Guerra in Medioriente. Qatar e Bahrein sotto attacco. A Teheran il figlio di Khamenei nuova guida spirituale. Borse giù, petrolio ai massimi degli ultimi dieci anni

di redazione 09/03/2026 ESTERI
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10:37 09 Marzo

Kiev, Sybiha: "Mosca e teheran comprendono solo la forza"

Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha invitato gli alleati di Kiev ad aumentare la pressione sulla Russia nel contesto della guerra che coinvolge l'Iran, sostenendo che Mosca e Teheran "lavorano insieme" e rappresentano una minaccia comune per Europa, Stati Uniti e Paesi del Golfo. Nel post pubblicato su X, Sybiha sostiene: "Il ronzio mortale dei droni 'Shahed' nei cieli dell'Ucraina e del Golfo ricorda che quanto accade in Europa e in Medio Oriente non è scollegato. La guerra contro il regime iraniano e la difesa dell'Ucraina dall'aggressione russa sono, di fatto, due teatri dello stesso conflitto. I regimi di Mosca e Teheran, infatti, sono strettamente legati: collaborano tra loro, condividendo risorse, armi e tecnologie. Una cooperazione che, secondo Kiev, rappresenta una minaccia comune per l'Ucraina, l'Europa, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo. Di conseguenza, anche la risposta difensiva deve essere collettiva. "Noi in Ucraina lo comprendiamo — e per questo condividiamo attivamente la nostra esperienza per proteggere la vita non solo nel nostro Paese ma anche in Medio Oriente", si legge nel testo. Kiev si aspetta lo stesso approccio "realistico" dai partner internazionali. "Abbiamo bisogno di azioni risolute contro le minacce comuni, sia in Ucraina sia nel Golfo. Non è una scelta 'o l'uno o l'altro'. Rafforzare la difesa della vita lungo questa linea del fronte globale aumenta la sicurezza di tutti". Nel messaggio si sottolinea inoltre la necessità di mantenere e rafforzare la pressione su Mosca: "Nessun allentamento delle restrizioni contro la Russia, alleata dell'Iran. Al contrario, la pressione deve aumentare". Allo stesso modo, si ribadisce che non devono esserci pause nel sostegno a Kiev: "Il supporto all'Ucraina è un investimento che si traduce in forza comune". Infine, la conclusione: "Una cosa accomuna i regimi di Mosca e Teheran: comprendono solo il linguaggio della forza". 

10:25 09 Marzo

Qatar: più di 300 persone arrestate per aver diffuso immagini degli attacchi iraniani

Le autorità del Qatar hanno arrestato più di 300 persone per aver pubblicato immagini e “informazioni fuorvianti” durante gli attacchi dell'Iran contro il piccolo Stato del Golfo, ha annunciato lunedì il Ministero dell'Interno. Le 313 persone arrestate “hanno filmato e diffuso filmati e pubblicato informazioni ingannevoli e voci”, ha affermato il ministero in un comunicato.

 
10:24 09 Marzo

Bahrein, intercettati 102 missili e 171 droni

La Difesa del Bahrein ha annunciato di aver intercettato e distrutto finora 102 missili e 171 droni lanciati dall'Iran nel corso degli attacchi in corso contro il regno del Golfo. Lo rende noto il comando generale delle Forze di Difesa bahreinite, che sottolinea l'efficacia dei sistemi di difesa aerea nel neutralizzare le minacce ostili partite da Teheran.
Parallelamente, il Dipartimento della Difesa Civile bahreinita ha comunicato di aver spento un incendio divampato in una struttura nella zona di Al Ma'amir, a sud della capitale Manama, a seguito di un attacco iraniano. Secondo le autorità, non si registrano vittime né feriti, e i danni sono limitati a strutture materiali.
La situazione resta tesa nel Paese, sede della Quinta Flotta statunitense, con le autorità che invitano la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni di sicurezza. Gli attacchi iraniani, parte di una escalation regionale più ampia, proseguono da giorni, ma le difese bahreinite - supportate presumibilmente da alleati - continuano a garantire un alto tasso di intercettazione.
 

 

 
10:21 09 Marzo

Iran: alle 12 Tajani presiede nuova riunione unità di crisi

Antonio Tajani presiedera' una nuova riunione all'unita' di crisi per fare il punto sulla situazione in Medio Oriente. La riunione, si apprende dalla Farnesina, è fissata per le 12 e vedrà la partecipazione in videoconferenza degli ambasciatori nella regione. 

