Israele-Hamas. Gaza. Tel Aviv "Annetteremo la Cisgiordania. L'ONU "Israele si fermi"

di redazione 23/10/2025 ESTERI
img

Oms, evacuati i primi 41 malati da Gaza, ne restano 15 mila

Nella prima evacuazione medica dall'inizio del cessate il fuoco, il capo dell'Oms Tedros Adhanom ha dichiarato di aver evacuato 41 pazienti critici e 145 accompagnatori dalla Striscia di Gaza .
In una dichiarazione pubblicata su X, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato le nazioni a mostrare solidarietà e ad aiutare 15.000 pazienti che sono ancora in attesa dell'autorizzazione a ricevere cure mediche fuori Gaza.  

 

 
11:35 23 Ottobre

Metsola e Al Sisi al Consiglio Europeo a Bruxelles: "Egitto partner cruciale per la stabilità", il tweet della presidente

"Benvenuto al Parlamento europeo al Presidente egiziano Al Sisi. In qualità di partner chiave per la prosperità e la stabilità in Medio Oriente e nella regione in generale, apprezziamo il ruolo guida e costruttivo dell'Egitto negli sforzi di pace a Gaza". Lo ha scritto su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.  

 

Media internazionali nella Striscia: Corte Suprema Israele rinvia udienza

La Corte Suprema israeliana ha rinviato l'udienza su una petizione, presentata da un'organizzazione che rappresenta i media internazionali in Israele e nei territori palestinesi, che chiede l'accesso indipendente ai giornalisti a Gaza. Dall'inizio della guerra di Gaza nell'ottobre 2023, le autorita' israeliane hanno impedito ai cronisti stranieri di entrare nel territorio devastato, accogliendo solo una manciata di giornalisti in visite strettamente controllate insieme alle proprie truppe.


Il Procuratore di Stato ha riconosciuto che "la situazione e' cambiata" e ha chiesto altri 30 giorni per esaminare le circostanze. Non e' stata fissata una data per la prossima udienza. "Aspettiamo da molto tempo questo giorno, "aveva dichiarato la presidente dell'Associazione Stampa Estera nell'area (Fpa), Tania Kraemer, "stiamo dicendo che speriamo di entrare a Gaza, che aprano Gaza dopo questo lungo blocco e che speriamo di poterci entrare per lavorare insieme ai nostri colleghi palestinesi".


"Abbiamo il diritto di informare il pubblico, la gente del mondo, il pubblico israeliano, la popolazione palestinese", ha detto Nicolas Rouget, membro del consiglio di amministrazione dell'Fpa, fuori dall'aula prima dell'udienza, "riteniamo di dover sostenere loro, i nostri colleghi palestinesi a Gaza, che sono stati gli unici in grado di informare il pubblico su questo conflitto negli ultimi due anni". Secondo Reporter Senza Frontiere, le forze armate israeliane hanno ucciso 210 giornalisti palestinesi dall'inizio del conflitto. 

 

 
11:30 23 Ottobre

Wsj, piano Usa per dividere Gaza tra il controllo d'Israele e quello di Hamas

Gli Stati Uniti e Israele stanno valutando un piano che dividerebbe Gaza in enclave separate controllate rispettivamente da Israele e Hamas, con la ricostruzione che verrebbe avviata solo nella parte sotto il controllo israeliano fino al disarmo del gruppo militante. Lo ha riportato il Wall Street Journal.
 

Il vicepresidente J.D. Vance e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, avevano ipotizzato una strategia nella conferenza stampa martedì in Israele ricorda il quotidiano.
 

Vance aveva affermato che ci sono due regioni a Gaza, una relativamente sicura e l'altra pericolosa, e che l'obiettivo è espandere geograficamente l'area sicura. Fino ad allora, aveva aggiunto Kushner, nessun fondo per la ricostruzione andrà alle aree che rimangono sotto il controllo di Hamas.
L'ipotesi sarebbe osteggiata dai mediatori arabi. 

I governi arabi si oppongono fermamente all'idea di dividere Gaza. Il cessate il fuoco mediato da Trump ha tracciato una linea gialla che delimita l'area di controllo militare israeliana, uno cuscinetto che abbraccia i confini dell'enclave e circonda l'area di controllo palestinese.
In sostanza, spiega il Wsj, l'idea di una Gaza divisa affronterebbe le difficoltà ancora irrisolte di disarmare Hamas e di istituire un governo alternativo che possa supervisionare l'enclave e creare un ambiente sicuro per i trilioni di dollari di investimenti necessari per la ricostruzione. Secondo funzionari della Casa Bianca citati dal Journal è Kushner la forza trainante del piano di ricostruzione divisa, avendolo ideato con l'inviato speciale Steve Witkoff.  

