Tommaso

Una confessione/analisi con il cuore in mano.

di EMILIANO BAGLIO 09/02/2021 ARTE E SPETTACOLO
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Disponibile su Raiplay.


Tommaso
(2019) e Siberia (2020), come ipotizzavamo nella recensione di quest’ultimo (http://www.euroroma.net/9305/ESTERI/siberia.html) sono due film indissolubilmente legati tra loro.

Il primo, infatti, è stato girato durante la postproduzione del secondo.

Inoltre in entrambi compaiono sia la moglie Cristina Chiriac che la loro figlia Anna, che qui in Tommaso praticamente interpretano loro stesse, sia Willem Dafoe oramai divenuto l’alter ego del regista tanto da imitarne persino i gesti ed il modo di parlare.

Le due pellicole, sostanzialmente, sono una lunga confessione/analisi da parte del regista.

Tommaso cammina per strada, porta la figlia al parco, tiene lezioni di recitazione, medita (Ferrara ha abbracciato il buddismo), partecipa alle riunioni degli alcolisti anonimi durante le quali rievoca il suo passato di dipendenze e stravizi.

Di fatto è la vita stessa di Ferrara che viene messa in scena, il regista si strappa letteralmente il cuore dal petto, come fa il suo protagonista e lo offre al pubblico.

C’è sempre però uno scarto perché se è ovvio che Dafoe è Ferrara, al tempo stesso non siamo dinnanzi a dei documentari ma a delle opere di finzione nelle quali è difficile separare l’elemento autobiografico da quello inventato.

Abel Ferrara prende la macchina da presa e segue il suo protagonista, sospeso tra home movie ed improvvisi squarci di cinema verità che improvvisamente fanno irruzione sottoforma degli sguardi dei passeggeri della metropolitana di Roma colti a sbirciare con stupore il divo Dafoe.

Il cinema inteso come un atto di guerriglia, come indissolubile necessità, da parte di un autore, di raccontarsi producendo immagini, realizzate febbrilmente.

Così Tommaso lavora ad un film che altri non è che lo stesso Siberia nell’ennesimo cortocircuito tra ciò che vediamo sullo schermo e ciò che avviene realmente.

La filmografia di Ferrara appare sempre di più come una vera e propria confessione, un atto di autoanalisi portata avanti tramite l’unico modo che il nostro conosce, la realizzazione di film in cui finisce per confluire tutto.

Dal proprio privato sino alla collaborazione/identificazione/amicizia con l’attore feticcio.

Tommaso rievoca il suo passato di alcolizzato e parla del difficile rapporto con le due figlie adottive che chissà se sono le stesse che nella vita reale ha avuto Ferrara.

In fondo non è poi così importante sapere quanto c’è di vero e quanto no in questo film, quanto Tommaso crocifisso alla Stazione Termini sia una reminiscenza del cinema Pasoliniano messo anch’esso in scena nel 2014 con Pasolini (http://www.euroroma.net/3419/ARTE%20E%20SPETTACOLO/nelle-sale-il-pasolini-di-abel-ferrara.html); tutto ritorna e si intreccia nella filmografia del regista americano dando vita ad un’opera multiforme dai mille rivoli, tanto apparentemente ostica quanto meravigliosamente sincera e spiazzante.

Tommaso però è anche e soprattutto il ritratto di un uomo anziano, Ferrara ha 70 anni e Dafoe 66, che mette in scena il suo smarrimento dinnanzi ad una compagna più giovane (la Chiriac ha 27 anni) e la sua impotenza di uomo rispetto ad una donna che vuole sentirsi libera, è totalmente presa dal suo ruolo di madre e si sottrae alle attenzioni di un marito che, invece, sembra dipendere totalmente da lei.

Una confessione, appunto, a cuore aperto, dominata dalle immagini di una Roma mai così bella, sempre ritratta con colori caldi e luminosi anche nel suo piccolo squallore quotidiano.

Una seduta di analisi e messa in scena del proprio privato che si chiude con una sequenza meravigliosa, uno spezzone di filmato casalingo, in cui Abel Ferrara riprende la figlia con tutto l’amore di cui solo un padre è capace.

Immagini che sono scandalosamente intime e private e che non possono che destare amore, gratitudine, commozione ed ammirazione.

Siano per questo benedette Fuori orario e Raiplay che hanno salvato dall’oblio questa pellicola permettendoci di poterla vedere.

 

EMILIANO BAGLIO



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