 

 
10:19 09 Marzo

Iran: Mosca, situazione tesa a centrale nucleare Bushehr ma nessun raid

La situazione nei pressi della centrale nucleare iraniana di Bushehr rimane "tesa", ma non sono stati  segnalati attacchi nell'area della centrale o negli insediamenti del personale. Lo a riferito il Ceo di Rosatom, l'agenzia nucleare russa, Alexei Likhachev. Lo riporta Interfax. Likhachev ha aggiunto che i  preparativi per l'evacuazione dei familiari e di parte del personale in Russia sono stati completati. "Saranno presto trasportati in un luogo sicuro", ha dichiarato.

 

 

 
09:48 09 Marzo

Qatar, premier al-Thani: "Da Teheran pericoloso errore di calcolo, ha distrutto tutto"

L'Iran ha commesso ''un pericoloso errore di calcolo attacchi i Paesi del Golfo'' come rappresaglia, così ''ha distrutto tutto''. Lo ha dichiarato il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al Thani, in un'intervista esclusiva a Sky News, la prima dal lancio dell'operazione israelo-americana contro l'Iran. Si tratta di ''un periodo molto difficile'' e l'escalation, ha avvertito, rischia di destabilizzare la regione e di provocare onde d'urto nell'economia globale.
Quello che si avverte, ha spiegato, ''è un grande senso di tradimento". Perché "appena un'ora dopo l'inizio della guerra, il Qatar e altri paesi del Golfo sono stati attaccati. Abbiamo chiarito che non avremmo preso parte ad alcuna guerra contro i nostri vicini".
Il Qatar ha svolto un ruolo di mediazione e per questo, ha detto al-Thani, "non ci saremmo mai aspettati questo dal nostro vicino.
Abbiamo sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l'Iran, ma respingiamo totalmente le giustificazioni e i pretesti che stanno usando".
In ogni caso, ha aggiunto, "continuiamo a cercare di de-escalation.
Sono i nostri vicini, è il nostro destino". Ma allo stesso tempo si è chiesto: "il 25% degli attacchi prende di mira strutture civili. Cosa c'entra questo con la guerra? Cosa vogliono ottenere?".
 

 

Iran, ONG: "Israele ha usato fosforo bianco nel sud del Libano"

L'esercito israeliano ha colpito "illegalmente" un villaggio nel sud del Libano con proiettili contenenti fosforo bianco. Lo ha dichiarato l'organizzazione per i diritti umani Human. Attraverso la geolocalizzazione e la verifica di sette immagini, la ong ha affermato che Israele ha sparato fosforo bianco con l'artiglieria contro aree residenziali nel villaggio di Yohmor, nel Libano meridionale. L'attacco è avvenuto poche ore dopo che l'esercito israeliano aveva intimato agli abitanti del villaggio e a decine di altri nel Libano meridionale di lasciare le loro abitazioni.
 

 
09:41 09 Marzo

Abu Dhabi: due feirti per caduta detriti intercettati da contrarea

Le autorità di Abu Dhabi affermano che due persone sono rimaste ferite in due luoghi diversi a causa della caduta di detriti in seguito all'intercettazione da parte del sistema di difesa aerea del Paese. Un cittadino giordano ha riportato ferite lievi nel primo incidente, mentre un cittadino egiziano è rimasto ferito in modo moderato nel secondo, ha dichiarato l'Abu Dhabi media office.

 

 
09:39 09 Marzo

Ue, Kallas: "Sull'Iran siamo ad un punto di svolta"

"Siamo a un punto di svolta. Le premesse che hanno guidato gli affari globali per decenni non possono più essere date per scontate, né in politica né nel diritto internazionale". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas aprendo la Conferenza degli ambasciatori dell'Unione europea e dando il benvenuto anche ai partecipanti connessi da remoto, dal Medio Oriente e dalla regione del Golfo, perché impossibilitati a viaggiare o lasciare i propri incarichi.
"Questo è il vero segno dei tempi che stiamo vivendo. I successivi attacchi dell'Iran hanno seminato il terrore in un'area più ampia della regione, con missili e droni che, purtroppo, l'Ucraina conosce già da anni", sottolinea. In tale contesto, continua Kallas, "per promuovere gli interesse dell'Ue, è fondamentale adottare una prospettiva più ampia".
 

