Unione europea. Raggiunto l'accordo per la riduzione delle emissioni entro il 2040, ma con una certa flessibilità

di redazione 06/11/2025 AMBIENTE
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I ministri dell'ambiente dell'Ue hanno raggiunto un accordo a maggioranza qualificata sul taglio delle emissioni del 90% entro il 2040, includendo una serie di flessibilità per rendere la traiettoria meno rigida.

L'intesa, arrivata dopo oltre 24 ore di negoziati, prevede la possibilità di contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue. Un ulteriore 5% di crediti esteri potrà essere acquistato dai Paesi per coprire gli sforzi nazionali. Il testo conferma una clausola di revisione su base biennale a seguito di una valutazione da parte della Commissione della legge sul clima.

Assieme all'intesa sui target 2040 arriva anche l'accordo tra i 27 Paesi Ue sul contributo determinato a livello nazionale (noto come 'Ndc'), ovvero il contributo dell'Ue agli sforzi globali sul clima per il 2035 richiesti dagli impegni della Cop30 di Belém, in Brasile. Il range sul quale è stato trovato un accordo prevede un taglio delle emissioni compreso tra il 66,25% e il 72,5% rispetto ai livelli del 1990.

Secondo il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il compromesso rappresenta "un buon accordo" che riconosce le istanze italiane: tra queste, il rinvio di un anno dell'entrata in vigore dell'ETS 2 - il sistema europeo di scambio delle emissioni esteso ai settori edilizio e dei trasporti - ora previsto per il 2028, e il riconoscimento dei biocarburanti nel quadro delle politiche climatiche.

Il testo approvato prevede anche una revisione biennale dei progressi, sulla base delle valutazioni della Commissione europea, e un periodo pilota per i crediti di carbonio a partire dal 2031, con piena attuazione dal 2036.

Non tutti gli Stati membri hanno però sostenuto l'intesa: Slovacchia, Ungheria e Polonia hanno votato contro, mentre Belgio e Bulgaria si sono astenute. In totale, 21 Paesi - rappresentanti l'81,9% della popolazione dell'UE - hanno espresso voto favorevole.

Parallelamente, l'Unione europea ha definito il proprio nuovo contributo determinato a livello nazionale (NDC) in vista della COP30 di Belém, in Brasile: una riduzione delle emissioni compresa tra il 66,25% e il 72,5% entro il 2035 rispetto al 1990. Si tratta di un passaggio intermedio verso la neutralità climatica, che l'UE punta a raggiungere entro il 2050, e di un segnale politico che intende ribadire la leadership europea nella lotta al cambiamento climatico.

 

La Commissione europea ha sottolineato come la traiettoria al 2040 sia stata costruita in modo "pragmatico e flessibile", tenendo conto delle attuali condizioni economiche e geopolitiche, e come l'obiettivo del 90% rappresenti una tappa fondamentale sulla strada verso la neutralità. Il Parlamento europeo discuterà ora la propria posizione, con voto previsto per il 13 novembre, prima dell'avvio dei negoziati interistituzionali.



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