali Larijani sarebbe stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì, ma è stato rimandato all'ultimo minuto. E ieri pomeriggio è arrivata l'informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l'ordine di attaccare.

Khamenei: "Non è il momento giusto per la pace"

La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, durante una riunione ha affermato che "non è il momento giusto per la  pace", sottolineando che gli Stati Uniti ed Israele devono essere  sconfitti e risarcire la Repubblica islamica per i danni di guerra. Lo ha riferito un funzionario iraniano di alto rango alla Reuters,  secondo quanto riferito da al-Arabiya.

 
11:13 17 Marzo

Allarme nel nord Israele, esplosioni udite da Gerusalemme

Esplosioni sono state udite da Gerusalemme dopo che e' scattato l'allarme aereo per l'arrivo di missili nel nord di Israele.

 
11:06 17 Marzo

Israele stringe sul Libano, avanza l'operazione di terra nel sud

La nuova fase dell'operazione dell'esercito israeliano nel sud del Libano è iniziata sabato scorso, quando le truppe sono avanzate da 7 a 9 chilometri nella cosiddetta area di sicurezza, la zona cuscinetto al confine trai due Paesi. Lunedì in un briefing di primo mattino l'Idf ha descritto le nuove attività militari come "limitate e mirate". Ma il ministro della Difesa Israel Katz è intervenuto successivamente dichiarando che si tratta di una manovra più ampia, mirata a interrompere il fuoco di Hezbollah "rimuovere le minacce e proteggere i residenti della Galilea e del nord di Israele". Katz ha aggiunto che "centinaia di migliaia di residenti sciiti del sud del Libano evacuati non torneranno a sud del fiume Litani fino a che non sarà raggiunto l'obiettivo", e ha affermato che "il leader di Hezbollah Naim Qassem si sta nascondendo sottoterra mentre le sue azioni hanno trasformato oltre un milione di libanesi in 'rifugiati nel loro stesso Paese". Minacciando che se il capo del gruppo terroristico sente la mancanza del suo predecessore Hassan Nasrallah e della defunta guida suprema Ali Khamenei, "presto potrà incontrarli nelle profondità dell'inferno".   Fonti dell'Idf, citate dai media, hanno spiegato che Israele intende sfruttare la guerra con l'Iran per infliggere un duro colpo a Hezbollah e indebolire significativamente le sue capacità militari. Non solo, il sostegno all'organizzazione sostenuta da Teheran viene in buona parte dal sud sciita del Libano: "Un prolungato esodo colpirebbe più duramente la base politica e sociale del gruppo, erodendo la sua immagine di protettore".   Il ministero della Difesa israeliano intanto si sta preparando a costruire altri 13 avamposti militari in territorio libanese, oltre ai 5 rimasti dopo la tregua del novembre 2024.L'obiettivo è quello di respingere le minacce dei missili anticarro e prevenire le incursioni di terra della forza d'élite Radwan di Hezbollah contro le comunità israeliane del confine.

 
11:03 17 Marzo

Diffuso sui social messaggio Larijani: "Martirio è sacrificio per nazione"

E' stato diffuso sull'account Telegram del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, un messaggio scritto a mano dal leader che, secondo quanto riferito da Israele, è stato ucciso in un raid. "Il martirio dei soldati della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran a Dena - recita il messaggio - è parte dei sacrifici della coraggiosa nazione emersa in questo momento di lotta contro gli oppressori internazionali. Il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana, e questi martiri getteranno le basi dell'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran nella struttura delle forze armate per gli anni a venire"

 
11:02 17 Marzo

Tajani: "Libano trascinato in una guerra che non lo riguarda"

"L'ingiustificata decisione di Hezbollah  di attaccare Israele a sostegno dell'Iran è stato un errore che ha  provocato una massiccia risposta israeliana e ha trascinato il Libano  in una guerra che non lo riguarda, con conseguenze umanitarie già  drammatiche". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista al quotidiano emiratino The National.  "La nostra priorità è sostenere centinaia di migliaia di persone che  sono fuggite dalle proprie case per sfuggire alle ostilità", ha proseguito Tajani, che ha anche condannato i recenti segnali di ostilità contro la missione Unifil. "Esortiamo tutte le parti, in ogni circostanza, a garantire la sicurezza del personale e delle sedi di  Unifil", ha spiegato il titolare della Farnesina, sottolineando che "i Caschi Blu non devono mai essere bersaglio di attacchi o intimidazioni di alcun tipo" ed esortando "tutte le parti, in ogni circostanza, a  garantire la sicurezza del personale e delle sedi di Unifil". Tajani ha infine elogiato la decisione del governo libanese di  dichiarare illegali le attività di Hezbollah. "Questa posizione  dimostra l'impegno di Beirut per la pace con Israele - ha concluso -  Sosteniamo con fermezza il presidente Aoun e il primo ministro Salam  in questo percorso verso la sovranità dello Stato e una soluzione  politica negoziata con Israele".