 

 
09:32 09 Marzo

Libano: raid israeliani alla periferia sud di Beirut e nel Sud del paese

Un attacco aereo ha colpito la periferia sud di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, dopo che Israele aveva avvertito che avrebbe preso di mira le filiali di una societa' legata a Hezbollah.
Le immagini trasmesse in diretta da AfpTv mostravano grandi colonne di fumo che si levavano dalla zona, roccaforte del gruppo armato sostenuto dall'Iran. Nella mattina, l'esercito israeliano aveva avvertito che avrebbe colpito le filiali di Al-Qard al-Hasan, una societa' finanziaria legata a Hezbollah che opera principalmente nelle roccaforti del gruppo. 

 

 
09:30 09 Marzo

Missili dall'Iran, sirene nel nord e nel sud di Israele

 Le sirene d'allarme stanno suonando nel nord e nel sud di Israele per un lancio di missili dall'Iran. 

 
09:37 09 Marzo

Libano, premier Salam: "Pronti a riprendere negoziati con Israele"

Il governo libanese "è pronto a riprendere i negoziati con Israele, inclusa una componente civile, sotto l'egida internazionale". Lo ha dichiarato il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, in un'intervista al quotidiano L'Orient le jour, aggiungendo: "Siamo aperti a discutere qualsiasi ordine del giorno, formato e luogo". Salam ha chiarito che al momento non ci sono iniziative concrete, "ma ci sono idee sul tavolo, soprattutto da parte francese". Lunedì scorso il gruppo armato libanese Hezbollah ha ripreso gli attacchi contro Israele, che non ha tardato a rispondere in modo massiccio. Il proxy dell'Iran è intervenuto per "vendicare l'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei". Nell'intervista, Salam ha aggiunto: "Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questa guerra, chiedendo ripetutamente moderazione. Abbiamo ribadito che il Libano non ha alcun interesse, diretto o indiretto, a essere coinvolto in questo conflitto". Israele e Libano non hanno relazioni diplomatiche e l'unico canale di contatto è rappresentato dalle riunioni tripartite fra i vertici militari sotto la supervisione di Unifil.
Il premier libanese ha ringraziato "il Regno dell'Arabia Saudita, che è stato il primo a offrire il suo aiuto, e riconoscere anche il sostegno incrollabile della Francia, ribadito dal presidente Emmanuel Macron sia sul fronte politico che umanitario". "Faremo tutto il possibile per fermare questa guerra, ma ci aspettiamo in particolare che i nostri amici europei siano più attivi nel loro sostegno diplomatico e militare", ha concluso. Domenica l'emittente libanese Al-Jadeed ha rivelato che il presidente Joseph Aoun e il primo ministro Salam stanno lavorando a una "iniziativa politico-militare", citando fonti politiche. "L'aspetto militare è legato alla necessità per l'esercito libanese di entrare in tutto il territorio libanese", hanno detto le fonti ad Al-Jadeed TV. "Una discussione ha avuto luogo tra Aoun e Salam sulla necessità per l'esercito libanese di rispettare la decisione del governo, specialmente dopo l'ultima dichiarazione del capo dell'esercito che ha suscitato polemiche", hanno aggiunto le fonti. "Una delegazione civile sarà costituita per negoziare direttamente con Israele al di fuori del territorio libanese, probabilmente a Cipro", hanno detto le fonti. Le fonti hanno aggiunto che la coordinatrice speciale dell'Onu per il Libano Jeanine-Hennis Plasschaert si recherà in Israele per colloqui e tornerà in Libano per incontrare Aoun.

 
10:36 09 Marzo
 
 
09:23 09 Marzo

Calcio, coach dell'Iraq Arnold bloccato nel Golfo esorta la FIFA : "Rinviare gli spareggi Iraq per i Mondiali"

L'allenatore dell'Iraq Graham Arnold ha lanciato un appello urgente alla federazione calcistica internazionale affinché rinvii gli spareggi intercontinentali della sua squadra per i Mondiali a causa dei disagi causati dall'escalation della guerra in Iran. La squadra irachena deve affrontare gravi problemi logistici in vista dello spareggio decisivo contro il Suriname o la Bolivia, in programma il 31 marzo a Monterrey, in Messico. Con lo spazio aereo iracheno chiuso fino al 1° aprile a causa dell'escalation del conflitto, la squadra di Arnold, composta prevalentemente da giocatori del campionato nazionale, non è in grado di riunirsi al completo. I giocatori non hanno ottenuto i visti per il torneo di spareggio in Messico a causa della chiusura delle ambasciate straniere, e Arnold è bloccato negli Emirati Arabi Uniti a causa del conflitto.

