USA. Il Covid spinge milioni di americani a cambiare residenza

di redazione 08/02/2021 ESTERI
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Spinti dall'esigenza di trovare prezzi più abbordabili per gli affitti o a causa della perdita del lavoro, si registra negli Stati Uniti d'America la tendenza a lasciare i grandi centri urbani. Gli americani sono abituati a spostarsi da una città all'altra per cominciare una nuova vita, ma con il coronavirus questa esigenza è diventata ancora più forte. Dallo scoppio della pandemia, a marzo dell'anno scorso, fino a ottobre, in quasi 9 milioni hanno cambiato residenza, quasi 94 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Il dato viene dall'analisi delle Poste americane sui cambi di indirizzo.

New York è risultata una delle città più abbandonate, quelle da cui sono andate via più persone. Secondo un dato pubblicato da Bloomberg a fine dicembre, già nel 2019 New York stava perdendo 376 residenti al giorno, prima di diventare l'epicentro del focolaio di contagi. Nel 2020 sarebbero più di 200 mila le persone che se ne sono andate. Il 65 per cento di chi ha cambiato indirizzo, lo ha fatto per andare in zone meno care della ricca Manhattan, e meno popolose. Il 33 per cento di chi ha lasciato Manhattan si è trasferito a Brooklyn, il 29 per cento è andato nella zona residenziale degli Hamptons, lontano dalla Grande Mela, e l'8 per cento ha scelto il New Jersey. La maggior parte di quelli che si sono trasferiti da San Francisco, in California, ha voluto un posto ad almeno cento chilometri di distanza.

Tra le altre città che hanno registrato uno spopolamento Dallas, Houston e Austin, in Texas. I due terzi dei trasferimenti hanno riguardato lo spostamento dal centro alla periferia o in zone rurali, a bassa densità e con il prezzo delle case, in vendita o in affitto, decisamente più abbordabili. Esigenza diffusa, considerato che con la pandemia milioni di famiglie hanno dovuto affrontare emergenze economiche e perdita di posti di lavoro.  



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