 
11:01 17 Marzo

Metsola: "Escalation dell'Iran inaccettabile, avrà grosse conseguenze"

"L'escalation del regime iraniano, in particolare contro i Paesi del Golfo, è inaccettabile e avrà conseguenze di vasta portata. Dobbiam orendere omaggio all'Iran e al coraggio del suo popolo: coloro che rivendicano dignità e libertà devono sapere che l'Europa li ascolta". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nel suo intervento alla conferenza 'Europa Forward: Shaping a New Era' a Berlino.   "Un regime che per 47 anni ha brutalmente abusato della teocrazia per reprimere le donne, per distruggere le speranze ei sogni di milioni di persone, finanziare gruppi che diffondono il terrore in tutto il Medio Oriente, i cui droni hanno invaso l'Ucraina, che hanno massacrato migliaia e migliaia di manifestanti, è un regime canaglia che sta facendo di tutto per rimanere al potere", ha aggiunto la presidente dell'Eurocamera.

 

Iran diffonde messaggio scritto di Larijani, per Israele è morto

L'Iran ha diffuso oggi un messaggio scritto del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, che è dato per morto da Israele. Nella comunicazione, Larijani rende omaggio ai militari della Marina morti, definendoli simbolo del sacrificio nazionale nel contesto del conflitto. Larijani - secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Fars - ha affermato che la morte dei "valorosi della Marina" rappresenta parte delle "sacrifici del popolo iraniano" nella fase attuale. "Il loro ricordo resterà sempre nel cuore della nazione e questi sacrifici rafforzeranno le fondamenta delle forze armate per gli anni a venire", ha dichiarato. Le agenzie iraniane avevano annunciato la diffusione del messaggio, che però si tratta di un messaggio scritto, quindi non utile a chiarificare la sorte dell'alto funzionario iraniano. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato la morte di Larijani.

 
10:46 17 Marzo

Media, almeno 200 militari Usa feriti nella guerra contro l'Iran: quasi tutti lieve entità

"Dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, circa 200 militari statunitensi sono rimasti feriti", ha dichiarato al Guardian via e-mail il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. "La stragrande maggioranza di queste ferite è di lieve entità", ha aggiunto Hawkins, precisando che 180 soldati sono già tornati in servizio. Non ha fornito ulteriori dettagli sul tipo di ferite riportate dai militari o sulle loro cause. In precedenza, Abc News aveva riportato che tra le ferite si annoveravano ustioni, ferite da schegge e lesioni cerebrali traumatiche (Tbi), citando un funzionario statunitense anonimo. Dei 200 feriti, almeno 10 militari sono stati "gravemente feriti", aveva precedentemente dichiarato Hawkins alla stessa emittente.

 
10:13 17 Marzo

Iran, atteso a breve messaggio di Ali Larijani

Un messaggio del segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, sarà diffuso a breve. E' quanto si apprende dai canali Telegram.

 
09:51 17 Marzo

Idf. "Ucciso comandante Basij Soleimani"

"Le forze Basij fanno parte dell'apparato armato del regime terroristico iraniano", si legge in una nota.  "Durante le proteste interne in Iran, in particolare negli ultimi tempi con l'intensificarsi delle manifestazioni, le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all'uso della forza contro i manifestanti civili", si spiega. 