“Vi preghiamo di aiutarci con questa partita perché in questo momento stiamo lottando per far uscire i nostri giocatori dall'Iraq”, ha detto Arnold, ex allenatore della nazionale australiana, all'Australian Associated Press. I disordini hanno già costretto a rinviare un ritiro di allenamento previsto a Houston. Arnold ha affermato che schierare una squadra composta solo da giocatori che vivono all'estero non è un'opzione praticabile. “Non sarebbe la nostra squadra migliore e abbiamo bisogno della nostra squadra migliore a disposizione per il Paese”.

 
09:11 09 Marzo

Iran, Generale Abagnara: "UNIFIL in Libano decisiva per evitare escalation, gli italiani resteranno"

''La cosa fondamentale per noi è non entrare in alcun modo in conflitto con le parti. Il nostro ufficio di collegamento coordina ogni attività operativa e logistica con l'Idf, in modo da tutelare, il più possibile, i cittadini. La presenza di Unifil è necessaria per evitare che le azioni militari possano avere un impatto politico e spingere all'escalation''. Lo afferma il generale di divisione Diodato Abagnara, 55 anni, dal giugno scorso capo missione e comandante della missione Unifil nel sud del Libano in un'intervista a 'La Repubblica'. Sulla possibilità che il contingente italiano venga evacuato d'urgenza via mare, precisa: ''Nessun militare ha lasciato la missione. E, attualmente, non vedo i presupposti per ordinare un piano di evacuazione immediato dei soldati italiani''.
''Hezbollah e l'Iran coordinano gli attacchi su Israele, la maggior parte avviene nella stessa finestra temporale e, ci siamo accorti, in maniera combinata'', aggiunge. Sul ferimento di tre caschi blu ghanesi la settimana scorsa a Qawzah spiega: ''Stiamo ancora indagando e valutando i reperti. Si è trattata di un'azione di fuoco diretto, quindi parliamo o di un missile, o di un carro armato o di un lanciarazzi anti-carro. Non è stata l'artiglieria, perché non è stato un tiro curvo. Per fortuna le condizioni del ragazzo ghanese ricoverato a Beirut sono stabili''. ''La mia sensazione è che possa essere stato un errore - aggiunge - Un attacco indiscriminato contro Unifil è un crimine di guerra, oltretutto le nostre basi sul terreno sono ben visibili come lo è la nostra bandiera''.
E sull'invasione israeliana a sud, Abagnara aggiunge: ''Ad oggi si tratta di un'attestazione lungo la Blue Line, con puntate di ricognizione in profondità, anche di 5-10 km, nel territorio libanese.
Hanno preso altre 7 postazioni, oltre alle 5 iniziali. Come hanno dichiarato, vogliono creare una zona cuscinetto a tutela dello Stato di Israele e dei kibbutz in Galilea''. Sulla buffer zone il capo della missione Unifil sottolinea: ''Il punto più lontano oltre la Blue Line è a 4-5 km. L'avanzamento, con blindati e carri armati, interessa soprattutto il settore est, nell'area di congiunzione tra il confine siriano e quello libanese''.
 

 

 
09:08 09 Marzo

L'Iran confischerà i beni della diaspora che “collabora” con Israele e gli Stati Uniti

Le autorità iraniane confischeranno i beni e imporranno sanzioni ai membri della diaspora iraniana sospettati di “collaborare” con Israele e gli Stati Uniti nell'attuale guerra, ha annunciato lunedì il potere giudiziario. 

“Gli iraniani all'estero che si schierano, aiutano e collaborano con il nemico aggressore americano-sionista saranno passibili di confisca di tutti i loro beni e di altre sanzioni in conformità con la legge”, secondo l'ufficio del procuratore generale, citato da Mizan Online, il media online del potere giudiziario. Mizan fa riferimento a una legge approvata dopo la guerra di 12 giorni scatenata nel giugno 2025 da Israele, alla quale gli Stati Uniti si erano brevemente uniti bombardando siti nucleari iraniani.

