Kiev. Massiccio attacco russo alle infrastrutture energetiche ucraine

di redazione 30/10/2025 ESTERI
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Massiccio attacco russo contro centrali elettriche, blackout in tutta l'Ucraina

Un massiccio attacco russo con missili e droni contro le infrastrutture energetiche ucraine ha portato a diversi blackout in tutto il Paese. Lo ha reso noto l'operatore statale della rete energetica Ukrenergo

Le forze di Mosca hanno colpito nella notte le centrali termoelettriche in varie regioni dell'Ucraina, ha aggiunto Dtek, la più grande compagnia energetica privata dell'Ucraina, spiegando che "l'attacco - il terzo in un mese contro le centrali dell'azienda - ha causato incendi e danneggiato molti impianti elettrici".

Durante la notte sono stati diramati allarmi antiaerei in tutto il Paese, con l'aeronautica militare ucraina che ha monitorato droni di tipo Shahed, missili da crociera, balistici e ipersonici Kinzhal.

 
09:57 30 Ottobre

La Polonia chiude due aeroporti dopo l'attacco russo sulle regioni ucraine

La Polonia ha chiuso gli aeroporti di Lublino e Radom, nella parte orientale del Paese, a causa del decollo di aerei militari in seguito all'attacco missilistico russo contro l'Ucraina. Lo ha riferito su X  l'Agenzia polacca per il traffico aereo (Pazp), come riporta Ukrinform. "A causa della necessità di garantire la libertà d'azione dell'aviazione militare, gli aeroporti di Radom e Lublino sono rimasti chiusi per tutta la durata delle operazioni", ha riferito l'agenzia.

 
08:46 30 Ottobre

Kiev, "11 feriti, fra cui 6 bimbi, in raid russo su Zaporizhzhia"

Almeno 11 persone, fra cui sei bambini di meno di 6 anni, sono rimaste ferite nella città ucraina di Zaporizhzia in seguito a un massiccio raid notturno russo: lo rende noto il governatore dell'oblast omonima, Ivan Fedorov sul suo canale Telegram, citato da Ukrinform.

"Tutti i feriti stanno ricevendo le cure mediche necessarie", ha sottolineato Fedorov, aggiungendo che 5 condomini e diverse case private sono stati danneggiati nell'attacco. "Un dormitorio è stato distrutto e altre infrastrutture  danneggiate", ha dichiarato il governatore dell'oblast di Zaporizhzia.

 
08:25 30 Ottobre

Cremlino: non in agenda conversazione tra Trump e Putin

Una conversazione telefonica tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump non è prevista nel prossimo futuro. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai media russi.

 
08:12 30 Ottobre

Kiev, "colpite varie centrali, black-out in tutta Ucraina"

Raid di droni e missili russi durante la notte hanno colpito diverse centrali e altre infrastrutture elettriche in tutta l'Ucraina, causando il principale fornitore di energia, Ukrenergo, a imporre black-out in varie oblast del Paese. Lo scrive l'Ukrainska Pravda, che cita un comunicato del gestore.

 
06:59 30 Ottobre

Trump: stiamo parlando con la Russia sulla denuclearizzazione

"Stiamo effettivamente parlando con la Russia della denuclearizzazione": lo ha detto Donald Trump parlando con i reporter sull'Air Force One dopo l'incontro con Xi in Corea del sud.

 
06:53 30 Ottobre

Trump: Usa e Cina lavoreranno insieme sulla guerra in Ucraina

“Siamo d'accordo sul fatto che le parti siano impegnate in uno scontro, e che a volte sia necessario lasciarle combattere. Ma Xi Jinping ci aiuterà e lavoreremo insieme sulla questione ucraina". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One che lo riporterà negli Usa dopo l'incontro con il presidente cinese a Busan, in Corea del Sud. Lo riporta la Cnn. Trump ha aggiunto che i due leader hanno concordato di collaborare "per vedere se riusciremo a porre fine a quella guerra".

 
02:08 30 Ottobre

Il Giappone continuerà a importare Gnl russo

Il Giappone intende continuare, almeno per il momento, a importare gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia. Lo ha comunicato la premier Sanae Takaichi al presidente statunitense Donald Trump durante il loro primo vertice bilaterale, tenutosi martedì a Tokyo, secondo quanto riferiscono fonti del governo nipponico citate dall'Agenzia Kyodo. 

Washington da tempo sollecita Tokyo a interrompere gli acquisti di energia russa, nel quadro delle sanzioni internazionali contro Mosca per via del conflitto in Ucraina, chiedendo la sostituzione con l'alternativa statunitense. Nel colloquio, Takaichi - entrata in carica lo scorso 21 ottobre - avrebbe sottolineato tuttavia la necessità di mantenere le forniture russe per evitare rischi di carenze energetiche interne.

