LA Sonda Cassini spegne il segnale e si "perde" tra gli anelli di Saturno. Dopo vent'anni terminata la sua missione esplorativa

di redazione 16/09/2017 SCIENZA E TECNOLOGIA
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E' scomparso il segnale della sonda Cassini. Da questo momento è definitivamente interrotta ogni comunicazione con la sonda, ormai in balìa delle nubi e dei venti di Saturno, durante la sua discesa nell'atmosfera.

Nel momento in cui Cassini aveva iniziato la sua discesa nell'atmosfera di Saturno i suoi propulsori sono passati dal 10% al 100% della potenza e la sonda si è disintegrata dopo meno di un minuto bruciando a contatto con l'atmosfera: 83 minuti dopo la Terra ha ricevuto il suo ultimo segnale.

"L'Italia ha messo in Cassini il 10% del costo complessivo dell'investimento", lo ha detto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Roberto Battiston". "Un investimento che nel suo complesso ammonta a 5 miliardi di dollari dell'epoca, al cambio degli anni '90", aggiunge Enrico Flamini, responsabile scientifico dell'Asi, in collegamento insieme a Battiston dal JPl della Nasa a Pasadena, in California. 

L'Italia in prima fila nella straordinaria avventura della sonda Cassini, con un impegno di oltre 20 anni da parte dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che ha promosso la missione insieme all'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e alla Nasa, di 11 istituti di ricerca e il forte coinvolgimento dell'industria. Italia e Stati Uniti hanno infatti sottoscritto un accordo che per tutta la durata della missione ha regolato i rapporti tra Nasa e Asi, stabilendo i rispettivi ruoli e impegni. L'accordo riguardava l'intera missione, lanciata il 15 ottobre 1997 con un 'passeggero' molto speciale: il lander Huygens destinato a scendere sulla superficie della più grande luna di Satuno, Titano, e promosso dall'Esa.

Per sette anni Cassini e Huygens hanno viaggiato insieme, per salutarsi il 14 gennaio 2005, con l'arrivo a Titano. Considerando l'intera missione Cassini-Huygens, l'Italia ha contribuito con le università di Roma Sapienza e Tor Vergata, accanto a quelle di Padova, l'Aquila, Napoli, Pavia, Bari e Lecce. Importante anche il ruolo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Dall'indimenticabile discesa tra i monti e i fiumi della più grande Luna di Saturno, Titano, alla scoperta di un oceano nascosto sotto i ghiacci di un'altra luna, Encelado, che forse potrebbe ospitare la vita: la missione Cassini, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), ha collezionato un record dopo l'altro durante la sua avventura incredibile durata 20 anni. Dopo il lancio, avvenuto il 15 ottobre 1997 da Cape Canaveral, per sette anni Cassini ha attraversato il Sistema Solare portando 'sulle spalle' il suo specialissimo passeggero, il lander Huygens destinato a scendere su Titano. La sua prima tappa, il 30 dicembre 2000, era stato l'incontro ravvicinato con il gigante del Sistema Solare, Giove. 


L'obiettivo era sfruttare la gravità del pianeta per avere la spinta necessaria per raggiungere Saturno. Nella notte fra il 30 giugno e il primo luglio 2004 l'incontro con Saturno e l'ingresso della sonda nell'orbita del pianeta. Da quel momento scoperte affascinanti, accompagnate da foto mozzafiato hanno cominciato ad arrivare a Terra con un ritmo incalzante. Le prime immagini arrivate dall'orbita di Saturno sono state quelle dei suoi anelli, presentate al centro di controllo della missione presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa tra l'emozione generale. "Abbiamo notato strutture strane, mai viste prima", aveva detto quasi commossa la responsabile dell'analisi delle immagini, Carolyn Porco, dell'Istituto di Tecnologia della California (Caltech). 

Oltre ad essere bellissimi, gli anelli di Saturno sono preziosi per la ricerca perché sono considerati un modello in miniatura del disco originario di gas e polvere che circondava il Sole e dal quale 4,5 miliardi di anni fa è nato il Sistema Solare. Il 14 gennaio 2005 è stata la volta della storica discesa su Titano del lander Huygens dell'Esa: per la prima volta da un mondo così lontano arrivavano immagini solo apparentemente familiari, con montagne e fiumi di idrocarburi. Huygens ha inviato più di 350 immagini e numerosissimi dati da quella che era una frontiera sconosciuta del Sistema Solare. 

Dopo l'addio a Huygens, Cassini ha proseguito la sua avventura solitaria attraverso anelli e lune di Saturno, riuscendo a scoprire la presenza di uno degli elementi più preziosi per la vita, l'acqua. Prima sono arrivate le immagini dei geyser di Encelado e poi i dati hanno confermato che sotto i suoi ghiacci questa luna nasconde un oceano di acqua liquida capace di ospitare forme di vita. Proprio per non contaminare queste lune, e per permettere a future missioni di esplorarle, si è deciso di deviare l'orbita di Cassini per farla scendere attraverso l'atmosfera di Saturno. Di sicuro, però, Cassini continuerà a far parlare di sé attraverso l'enorme mole di dati che ha raccolto per 20 anni. 

La missione Cassini è stata un successo e ora che si è conclusa la Nasa è intenzionata a creare un avamposto umano nello spazio. Ad affermarlo Badry Younes del Deep Space Network della Nasa in occasione del Grand Finale della missione Cassini nella sede dell'Asi di Roma.  

 L'addio della sonda Cassini è avvenuto a 20 anni dal suo lancio e a 13 anni dalle sue incredibili corse fra le lune e gli splendidi anelli di Saturno.

Dopo aver percorso 294 orbite in 13 anni intorno al pianeta degli anelli, la sonda si è tuffata alla velocità di circa 113.000 chilometri orari, circa 10 gradi a Nord dell'equatore di Saturno. Non è stato un addio 'silenzioso' perché anche nei primissimi istanti della discesa e fino all'ultimo momento ha continuato a inviare a Terra nuovi dati, da aggiungere a quelli raccolti negli ultimi mesi, tuffandosi tra un anello e l'altro, e che ancora per molto tempo terranno occupati ricercatori di tutto il mondo.



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