Il 28 febbraio i due paesi hanno lanciato un nuovo attacco contro l'Iran, uccidendo il primo giorno del conflitto la guida suprema Ali Khamenei, mentre Teheran ha risposto con raffiche di missili e droni sui paesi del Golfo, che ospitano diverse basi militari americane.

 

L'Azerbaigian riapre i valichi di frontiera con l'Iran per traffico merci

L'Azerbaigian ha annunciato la riapertura dei suoi valichi di frontiera con l'Iran per il traffico merci. Lo riporta la Tass. Il confine con l'Iran era stato chiuso dall'Azerbaigian dopo un attacco con un drone nell'enclave di Nakhchivan. I valichi di frontiera dell'Azerbaigian sono il modo terrestre più rapido per collegare l'Iran alla Russia.
Ieri sera il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha telefonato al suo omologo azero Ilham Aliyev per dirgli che l'Iran non era coinvolto nel lancio di droni a Nakhchivan e che Teheran stava indagando. Lo ha affermato l'ufficio di Aliyev..
 

 

 
09:04 09 Marzo

Bahrein: Bapco dichiara "stato di forza maggiore" dopo raid raffineria

La società energetica statale del Bahrein, la Bapco Energies, ha dichiarato lo ''stato di forza maggiore'' dopo che una serie di attacchi iraniani hanno colpito le infrastrutture energetiche del Paese e in particolare dopo l'attacco contro la affineria di Bapco Energies a Sitra.
La Bapco "con la presente dichiara lo stato di forza maggiore'' dopo che i suoi siti ''sono stati colpiti nel conflitto regionale in corso in Medio Oriente e nel recente attacco al suo complesso di raffineria", si legge in una nota.
 

 
08:34 09 Marzo

Inviato Cina incontra ministro esteri Arabia Saudita: :"Cina pronta a cooperare per pace con le parti"

La Cina è pronta a cooperare attivamente con tutte le parti per mantenere la pace e la stabilità nella regione del Golfo Persico. L'ha dichiarato oggi l'inviato speciale cinese per il Medio Oriente Zhai Jun.
Durante un incontro con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, l'inviato ha affermato che la Cina, "come grande paese che difende la giustizia e buon amico e partner dell'Arabia Saudita", continuerà a svolgere un ruolo costruttivo nella regione. "La Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo ed è pronta a cooperare con l'Arabia saudita, a impegnarsi attivamente con tutte le parti e a non risparmiare sforzi per mantenere la pace e la stabilità nella regione del Golfo Persico", ha affermato Zhai Jun secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese.L'inviato speciale si è recato domenica in Arabia Saudita nell'ambito degli sforzi diplomatici di Pechino per contribuire ad allentare le tensioni regionali.
 

 

Allarme ad Haifa per avvertire del lancio di missili iraniani verso il nord di Israele

Le sirene hanno suonato per la seconda volta questa mattina ad Haifa, mentre l'esercito israeliano ha dichiarato che si trattava di un avvertimento per i missili iraniani lanciati verso Israele. L'ultima raffica arriva dopo che l'Iran ha nominato Mojtaba, figlio dell'Ayatollah Ali Khamenei, come successore del padre alla guida del Paese, segnalando che gli estremisti rimangono saldamente al potere a Teheran. Israele, prima dell'annuncio, aveva minacciato di colpire chiunque fosse stato scelto. L'espansione della guerra in Iran ha avuto un forte impatto sul commercio del petrolio e l'impennata dei prezzi ha provocato lunedì un calo dei futures azionari in Asia, tra i timori di un aumento del costo della vita. Il dollaro ha registrato un forte rialzo rispetto all'euro e allo yen.