Nel 2024, il Gnl proveniente dalla Russia ha rappresentato circa l'8,6% delle importazioni totali giapponesi del combustibile, utilizzato principalmente per la produzione termoelettrica e la distribuzione di gas nelle aree metropolitane.

 
02:07 30 Ottobre

La bozza del piano europeo: "Tregua sulla linea del fronte, poi negoziati"

La bozza del piano europeo in 12 punti per arrivare alla pace in Ucraina è strutturata su due fasi: la prima è il "cessate il fuoco", e la seconda, i "negoziati". Lo scrive Radio Free Europe/Radio Liberty che ha visionato il progetto a cui la coalizione dei volenterosi, il gruppo di oltre 20 paesi che sostengono l'Ucraina, sta lavorando dalla primavera scorsa, ma che non è ancora stato discusso ufficialmente a livello UE.

Il documento afferma che il cessate il fuoco "inizierà 24 ore dopo che le parti avranno accettato il piano" e che la linea di confine provvisoria "sarà congelata al punto in cui si trovava all'inizio del cessate il fuoco". L'approccio è basato sul "cessate il fuoco prima di tutto", un punto condiviso dalla maggior parte degli stati europei. Il monitoraggio del cessate il fuoco inizierà "immediatamente sotto la guida degli Stati Uniti, utilizzando satelliti, droni e altri strumenti tecnologici".

La seconda fase, quella dei negoziati, prevede innanzitutto un armistizio. Poi "inizieranno le trattative su una linea di confine definitiva, che rimarrà in vigore fino a quando le parti non avranno concordato un governo permanente dei territori occupati".

Si parla inoltre di una graduale revoca delle sanzioni alla Russia e dell'avvio di un processo per concordare il risarcimento per i danni di guerra con i beni russi congelati in Occidente, per un totale di oltre 200 miliardi di euro.

 
02:05 30 Ottobre

Kiev chiude la sua ambasciata a Cuba: "Sostiene la Russia"

L'Ucraina ha deciso di chiudere la sua ambasciata a L'Avana e di abbassare il livello delle relazioni diplomatiche con Cuba per via del sostegno di Cuba alla Russia. Lo ha riferito Rbc-Ucraina, citando una dichiarazione del ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga.

Sybiga ha dichiarato che l'Ucraina ha votato contro la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla necessità di porre fine al blocco statunitense a Cuba. In particolare, il presidente cubano aveva precedentemente augurato al leader russo Vladimir Putin "successo" nella sua guerra d'aggressione contro l'Ucraina.

"Abbiamo deciso di chiudere la nostra ambasciata a L'Avana e di abbassare il livello delle nostre relazioni diplomatiche. La nostra voce non è rivolta contro il popolo cubano: rispettiamo il suo diritto a vivere in prosperità", ha osservato il ministro degli Esteri. Sybiha ha aggiunto che il voto dell'Ucraina contro la risoluzione è diretto contro l'inazione delle autorità cubane in risposta alla coscrizione di massa di cittadini cubani nell'esercito russo.

"La riluttanza de L'Avana a fermare il coinvolgimento di massa dei suoi cittadini nella guerra della Russia contro l'Ucraina è una complicità nell'aggressione e deve essere condannata con la massima fermezza. L'Ucraina si opporrà sempre a tali pratiche e sosterrà gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite", ha sottolineato Sybiga.

 
02:04 30 Ottobre

Zelensky: "A Pokrovsk situazione difficile ma difendiamo le posizioni"

Nel suo consueto discorso serale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rappresentato le difficoltà che si stanno riscontrando a Pokrovsk. "Oggi abbiamo parlato in dettaglio con il Comandante in Capo e il capo dello Stato Maggiore Generale della situazione al fronte - in tutte le direzioni", ha affermato Zelensky. "La situazione più difficile ora è nel settore di Pokrovsk. Lì, come nelle settimane precedenti, c'è la massima intensità delle azioni di combattimento, con una forte concentrazione di russi", ha specificato il leader ucraino. Zelensky, nel suo discorso, ha sottolineato che anche "la situazione a Kupiansk rimane complessa". "In questi giorni le nostre forze hanno un maggiore controllo, continuiamo a difendere le posizioni", ha osservato il presidente ucraino. 

"Abbiamo anche elaborato in dettaglio la pianificazione delle nostre operazioni a lungo raggio. L'unico scenario è costringere la Russia a porre fine alla guerra nel modo più possibile e realistico. E questo significa le sanzioni mondiali, i nostri colpi a lungo raggio, la nostra ripresa dopo le azioni russe, la coordinazione con i nostri partner, e soprattutto - il sostegno al nostro esercito, a tutte le componenti delle Forze di Difesa e Sicurezza dell'Ucraina, perché l'Ucraina è dove le posizioni ucraine sono forti", ha osservato Zelensky.

