2 Agosto. Strage di Bologna, i famigliari delle vittime "Dimostrata la matrice neofascista".
Bologna non dimentica.
Torna lungo via Indipendenza, nel suo percorso tradizionale, il corteo da piazza Nettuno a piazza Medaglie d’oro, davanti alla stazione, nel 46° anniversario della strage alla stazione, che il 2 agosto 1980 fece 85 vittime e oltre 200 feriti. Quest’anno il governo non ha incaricato alcun ministro a rappresentarlo: presente il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni che ha parlato di “attentato di matrice neofascista”. In piazza anche la sorella e la nipote di Abderrahim Fakir. Molti applausi lungo via Indipendenza e in piazza Medaglie d’oro al sindaco Matteo Lepore dopo le minacce di morte ricevute nei giorni scorsi.
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I famigliari delle vittime a Meloni: “Sentenze mostrano matrice neofascista”
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Meloni: “Terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci”
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I famigliari delle vittime: “Meloni dica che la strage è neofascista”
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Mattarella: “Il segno impresso dalla strage è inciso nella storia della Repubblica. Fare giustizia è vittoria della democrazia”
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Presenti anche la sorella e la nipote di Abderrahim Fakir
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Schlein: “Impediremo che la storia sia riscritta”
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Il sottosegretario Molteni: “Attentato di matrice neofascista ha squarciato la vita di una città intera”
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Il 46° anniversario della strage: tutti i momenti della commemorazione
Meloni e il comunicato quasi identico a quello del 2025
Sono le 12.23 del 2 agosto, le celebrazioni per il 46° anniversario della strage di Bologna sono ormai finite, il minuto di silenzio in piazza Medaglie d’Oro è passato da due ore, quando le agenzie battono il comunicato della presidente del consiglio dei ministri sulla bomba che causò 85 morti e più di 200 feriti nel 1980. La sensazione di “dejà-vu” è immediata: in quelle 12 righe firmate da Giorgia Meloni almeno la metà sono identiche a quelle dello scorso anno e anche quelle che si differenziano, lo fanno per l’uso di qualche sinonimo.
Conte: “Meloni disconosce la matrice neofascista della strage?”
Letto il messaggio della premier Giorgia Meloni, il leader M5S Giuseppe Conte le domanda: “Che significa il 'terrorismo'? Esiste il terrorismo ispirato al fondamentalismo religioso, quello di matrice etnica, quello separatista e, infine, c'è il terrorismo che ha imperversato in Italia ispirato da motivazioni ideologiche e politiche, con formazioni di estrema destra e di estrema sinistra. Giorgia Meloni a quale 'terrorismo' ti riferisci? Quando un Presidente del Consiglio parla al Paese non genera confusione. Sai bene che ci sono condanne passate in giudicato che hanno confermato la matrice 'neofascista' della strage di Bologna. Vuoi disconoscerle?".
Giuli: “Istituzioni al servizio della memoria e della verità”
"Concordo pienamente con quanto affermato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione dell'anniversario della strage di Bologna. Sosterrò ogni iniziativa sul percorso di versamento degli atti declassificati agli Archivi dello Stato. Garantire la più ampia accessibilità alla documentazione rappresenta un dovere delle istituzioni e uno strumento essenziale per consolidare l'accertamento della verità storica", scrive Alessandro Giuli, ministro della Cultura.
I famigliari delle vittime a Meloni: “Sentenze mostrano matrice neofascista”
Paolo Lambertini, presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime, replica alla premier Giorgia Meloni: "Per la strage di Bologna c'è una
luce straordinaria, data dalle sentenze dei processi, che è stata capace di illuminare la pagina buia a cui si riferisce la Presidente del Consiglio e mostrarne la matrice neofascista".
De Maria (Pd): “Omissioni da Meloni, parole ambigue da La Russa”
"L' omissione della Presidente del Consiglio Meloni, che si è 'scordata' di ricordare che quella del 2 agosto è stata una strage fascista, le parole ambigue del Presidente del Senato La Russa, che dice che è 'doveroso unirsi alla richiesta che arriva da più partiti di proseguire nella ricerca della completa verità", sono gravi ed inaccettabili”, attacca il deputato dem bolognese Andrea De Maria. “C'è una verità giudiziaria che evidentemente a qualcuno dà fastidio ma che tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali non possono ignorare o sottovalutare. Chi lo fa manca di rispetto ai familiari delle vittime ed alla nostra democrazia".
