Taglio dell'Irpef. Come funziona e chi ci guadagna? Per il Governo il taglio tutela i redditi "medi"

di redazione 06/11/2025 ECONOMIA E WELFARE
img

La Manovra 2026 introduce un taglio dell’Irpef sui redditi medio-bassi affiancato a un meccanismo di “sterilizzazione” che azzera ogni beneficio per chi supera i 200.000 euro l’anno.

E si introducono anche mini aumenti sugli stipendi per alcune categorie di lavoratori dipendenti, oltre a un ritocco al rialzo delle pensioni minime, con un incremento di 20 euro mensili.

Indice

  • Taglio Irpef 2026
  • Altri interventi in Manovra
  • Pensioni minime, piccoli aumenti per redditi bassi

Taglio Irpef 2026

Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota intermedia dell’Irpef cala dal 35% al 33%. La misura interessa 13,6 milioni di contribuenti e il risparmio medio stimato è di circa 440 euro l’anno.

E la “sterilizzazione” si aggiunge a una serie di altre limitazioni già esistenti:

  • per i redditi oltre 75.000 euro c’è un tetto alle detrazioni collegato al numero di figli a carico (da 4.000 a 12.000 euro);
  • per redditi tra 120.000 e 240.000 euro le detrazioni si riducono progressivamente;
  • oltre i 240.000 euro le detrazioni non spettano.

E sopra i 200.000 euro arriva anche il taglio fisso di 440 euro che azzera l’effetto dell’aliquota al 33%.

Sul taglio dell’Irpef i sindacati sono critici. Questo il commento di Christian Ferrari, segretario confederale Cgil, riportato da Repubblica:

La riduzione della seconda aliquota dell’Irpef porterà vantaggi, sopra i 28.000 euro di reddito, tra 0 e 440 euro, tra un caffè al mese e uno al giorno mentre la detassazione al 5% degli incrementi contrattuali, per i lavoratori fino a 28.000 euro, garantirà un beneficio medio di 126 euro, e solo per il prossimo anno.

Altri interventi in Manovra

La Legge di Bilancio introduce alcune agevolazioni fiscali mirate:

Tipologia Aliquota agevolata Limite di reddito Note
Aumenti da rinnovi contrattuali 5% 28.000 euro Media 680 euro in più l’anno
Premi di produttività 1% fino a 5.000 euro 80.000 euro Circa 250.000 beneficiari
Straordinari e lavoro festivo/notturno 15% fino a 1.500 euro 40.000 euro Circa 2,3 milioni di dipendenti

Le flat tax selettive puntano a sostenere i redditi più bassi e medi. Gli aumenti riguarderanno complessivamente circa 3,3 milioni di lavoratori, per un costo stimato in 470 milioni di euro tra il 2026 e il 2028.

La ratio del Governo Meloni è quella di ridurre il costo del lavoro senza allargare la forbice della disuguaglianza. Si punta a dare un segnale al ceto medio, anche se le risorse, come è noto, sono risicate: appena 18,7 miliardi di euro disponibili.

Pensioni minime, piccoli aumenti per redditi bassi

Dal 1° gennaio 2026 saliranno anche le pensioni minime: 20 euro in più al mese di maggiorazione per i pensionati con redditi più bassi.
La misura, inserita nell’articolo 41 della Legge di Bilancio, interessa:

  • i titolari di pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • i percettori di assegno o pensione sociale;
  • gli invalidi civili totali o inabili al lavoro.

 

Giorgetti: taglio Irpef tutela i redditi medi

«Il perseguimento di una politica di bilancio attenta» non vuol dire che con la manovra il governo non abbia puntato a dare «risposte a esigenze profonde del Paese». Lo dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra rivendicando quanto fatto con la legge di bilancio e citando fra gli interventi anche quello sull’Irpef che con la riduzione dell’aliquota dal 35 al 33% «tutela i contribuenti con redditi medi, ed estendendo la platea di chi aveva beneficiato del cuneo fiscale coinvolge il 32% del totale dei contribuenti» per un valore del beneficio medio atteso di 218 euro all’anno che arriva a toccare per le fascia più alta interessata i «440 euro». Il titolare del Tesoro ricorda la presenza dei vari «interventi di carattere fiscale per famiglie, famiglie numerose, supporto alla genitorialità, sanità, imprese».

Giorgetti: quadro incerto, gestione responsabile conti

La manovra «si inserisce in un quadro congiunturale incerto nel cui l’attenzione sulle politiche bilancio perseguita dagli Stati è molto elevata. Una politica di bilancio attenta a garantire la sostenibilità del debito e in linea con le regole di governance Ue può garantire una stabilità economica finanziaria del nostro Paese che si trova a rinnovare ogni anno 400 miliardi titoli debito pubblico». Lo ha detto in audizione il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando che la manovra «conferma la strategia seguita dal governo negli ultimi tre anni, un approccio che in periodo complicato» ha bilanciato il «supporto a specifici settori con l’esigenza di mantenere in ordine i conti pubblici». «Un’attenta conduzione della politica di bilancio ha contribuito al recente miglioramento del rating e dei titoli del debito pubblico. I risultati riflettono la crescente credibilità sui mercati conquistati dall’Italia di cui hanno beneficiato anche le istituzioni finanziarie e le aziende. Il mantenimento di una politica di bilancio responsabile è un requisito fondamentale per il nostro paese».



Ti potrebbero interessare

Speciali