 
13:30 29 Ottobre

Vladimir Putin: soldati ucraini circondati a Kupyansk e Povkrovsk, si arrendano. Pronti a fare entrare giornalisti

 Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato Kiev a decidere la resa dei militari ucraini che secondo Mosca sono accerchiati nella aree di Pokrovsk (regione di Donetsk) e di Kupyansk (regione di Kharkiv). La leadership ucraina deve prendere "le decisioni appropriate sul destino dei propri cittadini e dei propri militari, così come hanno fatto una volta all'Azvostal" di Mariupol, ha detto Putin, citato dalla Tass. Il presidente ha detto che la Russia è pronta a cessare i combattimenti per alcune ore "affinché un gruppo di giornalisti possa entrare in questi insediamenti, vedere cosa succede lì, parlare con i militari ucraini e uscire". Kiev ha finora smentito che le sue forze siano accerchiate nelle città citate da Putin.

 
13:05 29 Ottobre

Vladimir Putin: collaudato il siluro nucleare Poseidon, “nulla di simile al mondo”

Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che la Russia ha testato un super siluro autonomo a propulsione nucleare denominato Poseidon e che il test è stato un grande successo. Ci sono pochi dettagli confermati sul Poseidon di dominio pubblico, ma si tratta essenzialmente di un siluro autonomo a propulsione nucleare in grado di provocare onde oceaniche radioattive che rendono le città costiere inabitabili. Putin, mentre beveva tè con i soldati russi feriti nella guerra in Ucraina in un ospedale di Mosca, ha affermato che il test ha avuto luogo martedì. " Per la prima volta, siamo riusciti non solo a lanciarlo con un motore di lancio da un sottomarino vettore, ma anche a lanciare l'unità di potenza nucleare su cui questo dispositivo ha trascorso un certo periodo di tempo", ha detto Putin. "Non c'è niente di simile". "Questo è un enorme successo", ha detto Putin, aggiungendo che la potenza del Poseidon ha superato quella del missile intercontinentale Sarmat, noto come SS-X-29, o semplicemente Satan II. 
"La potenza del Poseidon supera significativamente quella anche del nostro più promettente missile intercontinentale Sarmat", ha affermato Putin. La scorsa settimana Putin ha tenuto un'esercitazione di lancio nucleare e domenica ha annunciato che la Russia ha testato con successo il suo missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, un'arma nucleare che secondo Mosca è in grado di perforare qualsiasi scudo difensivo. Da quando ha annunciato per la prima volta il Poseidon e il Burevestnik nel 2018, Putin li ha presentati come una risposta alle mosse degli Stati Uniti per costruire uno scudo antimissile dopo che Washington nel 2001 si è ritirata unilateralmente dal Trattato sui missili antibalistici del 1972 e per ampliare l'alleanza militare della Nato. 

 
11:35 29 Ottobre

Romania: gli Stati Uniti ritireranno parte dei soldati dispiegati sul fianco orientale della Nato

La Romania e gli alleati della Nato sono stati informati dei piani degli Stati Uniti di ridurre il personale militare di stanza sul fianco orientale dell'Europa, compresi i soldati che dovevano essere di stanza nella base aerea rumena di Mihail Kogalniceanu, ha dichiarato mercoledì il ministero della Difesa rumeno. Gli alleati europei di Washington sono stati informati in precedenza dall'amministrazione del presidente Donald Trump che dovranno assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza, poiché gli Stati Uniti si concentreranno maggiormente sui propri confini e sulla regione indo-pacifica. "La decisione americana è quella di interrompere la rotazione in Europa di una brigata che aveva elementi in diversi paesi della Nato ", ha affermato il ministero della Difesa. Ha aggiunto che la decisione era prevedibile, dati i cambiamenti nelle priorità di Washington, ma che circa 1.000 soldati statunitensi continueranno a essere di stanza in Romania. "La decisione ha anche tenuto conto del fatto che la Nato ha consolidato la sua presenza e la sua attività sul fianco orientale, il che consente agli Stati Uniti di adeguare la loro posizione militare nella regione", ha affermato il ministero. Non ha specificato quanti soldati statunitensi saranno ritirati. Non ci sono stati commenti immediati da parte della Nato. Nonostante le preoccupazioni sul fianco orientale della Nato riguardo al potenziale ridimensionamento della presenza degli Stati Uniti nella regione in un momento in cui la Russia continua a condurre la guerra in Ucraina, Trump ha dichiarato a settembre che Washington potrebbe aumentare la presenza delle sue truppe in Polonia.