 

 
11:22 23 Ottobre

Media: no dei Sauditi a finanziare la ricostruzione di Gaza

L'Arabia Saudita ha respinto la richiesta del genero di Donald Trump, Jared Kushner, di partecipare fin da ora alla ricostruzione di Gaza. Lo scrive Israel Hayom citando fonti diplomatiche saudite.
Hamas, hanno ricordato le fonti, Hamas non ha rinunciato alle armi e al controllo della Striscia. E senza accelerare il coinvolgimento dell'Autorita' Palestinese, come previsto dal piano del Presidente americano, non si stanno facendo progressi. 

 

 
08:47 23 Ottobre

Fonti d'Israele, "l'Unrwa non metterà più piede a Gaza"

Un funzionario israeliano ha avvertito che l'Unrwa "non metterà più piede a Gaza" nonostante la sentenza di ieri della Corte internazionale di giustizia che invita Israele a collaborare con l'agenzia delle Nazioni Unite. 

Il funzionario, che ha parlato in forma anonima all'emittente pubblica Kan, afferma che ogni agenzia delle Nazioni Unite che ha operato nella Striscia ha fallito la sua missione o si è lasciata controllare da Hamas. Secondo la fonte, Israele ha trasmesso questo messaggio anche agli Stati Uniti "nella speranza che gli americani concordino con Israele sulla questione". 

La Corte dell'Aia ha stabilito ieri che Israele è legalmente obbligato a consentire all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei profughi palestinesi di fornire aiuti umanitari a Gaza, affermando che Israele non ha presentato prove sufficienti delle sue accuse secondo cui l'Unrwa è stata infiltrata da Hamas e quindi non più neutrale.

 
08:46 23 Ottobre

Media: l'Idf bombarda il Sud di Gaza nonostante la tregua

I carri armati israeliani hanno bombardato la zona di Sheikh Nasser, a sud di Khan Yunis, questa mattina presto, "con potenti esplosioni udite in tutta la zona", hanno riferito fonti locali, nonostante il cessate il fuoco in vigore tra Israele e Hamas. Finora, non sono state segnalate vittime in questi attacchi.

La zona di Sheikh Nasser si trova vicino alla nuova "linea gialla", il punto oltre il quale le truppe israeliane si sono ritirate all'interno di Gaza come parte di questo accordo e al quale è vietato avvicinarsi alla popolazione di Gaza.

 
08:45 23 Ottobre

Turchia, "l'annessione della Cisgiordania è una provocazione illegale"

La Turchia ha condannato l'approvazione con una votazione preliminare da parte della Knesset di un disegno di legge per applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania. "Il passo compiuto dal Parlamento israeliano verso l'annessione della Cisgiordania occupata, in violazione del diritto internazionale, è nullo e privo di valore", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara.

"Questo passo provocatorio, compiuto in un momento in cui sono in corso gli sforzi per stabilire la pace a Gaza, minaccia il già fragile contesto di sicurezza e stabilità nella regione", aggiunge la nota, ribadendo l'impegno della Turchia per risolvere la questione Israelo-palestinese attraverso la soluzione dei due Stati, in base ai confini del 1967. "Fatti compiuti illeciti di Israele in Cisgiordania non devono essere permessi", afferma il ministero di Ankara.

 
08:44 23 Ottobre

Media: Vance vedrà il capo della Difesa e l'Idf prima di lasciare Israele

Il vicepresidente statunitense J.D. Vance incontrerà a mezzogiorno (le 11 in Italia) il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, il ministro degli Affari strategici Ron Dermer e i vertici dell'Idf, tra cui il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, presso il quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv. Lo ha dichiarato l'ufficio di Katz, scrive il Times of Israel. Si prevede che l'incontro si concentrerà principalmente sulla Striscia di Gaza.

 
08:05 23 Ottobre

Riad condanna le leggi proposte da Israele per applicare la sovranità sulla Cisgiordania

Il ministero degli Esteri saudita ha condannato due proposte per applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania, approvate oggi in lettura preliminare dalla Knesset. In una nota, il ministero ha descritto le leggi come "legittimazioni della sovranità israeliana su un insediamento coloniale illegale" e ha respinto "tutte le violazioni degli insediamenti e dell'espansione perpetrate dalle autorità di occupazione israeliane".

"Il Regno ribadisce il suo sostegno al diritto intrinseco e storico del popolo palestinese a stabilire il proprio Stato indipendente sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, in conformità con le pertinenti risoluzioni internazionali", si legge nella nota.

