Le strade della capitale ancora prime per pericolosità, ma il trend è in calo
Roma si conferma anche nel 2026 la città italiana con il più alto indice di pericolosità stradale, nonostante un sensibile miglioramento rispetto agli anni precedenti.
È quanto emerge dal report elaborato dall’International Center for Social Research (ICSR) su commissione di Castiglioni Gomme, storico rivenditore di pneumatici della Capitale.
Lo studio prende in esame la sicurezza delle strade attraverso un indicatore composito che incrocia il numero degli incidenti, i tassi di incidentalità e la spesa pubblica pro capite destinata alla manutenzione stradale.
I dati sugli incidenti provengono dalle rilevazioni Istat a partire dal 2016, mentre le informazioni sulla spesa sono state ricavate dalle banche dati OpenPolis.
La classifica della pericolosità (IPS – Indice di Pericolosità Stradale- 2026)
L’indice analizza quanto è rischioso percorrere le strade dei grandi capoluoghi italiani:
Roma: 367,72 (Miglioramento: -18,35%)
Milano: 260,75 (Miglioramento: -19,45%)
Genova: 153,54 (Miglioramento: -22,35%)

I numeri del “Piano Strade” di Gualtieri
Il miglioramento romano è figlio del piano strutturale avviato a fine 2021. I risultati a fine 2025 sono imponenti:
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700 km riqualificati: Coperto l’80% della grande viabilità prevista dal piano.
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Oltre 340 milioni investiti: Interventi che hanno toccato dai Lungotevere ai ponti storici, fino alle periferie.
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450 milioni ai Municipi: Fondi dedicati alla rete stradale secondaria in 5 anni, oltre ai fondi straordinari del Giubileo.
La svolta: 720 milioni e gestione unica
L’amministrazione ha ora lanciato una nuova fase per eliminare la storica distinzione tra strade “principali” e “secondarie”, spesso causa di rimpalli di competenze. È stata pubblicata una maxi-gara da 720 milioni di euro (600 per l’asfalto e 120 per ponti e gallerie).
La novità è la regia unificata: la stazione appaltante sarà Risorse per Roma, garantendo uniformità negli interventi su tutto il territorio cittadino, con il dipartimento Lavori Pubblici e i Municipi a supervisionare i cantieri locali.