La piazza del 2 agosto dall’alto
Per Paolo Bolognesi, che fino all’anno scorso è stato presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime, quella di oggi è stata una "bellissima piazza, magnifica, che ha applaudito più volte il discorso molto bello di Paolo Lambertini: cosa vuoi di più?". Inoltre e soprattutto, in piazza per il 2 agosto oggi "c'era molta gente ed era molto presa... Il sindaco ha fatto un discorso bellissimo, molto coinvolgente: mi sembra che sia stata una cosa veramente bella e dico anche che ci voleva in un momento del genere", come quello in cui è Bologna, "ci voleva una sferzata dell'associazione e del sindaco".
Il nodo dei risarcimenti alle vittime fra risorse e tempi stretti
Andrea De Maria (Pd) è il primo firmatario alla Camera di una proposta di legge sui risarcimenti per le vittime della strage: “Spetta al governo garantire i fondi”.
Schlein: “Parole emozionanti da Lepore. Straordinaria partecipazione democratica”
Per la segretaria dem Elly Schlein, oggi in corteo a Bologna, sono "parole importanti ed emozionanti" quelle pronunciate "da Paolo Lambertini, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime e anche da parte del sindaco di Bologna Matteo Lepore. Soprattutto una straordinaria partecipazione democratica, quella di oggi, una bella risposta".
Bernini: “Respingere con fermezza ogni forma di terrorismo e violenza”
"A quarantasei anni dalla strage della stazione di Bologna, che le sentenze hanno riconosciuto di matrice neofascista, il ricordo delle 85 vittime rinnova un dolore e rinfocola un dovere che non si esaurisce con il trascorrere del tempo: custodire la verità, difendere le istituzioni democratiche e respingere con fermezza ogni forma di terrorismo e di violenza. Con profonda commozione mi unisco ai familiari delle vittime e all'intera comunità bolognese", dice la ministra dell'Unversità e ricerca Anna Maria Bernini.
Meloni: “Terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci”
"Quarantasei anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la nazione intera, con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale.
Oggi ci uniamo, ancora una volta, ai familiari delle vittime e a tutti i bolognesi in questa giornata di dolore e commemorazione", conclude.
Zuppi: “Chi è coinvolto confessi le sue colpe”
Anche Zuppi ricorda il giudice Mario Amato “che venne ucciso perché indagava i rapporti tra Nar e rappresentanti delle istituzioni”. E fa un appello: “Suggerisco a chi è coinvolto di confessare le proprie colpe, una vera giustizia riparativa, perché fa bene anche a lui. Sveli i modi in cui è stato possibile questo orrore perché non accada più”. Prima l’arcivescovo di Bologna aveva ricordato 3 delle 85 vittime. “Perché il dolore non è un concetto, il dolore sono persone, è molto fisico”. Aveva citato la più giovane delle vittime, Angela Fresu; il più anziano, Antonio Montanari, ed Elisabetta Manea. Quest’ultima era rimasta vedova del marito nel 1970, aveva 4 figli. E’ morta insieme al più grande il 2 agosto aspettando il treno che li avrebbe portati in Puglia.
(Emanuela Giampaoli)
La messa di Zuppi: “Dimenticare sarebbe un grande tradimento”
Molto partecipata, anche quest’anno, la messa nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza dedicata alle vittime della strage, e affidata all’arcivescovo Matteo Zuppi. Durante l’omelia Zuppi ricorda che quella di “oggi è una domenica di luce segnata da un’ oscurità terribile, spaventosa e inquietante che continua a togliere il respiro a 46 anni di distanza. Trasmette angoscia perché si può arrivare a tanto. Quanti hanno detto potevo esserci anche io? Il ricordo della strage ci fa rivivere quel dolore personale e collettivo. E farlo insieme ci fa vedere la luce che illumina". “Mi ha commosso – prosegue - il racconto di un’infermiera che ricordava le 2 bambine di 2 e 4 anni che chiamavano la mamma che non c’era più”. “Dimenticare – sottolinea – sarebbe un grande tradimento”.
