Amianto. Ancora tante le scuole della Capitale da bonificare. I fondi PNRR potrebbero non bastare
Liberare le scuole romane dall’amianto è una corsa contro il tempo e contro i limiti di bilancio. Durante il vertice in Campidoglio tra il delegato all’Edilizia scolastica Daniele Parrucci e il presidente dell’ONA Ezio Bonanni, è emerso che, nonostante gli sforzi dell’amministrazione Gualtieri, la strada per la messa in sicurezza totale è ancora lunga e tortuosa.
La cabina di regia istituita dalla Città Metropolitana ha censito 111 plessi dove l’amianto è presente in strutture e infissi (attualmente classificato come “non a rischio dispersione aerea”). Ad oggi:
Interventi conclusi: 37 su 111.
Fondi stanziati: 10 milioni di euro per il contenimento.
Casi eclatanti: Alle scuole Ambrosoli e D’Assisi (viale della Primavera) sono stati rimossi ben 3 chilometri di amianto dai davanzali. Altri cantieri chiusi riguardano l’Enzo Ferrari (via Grottaferrata) e il Lucio Lombardo Radice.
L’allarme dell’ONA: «Mappature incomplete nel X Municipio»
Se la Città Metropolitana vanta un censimento avanzato per le superiori, l’Osservatorio Nazionale Amianto lancia l’allarme sui territori. Nel X Municipio (Ostia/Infernetto) non esisterebbero campagne ricognitive complete, mentre nel Municipio XI il numero di cassoni in amianto è lievitato da 61 a 75 dopo controlli approfonditi.
Preoccupa il caso della scuola Principe di Piemonte (via Ostiense), dove l’ASL ha dovuto autorizzare interventi d’urgenza dopo il ritrovamento di materiali pericolosi in ambiente scolastico.
Il paradosso dei fondi: 40 milioni “congelati”
Daniele Parrucci ha ribadito la necessità di un intervento del Governo e della Regione. Il paradosso riguarda i risparmi ottenuti con le gare d’appalto del PNRR: circa 40 milioni di euro che, per le attuali norme di rendicontazione europee, andrebbero restituiti a Bruxelles.
“Chiediamo all’unanimità di poter reinvestire quei 40 milioni negli stessi progetti scolastici” – ha dichiarato Parrucci – “Sarebbero fondamentali per completare le bonifiche strutturali che oggi non possiamo finanziare”.
In molti casi, la presenza di amianto non era nota ai tecnici ed è emersa solo “a cuore aperto”, durante i lavori di manutenzione straordinaria o adeguamento antincendio finanziati dal PNRR.
Questo conferma il timore dell’ONA: senza una ricerca preventiva e sistematica, il rischio è che studenti e personale convivano con il minerale a loro insaputa finché non si apre un muro o si sostituisce un infisso.