 
08:19 09 Marzo

Iran: raid contro base aerea iraniana di Bandar Abbas lungo lo Stretto di Hormuz

Diversi media iraniani hanno riferito di un attacco missilistico che ha preso di mira una base aerea nella città di Bandar Abbas, nel sud dell'Iran, lungo lo Stretto di Hormuz. Le fonti locali parlano di esplosioni udite nella zona e di un raid che avrebbe colpito infrastrutture militari nella regione, già interessata da precedenti colpi in ambito del conflitto in corso con Stati Uniti e Israele. Non sono stati forniti dettagli immediati su danni, vittime o responsabilità dell'attacco, ma l'episodio si inserisce in una serie di raid aerei e missilistici che hanno colpito basi navali, porti e installazioni militari iraniane negli ultimi giorni, inclusa l'area di Bandar Abbas sede di importanti comandi navali. Le autorità iraniane non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali sull'incidente. La situazione resta fluida con continue segnalazioni di attività belliche nel Golfo Persico.

 
08:16 09 Marzo

Guerra Iran : il petrolio vola sopra i 100 dollari al barile, Wti e Brent +18%

La guerra in Iran e i timori di un allargamento del conflitto all'intero Medio Oriente continuano a far salire il prezzo del petrolio. Il blocco di fatto dello stretto di Hormuz, da cui transita un quinto delle risorse energetiche globali, e gli attacchi agli impianti in diversi paesi del Golfo rendono del resto più concreta la prospettiva di uno shock energetico. I future di riferimento nella notte hanno sfondato così anche quota 100 dollari al barile: il contratto di aprile del Wti vola del 17,92% a 107,19 dollari dopo aver toccato un massimo a 119,48, mentre il Brent per maggio segna +18,32% a 109,67 dollari dopo un top a 119,5. «I prezzi del petrolio nel breve periodo, che scenderanno rapidamente quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà completata, sono un prezzo molto piccolo da pagare per la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e del mondo», ha scritto intanto sul social Truth il presidente americano Donald Trump.

 

 

 

 
08:12 09 Marzo

Media: la Turchia schiererà nel nord di Cipro F-16 per proteggere la sua comunità


A Cipro deLa Turchia ha annunciato l'intenzione di schierare sei caccia F-16 a Cipro del Nord per "proteggere la comunità turca". Lo ha riportato l'emittente televisiva turca Ntv, citando una fonte ufficiale del settore dell'aviazione civile a Cipro del Nord. La 'Repubblica Turca di Cipro Nord', che si estende nella zona settentrionale dell'isola di Cipro, occupata e controllata dall'esercito turco, è riconosciuta solo dalla Turchia.
 

 

 
08:10 09 Marzo

Quarto attacco iraniano dalla mezzanotte contro Israele: intercettato missile nel nord del paese

Un missile balistico lanciato dall'Iran nel nord di Israele è stato probabilmente intercettato, secondo le prime valutazioni militari dopo che le sirene hanno suonato in tutta l'area settentrionale del Paese.
Non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti nell'attacco, il quarto da mezzanotte, affermano i medici citati dal Times of Israel. Il Comando del Fronte Interno delle Idf afferma che i civili nelle aree in cui sono suonate le sirene possono uscire dai rifugi antiaerei. 

 

 
08:03 09 Marzo

Iran: convocato alle 17.30 (ora italiana) raduno nazionale per giurare fedeltà a Mojtaba Khamenei

E' stato convocato per oggi un raduno nazionale per giurare fedeltà alla nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, scelto come successore del padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno dell'operazione militare israelo-americana lo scorso 28 febbraio. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna spiegando che il Consiglio di coordinamento per la propagazione islamica dell'Iran ha invitato la popolazione a radunarsi "simultaneamente in tutto il Paese" alle 15 ora locale, le 17.30 ora italiana, per giurare di fedeltà al nuovo leader.
L'Irna ha precisato che a Teheran l'incontro principale si terrà nella centrale piazza Enqelab.
 

 

 
08:01 09 Marzo

Idf: "Colpiti pasdaran e Basij"

L'Aeronautica Militare israeliana ha attaccato i centri di comando delle Forze di sicurezza interna iraniane e del gruppo paramilitare Basij nelle prime ore del decimo giorno dell'offensiva congiunta con gli Stati Uniti."Tra le infrastrutture prese di mira ci sono il quartier generale dell'organismo regionale del regime iraniano, il centro di comando delle Forze di Sicurezza Interna a Isfahan, un'ulteriore base utilizzata dai Guardiani della rivoluzione e dai Basij e il quartier generale della polizia dei Guardiani" si legge in una nota diffusa dall'esercito.L'Aeronautica Militare israeliana ha attaccato obiettivi in varie parti del Paese, tra cui un impianto di produzione di motori a razzo e diversi siti di lancio di missili balistici a lungo raggio che, secondo l'Idf, erano "pronti a essere lanciati contro lo Stato di Israele".