(Emanuela Giampaoli)
Schlein: "Le sentenze ricostruiscono pezzo fondamentale della storia del Paese”
"È scritto in quelle sentenze che è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo e portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Ora bisogna che, a partire da quelle sentenze che devono essere pubblicate e studiate a fondo, si prosegua nella ricerca della verità e negli approfondimenti necessari, come anche oggi hanno chiesto i familiari delle vittime”, ha detto a margine della commemorazione del 2 Agosto la segretaria del Pd Elly Schlein. “Noi ci saremo e faremo, come Partito Democratico, la nostra parte per tutti gli approfondimenti necessari, perché quelle sentenze ricostruiscono un pezzo fondamentale della storia comune di questo Paese e noi dobbiamo su questo insistere. Hanno ragione anche a chiedere che ci siano tutte le risposte a loro dovute con la piena attuazione della legge sulle vittime”.
Salvini: “Nessuno disonori memoria con violenza”
"2 agosto 1980 - 2 agosto 2026. Oggi Bologna e l'Italia ricordano e onorano una strage maledetta che ha rubato la vita a donne, uomini e bambini innocenti. Con l'auspicio che nessuno oggi disonori la memoria delle vittime insultando, aggredendo, devastando o seminando violenza. Non dimentichiamo": lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Lambertini: “Molteni conosce la storia del 2 agosto, ora aspettiamo i fatti”
Dopo gli impegni presi a Palazzo d'accursio dal sottosegretario agli interni Nicola Molteni, il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Lambertini aspetta che seguano fatti. "Mi ha soddisfatto la puntualità con la quale lui ha ricostruito la storia in maniera molto ben informata e come l'ha raccontata", riconosce Lambertini. Molteni nel suo intervento in comune ha parlato di strage di matrice "fascista": non sempre è accaduto negli ultimi anni. "Non è una novità. Altri lo avevano già detto. La difficoltà forse è su altre persone. Lo avevano già detto anche altri altri ministri, ma non tutti ci riescono", osserva Lambertini. "Aspettiamo i fatti: noi abbiamo presentate le istanze, vedremo quello che lui riuscirà a portare all'interno del consiglio dei ministri nel futuro".
L’omaggio in stazione alla lapide con i nomi delle 85 vittime
In piazza anche un uomo di 98 anni che nella strage perse la figlia ventenne
Raffaele Dall’Olio, 98 anni, in corteo per ricordare la figlia Franca, 20 anni, lavoratrice alla stazione per la Cigar. Il 2 agosto 1980 aveva sostituito una collega assente. “Finché riesco ci sarò sempre - dice l’anziano - perché ancora oggi c’è gente che non vuole vedere, che non vuole capire”.
La Russa: “Matrice fascista è verità giudiziaria. Si prosegua per completa verità”
"Rinnoviamo un sentito omaggio alla memoria delle vittime e ai loro familiari. È doveroso ricordare nuovamente che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla ‘matrice fascista’ la responsabilità di questa orribile strage. È altrettanto doveroso unirsi alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella ricerca della completa verità. Lo dobbiamo all'Italia". Sono le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa su Facebook.
l segno profondo impresso dalla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani”. A dirlo è il capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione del 46° anniversario dell’attentato di matrice neofascista.
“Il dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini; la commozione per lo strazio e i patimenti dei familiari; lo sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell’intera nazione si rinnovano oggi, come in ogni giorno di ricorrenza. È una consapevolezza che riguarda la nostra comunità, i giovani anzitutto. E rilancia l’impegno a salvaguardare il futuro da costruire nei valori di libertà, di giustizia, di democrazia. I valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva distruggere”.
Meloni: “Uno degli attacchi più feroci del terrorismo”
“46 anni fa il terrorismo ha sferrato uno dei suoi attacchi più feroci. Ha colpito al cuore la nazione intera, con un attentato che ha disintegrato la stazione di Bologna, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale. Oggi ci uniamo, ancora una volta, ai familiari delle vittime e a tutti i bolognesi in questa giornata di dolore e commemorazione”, conclude.