 
09:41 17 Marzo

Fonti Israele: raid notturni per eliminare Larijani e Soleimani

Nei raid aerei compiuti questa notte in Iran, Israele avrebbe preso di mira il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, e il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani. Lo hanno riferito alcune fonti israeliani, citate dal Times of Israel.  Al momento non è chiaro se Larijani e Soleimani siano rimasti feriti o addirittura uccisi, secondo le fonti.Nel frattempo, un altro recente raid aereo israeliano in Iran avrebbe preso di mira il leader della Jihad islamica palestinese Akram al-Ajouri e altri alti funzionari del gruppo.Il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il Tenente Generale Eyal Zamir, sembra confermare i dettagli. Durante una valutazione di questa mattina, Zamir ha affermato che "durante la notte sono stati registrati anche significativi successi in termini di eliminazioni, con il potenziale di influenzare i risultati della campagna e le missioni delle Idf", ha detto in un apparente riferimento all'attacco contro Larijani."Questo si aggiunge alle eliminazioni effettuate nei giorni scorsi in Iran contro elementi esterni, anch'essi legati alla questione palestinese", ha affermato Zamir, riferendosi ai funzionari della Jihad islamica.Secondo Zamir, gli "alti funzionari coinvolti in attività terroristiche provenienti da Gaza e dalla Giudea e Samaria (Cisgiordania)" si nascondevano in una casa sicura a Teheran quando sono stati colpiti.

 
09:31 17 Marzo

Capo Idf, la scorsa notte importanti successi in Iran

"La scorsa notte sono stati registrati importanti successi nella lotta al terrorismo, che potrebbero influenzare i risultati della campagna militare e le missioni dell'Idf", ha dichiarato questa mattina il capo distato maggiore Eyal Zamir dopo gli attacchi durante la notte a Teheran. "L'Idf continua a operare con vigore contro una seriedi obiettivi in Iran. Oltre al continuo danneggiamento e all'erosione delle capacità militari e di produzione industriale, stiamo operando contro elementi delle Guardie Rivoluzionarie e contro gli elementi repressivi del regime", ha aggiunto. Zamir ha annunciato anche l'eliminazione di alti funzionari palestinesi che si trovavano in case sicure a Teheran.

 
09:17 17 Marzo

Crisi Hormuz, Sudcorea: "Nessuna richiesta ufficiale da Usa per invio navi"

La Corea del Sud ha affermato oggi di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale dagli Stati uniti per l'invio di navi militari in Medio Oriente, nonostante le pressioni di Washington per proteggere lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Ahn Gyu-back durante una sessione parlamentare, precisando che i messaggi pubblici del presidente Donald Trump non costituiscono una richiesta formale. "Il ministero della Difesa non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale", ha affermato, aggiungendo che eventuali decisioni in merito dovranno essere prese "tenendo conto dell'interesse nazionale, della sicurezza pubblica, della Costituzione e delle leggi", e richiederanno il consenso del Parlamento.

 
09:15 17 Marzo

Idf: "Raid contro Larijani, non chiaro se ucciso o ferito"

Raid israeliano nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Lo hanno  riferito le Forze di difesa israeliane, secondo cui al momento non è  chiaro se Larijani sia rimasto ucciso o ferito.

 
09:05 17 Marzo

Israele: 8 feriti gravi e 86 ricoverati per attacchi da Iran e Libano

Otto persone sono attualmente ricoverate in gravi condizioni negli ospedali in Israele in seguito agli attacchi dall'Iran e dal Libano. Lo ha dichiarato il ministero della Salute israeliano. In totale, 86 persone sono ricoverate in ospedale con ferite di varia gravità, ha precisato il ministero. Dall'inizio della guerra, 3.530 persone sono state evacuate e ricoverate in ospedale. Nelle ultime 24 ore, 70 feriti sono stati ricoverati in ospedale, di cui quattro in condizioni non gravi.

 
08:56 17 Marzo

Raid Idf, colpiti siti militari a Teheran, Shiraz e Tabriz

Una serie di raid aerei israeliani lanciati ieri ha colpito tre aree dell'Iran, prendendo di mira siti e infrastrutture militari iraniane, secondo quanto affermato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Decine di caccia dell'Aeronautica militare israeliana hanno sganciato decine di bombe durante gli attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz. A Teheran, le Idf affermano di aver bombardato diverse sedi delle forze di sicurezza, tra cui quelle del ministero dell'Intelligence iraniano e della milizia paramilitare Basij, nonché siti utilizzati per lo stoccaggio e il lancio di droni, missili balistici e sistemi di difesa aerea. A Shiraz, l'Aeronautica Militare Israeliana ha colpito una sede delle forze di sicurezza interne iraniane, nonché un deposito di missili balistici, secondo quanto dichiarato dalle Idf. A Tabriz, i caccia israeliani hanno distrutto ulteriori sistemi di difesa aerea "per ampliare la superiorità aerea". Le Idf riferiscono che gli attacchi fanno parte di una "fase di intensificazione dei colpi ai sistemi e alle capacità fondamentali del regime terroristico iraniano".