 
03:23 23 Ottobre

Rubio: "L'annessione della Cisgiordania minaccia il piano Trump"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato mercoledì che la mossa della Knesset israeliana verso l'annessione della Cisgiordania minaccerebbe il piano del presidente Donald Trump per porre fine al conflitto a Gaza.

 
01:46 23 Ottobre

L'ONU: "No all'annessione israeliana della Cisgiordania"

Il portavoce dell'Onu Farhan Haq ha ribadito che le Nazioni Unite "sostengono la soluzione dei due Stati e si oppongono a qualsiasi iniziativa volta a modificare unilateralmente lo status quo". Il commento del portavoce è arrivato in risposta alla domanda di un giornalista che chiedeva cosa pensasse della decisione della Knesset, il parlamento israeliano, che ha approvato in via preliminare un disegno di legge che stabilisce l'annessione della Cisgiordania. 

"Questa - ha aggiunto il portavoce - fa parte del territorio palestinese occupato. Come sapete, spetta a Israele e alla Palestina negoziarne lo status. La Palestina ha un proprio territorio e la sua integrità territoriale deve essere rispettata".

 
22:09 22 Ottobre

L'ONU: "Usa, Italia e Germania sono i massimi fornitori di armi ad Israele"

"Stati Uniti, Germania e Italia sono tra i maggiori fornitori di armi a Israele. Solo pochi Stati occidentali, in particolare Spagna e Slovenia, hanno annullato contratti e imposto embarghi". Lo scrive, in un report alle Nazioni Unite, Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati. 

Tra ottobre 2023 e ottobre 2025, 26 Stati hanno inviato almeno 10 spedizioni di armi e munizioni a Israele, tra cui Cina, Taiwan, India, Italia, Austria, Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Francia. Gli Stati - prosegue Albanese - effettuano anche trasferimenti indiretti fornendo componenti per le armi utilizzate da Israele. Il programma di caccia stealth F-35, fondamentale per l'assalto militare israeliano a Gaza, coinvolge 19 Stati: Australia, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Corea del Sud, Romania, Singapore, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Gli Stati - si legge ancora nel report di Albanese - hanno continuato a concedere licenze di esportazione di armi a Israele e consentire il trasferimento di armi attraverso i loro porti e aeroporti (ad esempio Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Francia, Marocco). 

L'Italia, il terzo più grande Paese esportatore verso Israele nel 2020-2024, ha sostenuto di rispettare gli obblighi legali di cessare queste esportazioni, pur continuando gli accordi esistenti e adottando un approccio non interventista. Molti Paesi hanno aumentato i loro scambi commerciali con Israele durante il genocidio, tra cui Germania (+836 milioni di dollari), Polonia (+237 milioni di dollari), Grecia (+186 milioni di dollari), Italia (+117 milioni di dollari), Danimarca (+99 milioni di dollari), Francia (+75 milioni di dollari) e Serbia (+56 milioni di dollari), nonche' Paesi arabi, tra cui Emirati Arabi Uniti (+237 milioni di dollari), Egitto (+199 milioni di dollari), Giordania (+41 milioni di dollari) e Marocco (+6 milioni di dollari). Cio' ha contrastato il declino commerciale che Israele ha dovuto affrontare (-6%). "Il genocidio a Gaza - conclude Francesca Albanese - non è stato commesso isolatamente, ma come parte di un sistema di complicita' globale. Invece di garantire che Israele rispetti i diritti umani fondamentali e l'autodeterminazione del popolo palestinese, potenti Stati terzi - perpetuando pratiche coloniali che avrebbero dovuto essere da tempo relegate alla storia - hanno permesso che le pratiche violente diventassero una realtà quotidiana"

 
 
16:15 22 Ottobre

La Corte dell'Aja: "Israele deve garantire aiuti ai civili di Gaza, no alla fame come arma di guerra"

Israele non ha dimostrato che parte del personale dell'Unrwa sia membro di Hamas. Lo ha stabilito la Corte internazionale di Giustizia aggiungendo che Lo Stato ebraico deve "facilitare i programmi di aiuto a Gaza, anche quelli dell'agenzia dell'Onu". 

"La Corte ritiene che Israele non abbia dimostrato le sue accuse secondo cui una parte significativa dei dipendenti dell'Unrwa sarebbero 'membri di Hamas... o di altre fazioni terroristiche'", afferma il presidente della Corte internazionale di giustizia Yuji Iwasawa. "In quanto potenza occupante, Israele è obbligato a garantire i bisogni primari della popolazione locale, compresi i beni essenziali per la loro sopravvivenza", dice Iwasawa. La Corte internazionale di giustizia ha inoltre dichiarato che Israele è tenuto a non ricorrere alla fame come mezzo di guerra a Gaza: "La Corte ricorda l'obbligo di Israele di non ricorrere alla fame della popolazione civile come metodo di guerra".