 
08:00 09 Marzo

Iran: la televisione di Stato di Teheran definisce Mojtaba Khamenei 'ferito di guerra'

Riportando la notizia della sua elezione a Guida Suprema la televisione di stato iraniana ha definito Mojtaba Khamenei come 'janbaz', ovvero ferito dal nemico, nella 'guerra di Ramadan', termine con cui i media di Teheran si riferiscono all’attuale conflitto. Non sono stati forniti ulteriori dettagli. Mojtaba Khamenei non è ancora apparso il pubblico da quando il conflitto è iniziato. Il padre, l'ex guida suprema Ali Khamenei, e la moglie di Mojtaba sono rimasti uccisi nel corso dell'attacco aereo sferrato da Israele lo scorso 28 febbraio su Teheran.

 

 
07:38 09 Marzo

Emirati: intercettati missili e droni provenienti dall'Iran

Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato di essere attualmente impegnato nel contrastare minacce balistiche e con droni provenienti dall'Iran.
"Stiamo gestendo minacce missilistiche e con velivoli senza pilota in arrivo dall'Iran", si legge in una nota ufficiale.
Il dicastero ha precisato che "i rumori uditi in diverse aree del Paese sono il risultato delle intercettazioni di minacce aeree in corso".
Le autorità emiratine non hanno fornito ulteriori dettagli su eventuali impatti o sul numero di vettori intercettati.
 

 

 
07:37 09 Marzo

Bahrein: incendio e danni dopo raid iraniano su impianto petrolifero

Un attacco contro l'esteso impianto petrolifero di Al Ma'ameer in Bahrein ha causato un incendio nel complesso, oltre a danni materiali, secondo quanto riportato dai media statali. "E' scoppiato un incendio a causa dell'aggressione iraniana contro un impianto di Al Ma'ameer, con danni materiali segnalati ma nessuna vittima, e le autorità competenti hanno avviato le procedure antincendio", ha dichiarato la Bahrain News Agency in un post su X.
Poco dopo, la società energetica statale del Bahrein, Bapco, ha dichiarato "lo stato di forza maggiore sulle attività del suo gruppo, che sono state colpite dal conflitto regionale in corso in Medio Oriente e dal recente attacco al suo complesso di raffineria". 

 

Axios, USA: domani Witkoff e Kushner saranno in Israele

L'inviato speciale presidenziale americano  Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, saranno in Israele nella giornata di domani. Lo scrive Axios citando fonti informate. Sarebbe previsto anche un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu.

 

Petrolio: alle 14.30 ora italiana vertice emergenza G7 su sblocco riserve strategiche

Una riunione d'emergenza del G7 è stata convocata per oggi alle 8h30 ora di New York, le 14h30 in Italia. I ministri delle finanze del G7 discuteranno di un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall'AIEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, per contrastare l'impennata dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto nel Golfo. Lo riporta il Financial Times. Il direttore dell'AIEA Fatih Birol si collegherà online con i ministri delle finanze  dei paesi del G7. I 32 membri dell'AIEA detengono riserve strategiche nell'ambito di un sistema di emergenza collettivo progettato per fronteggiare le crisi dei prezzi del petrolio. Una fonte ha affermato che alcuni funzionari statunitensi ritengono che un rilascio congiunto di 300-400 milioni di barili, ovvero il 25-30% degli 1,2 miliardi di barili di riserva, sarebbe appropriato. L'incontro avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto pressione per fermare il forte aumento del prezzo del petrolio greggio dall'inizio della guerra.

Emirati attivano difesa aerea contro missili e droni

 Il ministero della Difesa degli Emirati arabi uniti ha annunciato di essere attualmente impegnato a rispondere a minacce in arrivo sotto forma di missili e droni lanciati dall'Iran.
In una dichiarazione, il ministero ha spiegato che i rumori uditi dalla popolazione sono il risultato delle operazioni dei sistemi di difesa aerea impegnati nell'intercettazione dei missili e dei droni.
Le autorità hanno inoltre invitato i cittadini ad attenersi alle istruzioni di sicurezza diffuse dagli organismi competenti.