 
08:49 17 Marzo

Crisi Hormuz, Iraq chiede a Iran via libera passaggio petroliere

L'Iraq ha avviato contatti con l'Iran per ottenere il via libera al passaggio delle petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, nel pieno della crisi regionale che sta ostacolando il traffico energetico."Sono in corso contatti con l'Iran per ottenere l'autorizzazione al transito di alcune petroliere con greggio iracheno", ha dichiarato il ministro del Petrolio Hayan Abdul-Ghani, secondo quanto riferito dall'agenzia statale Ina.

 
08:37 17 Marzo

Forti esplosioni sono state udite a Teheran. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp

Se l'obiettivo era un cambio di regime, non sta funzionando. Nonostante oltre due settimane di raid aerei, il regime iraniano appare destinato a rimanere al potere nel breve periodo, anzi sembra consolidarsi adottando un orientamento più rigido. E' quanto emerge da valutazioni dell'intelligence statunitense di cui dà notizia oggi il Washington Post. Secondo le stime, gli attacchi condotti da Stati uniti e Israele hanno ridotto significativamente le capacità missilistiche e navali di Teheran e colpito la leadership militare e politica, ma non hanno prodotto segnali concreti di un possibile cambio di regime. Al contrario, il conflitto potrebbe rafforzare il ruolo dei Guardiani della rivoluzione, che terrebbero sempre più saldamente in mano le redini del paese. Fonti occidentali indicano che, anche dopo la guerra, è probabile uno scenario in cui il sistema di potere iraniano resti in piedi, mantenendo parte delle capacità militari e il sostegno dei propri alleati regionali. Nel frattempo, i costi del conflitto sono in crescita: almeno 12 miliardi di dollari e 13 soldati statunitensi uccisi, secondo le stime.

 
08:34 17 Marzo

Forti esplosioni a Teheran

Forti esplosioni sono state udite a Teheran. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp.

 
08:26 17 Marzo

Seul, 26 navi e 183 membri equipaggio bloccati in stretto Hormuz

La Corea del Sud ha riferito che 26 delle sue navi e 183 membri dell'equipaggio restano bloccati nelle acque intorno allo Stretto di Hormuz. Il portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano, Park Il, ha dichiarato che i funzionari sono in stretto contatto con le autorità portuali dei paesi vicini per facilitare la fornitura di cibo e altri rifornimenti. Park ha aggiunto che, qualora la situazione dovesse peggiorare, verranno adottate ulteriori misure non specificate. La Corea del Sud si è mostrata cauta nel discutere il proprio sostegno agli sforzi statunitensi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che il presidente Donald Trump ha esortato diversi governi, tra cui Seul, a schierare risorse navali. "Il governo manterrà una stretta comunicazione con la controparte statunitense e condurrà un'attenta e scrupolosa valutazione della questione, tenendo conto di vari fattori e dell'evoluzione della situazione regionale", ha affermato Park.

 
08:16 17 Marzo

Media, Paesi asiatici impongono misure d'austerità per risparmiare carburanti. Bbc, 'Il 90% di petrolio e gas che passa per Hormuz va in Asia'

Diversi Paesi asiatici stanno introducendo una serie di misure di austerità nel tentativo di risparmiare carburante, mentre si confrontano con possibili carenze a seguito della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo scrive la Bbc, ricordando che quasi il 90% di tutto il petrolio e il gas che ha transitato attraverso lo Stretto di Hormuz lo scorso anno era destinato all'Asia, la più grande regione importatrice di petrolio al mondo.   Lo Sri Lanka ha dichiarato il mercoledì giorno festivo per risparmiare carburante e gli automobilisti sono ora tenuti a registrarsi per ottenere un Pass Carburante Nazionale che raziona la quantità che si può acquistare. In Myanmar, i veicoli privati possono circolare solo a giorni alterni a seconda del numero di targa. Il Bangladesh ha anticipato le vacanze del Ramadan nelle università e ha introdotto blackout programmati in tutto il Paese per risparmiare energia. Nelle Filippine, alcuni uffici governativi hanno imposto al personale di lavorare da casa almeno un giorno alla settimana.