 

 

 
12:49 22 Ottobre

La Knesset dice no a una Commissione d'inchiesta sul 7 ottobre

La Commissione di controllo dello Stato della Knesset ha bocciato la proposta di istituire una commissione d'inchiesta sull'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La proposta era stata avanzata dall'opposizione israeliana. I membri del comitato del Likud e dei partiti ultraortodossi Shas e United Torah Judaism hanno votato contro la mozione. 

La proposta avrebbe consentito a una commissione di indagare sugli eventi che hanno portato all'attacco guidato da Hamas in cui sono state uccise circa 1.200 persone e rapite 251. L'opposizione ha condannato l'esito del voto, definendolo un "fallimento morale": secondo il parlamentare democratico Efrat Rayten Marom la responsabilità del disastro "ricade interamente su Netanyahu". Il deputato ha definito "una vergogna" l'assenza di qualsiasi rappresentante dell'ufficio del primo ministro durante la seduta.   La decisione ha indignato anche le famiglie colpite dal lutto. Reut Edri, il cui figlio Ido e' stato assassinato al festival Nova, ha affermato che "non puo' esserci rinascita del Paese senza responsabilita' e una vera indagine". Il governo sta valutando la possibilita' di istituire e nominare una propria commissione per indagare sull'attacco del 7 ottobre, anziche' sostenere una commissione d'inchiesta statale imparziale, , riportano i media israeliani. Secondo i sondaggi la maggioranza dell'opinione pubblica israeliana ritiene che dovrebbe essere istituita una commissione d'inchiesta statale. 

 
07:53 22 Ottobre

Tedros (Oms): la crisi sanitaria a Gaza durerà per generazioni

La Striscia Gaza sta vivendo una "catastrofe" sanitaria che durerà per "generazioni a venire". Questo il monito lanciato  dal Direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, che in un'intervista alla Bbc ha sottolineato l'urgenza di aumentare gli aiuti umanitari. 

Sebbene Israele abbia consentito l'ingresso di maggiori forniture mediche e altri aiuti da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco con Hamas, lo scorso 10 ottobre, per Tedros si tratta infatti di quantità ancora insufficienti per ricostruire il sistema sanitario. Interpellato sulla situazione sul terreno, il direttore dell'Oms ha spiegato che gli abitanti di Gaza hanno vissuto carestia, un sistema sanitario al collasso e focolai di malattie alimentati dalla distruzione delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie: "Inoltre, c'è un accesso limitato agli aiuti umanitari. Questa è una combinazione davvero fatale, che rende la situazione catastrofica e indescrivibile". 

Alla domanda sulle prospettive sanitarie a lungo termine, ha risposto: "Se si prende la carestia e la si combina con un problema di salute mentale che vediamo dilagante, allora la situazione è una crisi per le generazioni a venire".

 
23:29 21 Ottobre

Hamas: "Israele viola gli accordi non riaprendo valico Rafah"

Una delegazione di Hamas afferma che il gruppo resta fedele all'accordo di cessate il fuoco nonostante quelle che ha definito le "ripetute violazioni" da parte di Israele. 

In un incontro in Qatar con funzionari turchi, Hamas ha affermato che Israele sta ritardando l'attuazione del cessate il fuoco non riaprendo il valico di Rafah "per il passaggio di malati e feriti e impedendo l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza". Mujahid Muhammad Darwish, capo della delegazione di Hamas, ha sottolineato "i diritti inalienabili del nostro popolo all'autodeterminazione e il suo diritto a uno Stato indipendente con Gerusalemme come capitale".

 

Hamas: 97 civili uccisi e 80 violazioni della tregua da Israele

Dall'inizio della tregua a Gaza, almeno 97 abitanti di Gaza sono stati uccisi dal fuoco israeliano e altri 230 sono rimasti feriti. Lo ha affermato il governo di Hamas, denunciando 80 violazioni della tregua da parte di Israele.

"Affermiamo che l'occupazione israeliana ha commesso una serie di gravi e ripetute violazioni dall'annuncio della fine della guerra nella Striscia di Gaza, per un totale di 80 violazioni documentate fino a domenica", ha dichiarato l'ufficio stampa del governo. Queste violazioni includono, tra le altre, sparatorie dirette contro i civili, bombardamenti e attacchi deliberati e la detenzione di diversi civili. "Ciò costituisce una flagrante e chiara violazione della decisione di cessate il fuoco e delle norme del diritto internazionale umanitario", ha aggiunto la stessa fonte.



Ti potrebbero interessare

Speciali