 

LA NUOVA GUIDA DELL'IRAN

Dopo giorni di attesa l'Assemblea degli Esperti conferma la scelta dinastica ed elegge Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema dell'Iran.

In testa il turbante nero dei discendenti di Maometto, come il padre ucciso nove giorni fa. Il 56enne secondo genito dell'ayatollah Alì, Mojtaba Khamenei è nato nel 1969 a Mashdad, importante centro religioso dell'Iran. L'uomo, che ha prestato servizio militare nell'ultimo periodo della guerra fra Iran e Iraq durata dal 1980 al 1988 con il battaglione Habib ibn Mazahir delle Guardie Rivoluzionarie, è noto per i suoi stretti legami con i Pasdaran.

Khamenei figlio ha studiato a Qom, come suo padre, con i più importanti esponenti del clero religioso iraniano ma è una figura che ha sempre preferito lavorare dietro le quinte, anche quando suo padre è diventato Guida Suprema, senza avere mai cariche governative. Di lui Khameni padre disse: "egli stesso è un maestro, non il figlio di un maestro".

Khamenei figlio ha lavorato a stretto contatto con le Guardie Rivoluzionarie, sia con i comandanti della loro Forza Quds per le operazioni esterne sia con la milizia volontaria Basij per la repressione delle proteste interne. Gli Stati Uniti lo hanno sanzionato nel 2019, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, per aver contribuito a “promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti e gli obiettivi repressivi interni di suo padre”. 

La sua scelta come nuova guida suprema - spiega il New York Times - è anche un messaggio da parte dell'ala più estremista dei Pasdaran alla popolazione relativa alla piena volontà di restare al comando del Paese. Già nel 2024 il nome di Mojtaba Khamenei era dato fra i più probabili come nuova Guida Suprema anche se in quella occasione l'ayatollah Khamenei aveva detto di non gradire una successione dinastica. 

 
 

Il suo patrimonio all'estero è considerato enorme al limite dello scandalo: secondo quanto riportato da Bloomberg Mojtaba Khamenei avrebbe un portafoglio di immobili di lusso a Londra del valore di oltre 130 milioni di dollari oltre a una villa in un quartiere esclusivo di Dubai e resort di lusso a Maiorca e sulle Alpi austriache. 

Tutti questi beni - viene spiegato - sarebbero stati acquistati tramite fondi derivanti dalla vendita del petrolio iraniano e sarebbero transitati tramite banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti oltre a società di comodo. Ma nessuno di questi beni figurerebbe intestato a Mojtaba, almeno nominalmente. La figura centrale delle operazioni sarebbe il banchiere iraniano Ali Ansari, anche lui sotto sanzioni nel Regno Unito a fine 2025 per il suo ruolo di presunto sostenitore dei Pasdaran.

Mojtaba Khamenei
Mojtaba Khamenei (RaiNews)

Scegliendo Mojtaba l'establishment fa sapere che nessun cambiamento è all'orizzonte: scegliendo lui si prosegue nella linea più conservatrice e meno conciliante sul piano dei diritti civili e sulle scelte strategiche.

"Non durerà a lungo se non otterrà l'approvazione di Washington", ha scandito Donald Trump parlando con la tv americana Nbc. Mentre resta la minaccia d'Israele: “Chiunque egli sia, verrà eliminato”.

 

LE RIPERCUSSIONI ECONOMICHE

Con l'aggravarsi del conflitto in Medio Oriente, il Brent, ovvero il greggio di riferimento europeo, ha raggiunto i 107 dollari al barile, più 38% in una settimana. E altrettanto fa il prezzo del Wti, il greggio del Texas, riferimento del mercato americano, che si attesta a 102 dollari al barile, più 44%  in una settimana. Tanto che, secondo il Financial Times i paesi del G7 si riuniranno oggi per decidere di attingere alle proprie riserve strategiche di petrolio.

Mentre il gas, alla borsa di Amsterdam, è sui 68 euro al megawattora, dai 30 euro di poche settimane fa.

Uno shock energetico che spaventa le borse di tutto il mondo. Le borse europee aprono in deciso rosso: Milano -2,8%, Londra -1,5%, Francoforte e Parigi -2,6%.

In picchiata anche le borse asiatiche: Tokyo e Seul hanno ceduto oltre il 5%, Hong Kong l’1,4%.



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