 
08:14 17 Marzo

L'oro ritorna sopra i 5mila dollari l'oncia

L'oro, bene rifugio per eccellenza, ritorna sopra i 5mila dollari l'oncia, con l'attenzione degli investitori che rimane concentrata sui prezzi del petrolio e su una serie di riunioni delle banche centrali in programma questa settimana. I future sull'oro salgono dello 0,3% a 5.018 dollari, mentre l'oro spot si porta a 5.013 dollari (+0,3%).

 
07:59 17 Marzo

Libano, raid Idf su tre quartieri di Beirut

Le Forze di difesa israeliane (Idf)  hanno condotto raid aerei su tre quartieri a sud di Beirut nelle prime ore di oggi. Lo riporta l'emittente al-Jazeera. Tra i quartieri  colpiti c'è quello di Dahiyeh, per il quale era stato emesso un ordine di evacuazione per minaccia urgente e che ospita parte del milione di  sfollati.  Circa un'ora prima era stato bombardato il quartiere di Aaramoun per  il quale non era stato emesso un ordine di evacuazione, per cui  probabilmente si è trattato di un tentativo di omicidio mirato. Qui è  stato distrutto un piano di un edificio residenziale.

 
07:58 17 Marzo

Australia non invierà nave da guerra a Hormuz

L'Australia non invierà una nave della Marina nello stretto di Hormuz. Lo afferma la ministra australiana dei Trasporti, Catherine King, secondo quanto riportato dall'emittente australiana Abc. "Siamo stati molto chiari sul nostro contributo alle richieste e finora si è trattato, ovviamente, di fornire agli Emirati Arabi Uniti aerei per assistere nella difesa, soprattutto considerando il numero di australiani che si trovano in quella zona", ha affermato King. "Non invieremo una nave nello stretto di Hormuz. Sappiamo quanto sia incredibilmente importante, ma non è qualcosa che ci è stato chiesto né a cui stiamo contribuendo", ha aggiunto. Nei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva chiesto ai Paesi di inviare navi nella zona per contribuire a proteggere l'importante rotta marittima, dalla quale passa circa il 20% del carburante mondiale.

 
07:57 17 Marzo

Teheran: "Attaccate basi Usa in Bahrein ed Emirati"

Le autorita' iraniane hanno annunciato di avere attaccato la base aerea americana di Isa, in Bahrein, e la base aerea di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. "I paesi del Golfo Persico farebbero meglio a espellere gli americani dai loro territori per evitare danni", si legge in una nota ufficiale diramata dalla televisione di Stato.

 
07:54 17 Marzo

Ejei: "Sequestro beni e pena morte per collaborazionisti"

Le autorita' iraniane hanno emesso un ordine di sequestro e la confisca dei beni di alcune persone sospettate di avere collaborato con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni Ejei, a quanto riporta l'agenzia Fars   "Un'altra pena prevista in questa sezione e' la pena di morte", ha avvertito Ejei, "avvertiamo tutti coloro che cercano di minacciare la sicurezza della popolazione che, se tenteranno di farlo, dovranno affrontare conseguenze legali gravi e non ci sara' alcuna clemenza nei loro confronti".

 
07:53 17 Marzo

Petrolio, prezzi in rialzo: Brent sopra i 102 dollari, Wti sfiora i 96

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici mentre persiste l'incertezza riguardo alla durata della guerra in Iran e alla creazione di una coalizione guidata dagli Stati Uniti per proteggere il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il greggio Brent guadagna il 2,5% portandosi sopra i 102 dollari al barile, il Wti statunitense sfiora i 96 dollari (+2,5%).

 
07:44 17 Marzo

Wall Street Journal, l'Iran lascia passare alcune navi da Hormuz: sono senza legami con gli Stati Uniti o Israele,