 
19:34 28 Ottobre

Tajani: Salvini-Orban? La politica estera spetta a me e a Meloni

"La linea in politica estera dell'Italia la esprime il Presidente del Consiglio e la esprime il Ministro degli Esteri. Le altre posizioni sono posizioni individuali, ma la linea politica del governo è chiara". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando l'incontro tra Salvini e Orban, sottolineando che "noi siamo dalla parte di Kiev". 

 

 
13:05 28 Ottobre

Viktor Orbán (Ungheria): lavoriamo a un asse "contro la guerra" con Slovacchia e Repubblica Ceca

Budapest sta lavorando ad un'asse anti-Ucraina con Bratislava e Praga, dopo che in Repubblica Ceca il nazionalista Andrej Babis ha vinto le elezioni. "Penso che succederà, e sarà sempre più evidente", ha detto a Politico Balasz Orban, consigliere politico del premier magiaro. In un'intervista rilanciata questa mattina sul suo account anche Viktor Orban ha fatto riferimento all'asse con lo slovacco Robert Fico e il premier in pectore ceco. "Nell'Europa centrale, il fronte pacifista sta crescendo. Con l'aggravarsi delle difficoltà economiche in Europa, sempre più nazioni si renderanno conto che la pace è l'unica strada", ha detto. “Qui, nel cuore dell'Europa, i cechi favorevoli alla pace e contrari alla guerra stanno tornando, c'è un governo contrario alla guerra in Slovacchia, c'è un governo contrario alla guerra in Ungheria, e vedo che il vento sta cambiando anche in Polonia, abbiamo ancora bisogno di tempo per vedere le cose con chiarezza. E credo che, con l'aggravarsi dei problemi economici nell'Europa occidentale, sempre più paesi ammetteranno di non avere i soldi per finanziare questa guerra. Quindi mi aspetto che, col passare del tempo, quasi ogni giorno, sempre più persone si uniranno al movimento contro la guerra”, ha ribadito su X (Twitter).

"Condividiamo opinioni comuni sull'attuale approccio di Slovacchia e Ungheria al futuro dell'Europa, inclusa la cooperazione e il ruolo dell'Ucraina. Crediamo che il futuro governo ceco condividerà probabilmente le nostre opinioni su questo tema, poiché apparteniamo allo stesso gruppo politico. Pertanto spero vivamente che questa Alleanza centroeuropea contribuisca a rendere la nostra politica estera sovrana più efficace, ha fatto eco il ministro degli Esteri Peter Szijjarto a margine della terza Conferenza internazionale di Minsk sulla sicurezza eurasiatica.

 
07:32 28 Ottobre

Lukoil venderà le sue attività all'estero dopo sanzioni

Il colosso petrolifero russo Lukoil ha comunicato che venderà i suoi asset esteri, dopo che Washington ha annunciato sanzioni contro le società Rosneft e Lukoil, con l'obiettivo di bloccare i guadagni della Russia e costringerla a negoziare un cessate il fuoco in Ucraina. "A causa dell'introduzione di misure restrittive nei confronti dell'azienda e delle sue controllate da parte di alcuni Stati, l'azienda annuncia la sua intenzione di vendere i suoi asset internazionali", ha dichiarato Lukoil, aggiungendo che la procedura di gara è già iniziata. Rosneft e Lukoil rappresentano il 55% della produzione petrolifera russa.  

 

 
13:40 27 Ottobre

Viktor Orbán: l'Ue non conta nulla, Trump sbaglia su Putin

"L'Unione europea non conta nulla. Donald Trump sbaglia su Putin, andrò da lui per fargli togliere le sanzioni alla Russia". Lo afferma il premier ungherese Viktor Orban conversando con Repubblica a margine della sua visita a Roma. "Abbiamo appaltato agli americani e ai russi la possibilità di risolvere la guerra. Purtroppo, non abbiamo un ruolo. L'Europa è totalmente fuori dai giochi", ha affermato Orban, spiegando che "presto sarò da Trump per risolvere il problema delle sanzioni al petrolio". Sull'incontro con Meloni, spiega che "il punto importante è il futuro dell'economia europea, perché sulla guerra resta ben poco da fare".

 
04:06 27 Ottobre

Zelensky: "L'accerchiamento a Kupyansk è una menzogna russa"

Le dichiarazioni russe sul presunto accerchiamento delle truppe ucraine nella zona di Kupyansk e Pokrovsk sono “una completa menzogna”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky citato da Rbc-Ucraina, commentando la notizia del Cremlino secondo la quale truppe russe avrebbero circondato fino a 5.000 soldati ucraini a Pokrovsk e Kupyansk. 



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