Donne saudite per la prima volta al voto

di Redazione 12/12/2015 NON SOLO OCCIDENTE
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Poco più di un migliaio di donne saudite hanno sperimentato in questi giorni l’assoluta novità di partecipare ad una competizione elettorale, a livello amministrativo. Per la prima volta hanno potuto presentarsi e votare nel Paese che non ha neppure un parlamento e che da mezzo secolo è saldamente nelle mani della monarchia e dei discendenti di re Abdullah bin Abdelaziz, morto lo scorso gennaio, monarca assoluto che in punto di morte avrebbe voluto, così narra la leggenda, lasciare come eredità il voto alle donne.

Ad essersi registrate per poter votare sono state più di 130.000 donne, rispetto ai 1,35 milioni di uomini, mentre ad essere presenti nelle liste sono circa 980 cittadine che concorrono con oltre 5000 uomini per aggiudicarsi due terzi dei seggi (un altro terzo verrà nominato direttamente dal governo).

Una novità che a dire il vero la maggioranza dell’opinione pubblica, maschile, non sembra aver gradito molto, secondo un'indagine del Centro studi Esbar, il 72,5 % dei sauditi non appoggia la candidatura femminile alle elezioni, l'11,3 % la sopporta mentre l'8,7 % l'accetta. Per il 69,5% di coloro che la rifiutano la motivazione è che “questa decisione viola la legge islamica”, mentre per il 63,8% va a ledere le tradizioni e le usanze del Paese.

Difficoltà che vanno a sommarsi alle tante che le candidate hanno dovuto affrontare per portare a termine la campagna elettorale. In primo luogo l’impossibilità di spostarsi liberamente con le auto, visto che nel paese la guida è vietata alle donne. Alle candidate non è stato concesso pronunciare discorsi, ma solo dietro paraventi o facendosi rappresentare dagli uomini, mentre i seggi sono stati separati per uomini e donne.

Tant’è, ma per una nazione la cui società è rimasta in molti ambiti su livelli pre-moderni, la giornata del 12 dicembre 2015 con le donne protagoniste è già un passo storico.

 


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