L'Iran sembra consentire il transito di alcune navi attraverso lo Stretto di Hormuz, liberando un flusso minimo di petrolio e di gas che ha contribuito a contenere i prezzi globali dell'energia. Lo rivela il Wall Street Journal, citando il sito di monitoraggio navale MarineTraffic, secondo il quale la Karachi, una petroliera battente bandiera pakistana, ha attraversato lo stretto domenica trasmettendo la propria posizione, diventando la prima nave non iraniana a farlo. La nave, una petroliera di medie dimensioni che trasportava greggio di Abu Dhabi, e' partita da Das Island, un importante snodo per la lavorazione e l'esportazione di petrolio e gas offshore nel Golfo Persico, a 100 miglia a nord-ovest della terraferma degli Emirati Arabi Uniti. Il passaggio della Karachi potrebbe indicare che l'Iran sta consentendo il transito di alcuni carichi di petrolio non iraniani nell'ambito di viaggi sicuri negoziati, affermano gli analisti marittimi. "Il transito nelle acque territoriali iraniane, anziche' in acque internazionali, fa pensare che possa aver ricevuto l'autorizzazione al transito dal regime iraniano. Si tratta di uno schema da tenere d'occhio in futuro", ha affermato Jemima Shelley, analista senior di United Against Nuclear Iran. Finora, la maggior parte delle navi che hanno transitato appartenevano principalmente alla flotta oscura iraniana, ha affermato Shelley. Tuttavia, sembra che il regime stia iniziando a consentire il passaggio anche ad altre petroliere, ma non e' ancora chiaro quali navi potrebbero ricevere l'autorizzazione al transito, ha aggiunto. Maggiore e' la quantita' di petrolio che esce dal Golfo Persico e viene esportata in India e Cina, minore sara' la concorrenza per i barili provenienti dagli Stati Uniti e da altri produttori, il che dovrebbe contribuire a ridurre i prezzi per tutti.

Secondo i dirigenti delle compagnie di navigazione europee, il transito negoziato di navi senza legami con gli Stati Uniti o Israele, e dirette verso paesi che non si sono schierati nella guerra, potrebbe essere una soluzione per garantire che una parte dei combustibili fossili mediorientali continui ad arrivare sui mercati mondiali. Il traffico attraverso lo stretto di Hormuz e' ancora ben al di sotto dei livelli prebellici.     In media, la scorsa settimana cinque navi hanno attraversato lo stretto ogni giorno rispetto alle 125 precedenti la guerra, stima Stephen Gordon responsabile della ricerca presso la societa' di intermediazione navale Clarksons. Tre petroliere hanno effettuato la traversata durante il fine settimana, contro le 40 che normalmente transitano in due giorni, ha aggiunto. Secondo Gordon, circa 1.100 navi, tra cui 250 petroliere, sono bloccate nel Golfo. A frenare la maggior parte delle navi e' la percezione di un pericolo mortale. Secondo S&P Global Market Intelligence, questo mese si sono verificati oltre venti attacchi contro navi mercantili nel Golfo Persico, la maggior parte dei quali ha preso di mira petroliere piuttosto che navi portarinfuse e portacontainer. "La percezione del rischio per le navi e' molto alta in questo momento", ha affermato Jack Kennedy, responsabile del rischio paese per il Medio Oriente presso S&P Global Market Intelligence. Anche con il potenziale supporto di scorta degli Stati Uniti e dei loro alleati, e' improbabile che la protezione sia sufficiente a scortare tutte le centinaia di navi commerciali in attesa di attraversare lo stretto, ha aggiunto. "E, ripeto, basta una mina marina, un drone, per spaventare tutti quegli operatori".      Smaltire quell'arretrato richiederebbe settimane anche dopo che il corso d'acqua sara' di nuovo navigabile in sicurezza, ha affermato Saleem Khan, responsabile dei dati e delle analisi presso la societa' di intelligence marittima Pole Star Global. Sebbene lo stretto sia largo 21 miglia nel suo punto piu' ristretto, ci sono solo due tratti di 1,86 miglia ciascuno in cui l'acqua e' abbastanza profonda da consentire il passaggio di grandi petroliere, data la loro bassa profondita'. "Questo crea un'autostrada a due corsie per le grandi navi, una in entrata e una in uscita. Il collo di bottiglia qui potrebbe durare almeno alcune settimane", ha affermato. E' ancora troppo presto per dire se verra' istituito un sistema piu' formale che permetta alle navi di richiedere chiarimenti sulla possibilita' di attraversare lo Stretto di Hormuz, hanno affermato gli analisti marittimi. Tuttavia, il modo in cui gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno gestito il passaggio nel Mar Rosso lo scorso anno potrebbe costituire un precedente, hanno aggiunto gli analisti. Alla fine del 2023, gli Houthi hanno iniziato a prendere di mira le navi nel Mar Rosso e hanno istituito un sistema di richiesta che consentiva il passaggio selettivo delle imbarcazioni. Le navi inviavano un'e-mail alle forze Houthi richiedendo l'autorizzazione diversi giorni prima della traversata, secondo quanto riferito da un membro dell'equipaggio e da analisti marittimi.

