Agenzia Internazionale dell'Energia "Nel 2023 picco di emissioni inquinanti. Solo il 2% degli investimenti spesi per la ripresa post pandemia"

di redazione 20/07/2021 AMBIENTE
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Le emissioni di anidride carbonica, principale causa del riscaldamento globale, si avviano a raggiungere il massimo storico a livello mondiale nel 2023 poiché solo il 2% dei finanziamenti per la ripresa dell'economia dalla pandemia viene speso nel settore dell'energia pulita: è quanto sostiene l'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) in un'analisi dei piani di rilancio e del loro impatto energetico.
    Su 16mila miliardi di dollari (14mila miliardi di euro) destinati alla ripresa, afferma la Iea, solo circa 380 miliardi di dollari sono stati stanziati per gli investimenti verdi.

La transizione energetica pulita stenta, almeno per il 2021-2022: la crescita delle fonti rinnovabili elettriche sarà forte ma non abbastanza da battere i combustibili fossili.

Lo scrive la Iea (International Energy Agency) nel suo ultimo Electricity Market Report (link in basso).

Il punto è che le rinnovabili copriranno solo una parte, circa metà, della prevista crescita della domanda elettrica globale nei prossimi due anni; si parla di un +5% nel 2021 e +4% nel 2022, dopo la lieve riduzione (-1%) registrata nel 2020 a causa della pandemia da Covid-19, come riassume il grafico seguente, tratto dal rapporto.

A spingere in alto i consumi elettrici saranno in particolare i paesi asiatici, trainati da Cina e India.

Intanto la generazione elettrica delle rinnovabili, afferma la Iea, segnerà un +8% nel 2021 e un +6% nel 2022, considerando tutte le tecnologie (eolico, fotovoltaico, idroelettrico e così via).

Tuttavia, la corsa delle energie verdi non basterà.

Le fonti fossili, infatti, stima la Iea, soddisferanno il 40-45% circa del previsto incremento della domanda elettrica mondiale, con il nucleare a contribuire per un altro 5-10%  circa.

Gli impianti a carbone, si legge nel rapporto, nel complesso produrranno il 5% di elettricità in più nel 2021, in confronto ai dodici mesi precedenti, per poi segnare un +3% il prossimo anno, con la possibilità di raggiungere un record assoluto di generazione.

Per il gas invece si prevede una crescita più contenuta: +1-2% nel biennio in esame.

Di conseguenza, scrivono gli esperti della Iea, le emissioni di CO2 del settore elettrico aumenteranno del 3,5% nel 2021 e del 2,5% nel 2022, raggiungendo i livelli più alti di sempre.

In sostanza, questo andamento del mix elettrico è incompatibile con lo scenario Net-zero 2050 tracciato dalla stessa Iea, che prevede di azzerare le emissioni nette di CO2 su scala globale al 2050 e ciò richiederebbe una riduzione della generazione elettrica a carbone di oltre il 6% ogni anno.



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