 
07:41 17 Marzo

Consigliere diplomatico Emirati: "Strategia Teheran disperata"

Gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo sarebbero parte di una strategia dettata dalla "disperazione" e mirata a creare caos regionale per forzare la fine del conflitto. Lo ha affermato Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati arabi uniti, in un'intervista pubblicata oggi da Repubblica."Quella messa in atto dagli iraniani è una strategia dettata dalla disperazione. Sanno di non poter affrontare Stati uniti e Israele e cercano di provocare un caos regionale", ha dichiarato, aggiungendo che l'obiettivo sarebbe "generare disordine affinché diventi pressione per chiudere la guerra".Gargash ha sostenuto che la strategia "non può funzionare", accusando Teheran di aver sottovalutato le capacità difensive degli Emirati. "Abbiamo intercettato oltre il 90% dei loro missili e droni", ha affermato.

Secondo il consigliere, la maggior parte degli attacchi avrebbe colpito infrastrutture civili. "Sostengono di aver preso di mira solo obiettivi militari, ma questo è vero solo nel 10% dei casi", ha detto. Ha inoltre accusato l'Iran di aver colpito anche Paesi amici come l'Oman, definendo questo comportamento indice di isolamento: "Minacciando aggressivamente i vicini, l'Iran danneggia se stesso", ha aggiunto. Sul blocco dello stretto di Hormuz, Gargash ha affermato che si tratta di una situazione temporanea. "La capacità dell'Iran di mantenerlo chiuso sta già diminuendo", ha dichiarato, sottolineando che l'interruzione del traffico energetico sta contribuendo a un ulteriore isolamento di Teheran.

 
07:40 17 Marzo

Una persona è morta ad Abu Dhabi,  negli Emirati Arabi Uniti, dopo essere stata colpita dai detriti di un missile lanciato dall'Iran e intercettato dalla difesa aerea  emiratina. Lo riferiscono le autorità degli Emirati su 'X'. ''La  caduta di detriti nella regione di Bani Yas, dopo l'intercettazione di un missile balistico da parte delle difese aeree, ha causato la morte  di un cittadino pakistano", si legge in un comunicato su X.

 
07:38 17 Marzo

Media, i Pasdaran: "Fermati 10 stranieri accusati spionaggio"

I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato il fermo nel nord-ovest dell'Iran di dieci stranieri sospettati di spionaggio. Lo riporta l'agenzia Tasnim.

 
07:37 17 Marzo

Media, missili caduti a pochi metri da ufficio Netanyahu

Missili iraniani sono caduti a pochi metri dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme. A sostenerlo è l'agenzia Tass che cita la tv iraniana Snn.

 
07:36 17 Marzo

Baghdad, il drone viene intercettato nel cielo vicino all'ambasciata Usa

Crisi Hormuz, Trump: "Cina, Sudcorea, Giappone vengano in aiuto"

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha rinnovato l'appello a Giappone, Cina, Corea del sud e altri Paesi affinché contribuiscano a riaprire lo stretto di Hormuz, dopo la sua chiusura di fatto da parte dell'Iran. Intervenendo alla Casa bianca, Trump ha sottolineato che la sicurezza della rotta energetica non può ricadere solo su Washington. "Incoraggiamo fortemente le altre nazioni, le cui economie dipendono da questo stretto molto più della nostra", ha detto. "Gli Stati uniti ricevono meno dell'1% del loro petrolio da Hormuz, mentre altri Paesi molto di più. Il Giappone il 95%, la Cina il 90%, la Corea del sud il 35%", ha aggiunto. "Vogliamo che vengano ad aiutarci".

Trump ha ricordato il ruolo degli Stati uniti nella difesa degli alleati, sottolineando la presenza di migliaia di militari americani all'estero. "Abbiamo 45.000 soldati in Giappone, 45.000 in Corea del sud, 50.000 in Germania. Difendiamo tutti questi Paesi", ha affermato. Il presidente ha inoltre osservato che il livello di partecipazione degli alleati è un elemento che "conta", lasciando intendere una pressione politica per un maggiore coinvolgimento."Non abbiamo bisogno di nessuno, siamo la nazione più forte al mondo, ma voglio vedere come reagiscono", ha detto. La richiesta statunitense arriva mentre cresce la preoccupazione per l'impatto della crisi sul traffico energetico globale: circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio transita attraverso lo stretto di Hormuz.

 
07:26 17 Marzo

Macron convoca nuova riunione Consiglio difesa

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato questo pomeriggio una nuova riunione, dopo quella che si è tenuta il 10 marzo, del Consiglio di difesa e sicurezza nazionale "sulla situazione in Iran e in Medio Oriente". Lo annuncia l'Eliseo, come riporta Le Parisien. La nuova riunione del Consiglio di Difesa, che riunisce ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza, si svolge mentre Donald Trump esercita pressioni sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

 
07:25 17 Marzo

Giappone: "Nessuna richiesta formale da Usa di invio truppe"

Il Giappone non ha ricevuto alcuna richiesta formale per dispiegare le Forze di autodifesa in Medio Oriente per operazioni di sicurezza marittima. Lo ha dichiarato oggi il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi. "Al momento non è arrivata alcuna richiesta ufficiale per il dispiegamento delle Forze di autodifesa. Nulla è stato deciso", ha affermato Koizumi davanti alla commissione bilancio della Camera alta. La premier Sanae Takaichi ha spiegato che il governo sta esaminando le opzioni legali senza aver preso decisioni sull'invio di truppe. "Stiamo valutando attivamente cosa si possa fare nel quadro delle leggi attuali", ha detto, sottolineando che sarebbe necessario un coordinamento parlamentare e che sarebbe normativamente "difficile" soddisfare un'eventuale richiesta. Takaichi ha aggiunto che Tokyo è impegnata in contatti con Washington e Teheran per favorire una de-escalation. Anche il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha invocato un rapido allentamento delle tensioni, esprimendo "gravi preoccupazioni" per gli attacchi nella regione e per la chiusura dello stretto di Hormuz. La richiesta di un coinvolgimento internazionale nella sicurezza dello stretto è arrivata dopo l'appello del presidente degli Stati uniti Donald Trump a diversi Paesi, tra cui Giappone, Francia e Corea del sud, a inviare navi nella regione.

 
07:25 17 Marzo

Mojtaba Khamenei si sarebbe salvato per una passeggiata il 28 febbraio scorso

Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuto all'attacco aereo del 28 febbraio contro l'Iran grazie a una passeggiata in giardino. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph citando una registrazione audio attribuita a un rapporto interno. Secondo quanto riferito, il figlio della guida suprema si trovava all'esterno dell'edificio, nel giardino della residenza, al momento del raid condotto da Stati uniti e Israele. Il Telegraph sostiene che Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto lievemente ferito a una gamba, mentre nell'attacco sarebbero morti la moglie, il figlio e il cognato. Le informazioni si basano su una registrazione attribuita a Mazaher Hosseini, capo del protocollo dell'ufficio della guida suprema, preparata per i Guardiani della rivoluzione. L'attacco del 28 febbraio ha segnato l'inizio dell'escalation militare tra Stati uniti, Israele e Iran.

 
07:16 17 Marzo

Colum McCann: "Nessun conflitto porterà pace ai popoli oppressi"

"Se la storia ci insegna qualcosa, è questa: non cambieremo l'Iran bombardando le persone. È una grande stupidità. È davvero intollerabile pensare che abbiamo fatto una cosa del genere. Ricorda l'Iraq? Fu venduta come una guerra per la libertà, doveva esportare la democrazia, doveva essere rapida e facile". Lo dice in una intervista a Repubblica lo scrittore Colum McCann."Questa è la guerra di Benjamin Netanyahu ed è dovuta esclusivamente al suo desiderio di restare ancora al potere", afferma.Negli Usa, "ogni cento miglia" ci sono "le stazioni di servizio con i prezzi della benzina scritti in rosso e in verde". Prezzi che sono " l'indicatore dell'umore del Paese", e che oscillano dai "più di 5 dollari a gallone in California" ai "circa 4 dollari al gallone a New York". Gli americani "non sono contenti". "C'è chi odia Trump, mentre i suoi stessi sostenitori sono confusi. La sua campagna elettorale prometteva benzina più economica, prezzi più bassi e niente guerra. È successo il contrario e dal presidente arrivano solo nuove, continue, enormi bugie", sottolinea.



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