Coronavirus. A Parigi cancellato l'annuale Salone del Libro. Le misure del decreto governativo: Distanze di sicurezza, scuole e assembramenti pubblici.

di redazione 02/03/2020 CULTURA E SOCIETÀ
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ULTIM'ORA PARIGI

L'edizione annuale del Salone del Libro di Parigi, in programma dal 20 al 23 marzo, è stata cancellata per i timori legati all'epidemia di coronavirus. Lo ha annunciato il presidente della manifestazione, Vincent Montagne. "In seguito alle decisioni del governo di vietare i raduni con più di 5000 persone in un ambiente chiuso, abbiamo preso con rammarico la decisione di annullare l'edizione 2020", ha scritto in un comunicato.

IL GOVERNO E IL DECRETO

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contenimento dei contagi da Coronavirus.

LE MISURE - Il nuovo decreto è caratterizzato dalla sospensione delle attività scolastiche fino all'8 marzo nelle regioni 'cluster'. Con il provvedimento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, a Savona e Pesaro-Urbino si introduce la regola 'droplet', affinché venga garantita la distanza tra le persone di almeno un metro l'una dall'altra in tutti i bar, ristoranti, pub, negozi, musei e chiese. In questi luoghi l'apertura di locali pubblici è ora "condizionata" a modalità che evitino assembramenti. Una misura proposta dagli stessi governatori delle tre Regioni ma ritenuta "difficilissima da applicare" da parte di alcuni sindaci, come quello di Crema, Stefania Bonaldi.

Qualsiasi provvedimento dell'esecutivo sul Covid-19 sarà comunque inappellabile da parte di altri enti, soprattutto alla luce della norma contenuta nell'ultima bozza del decreto legge approvato venerdì scorso e secondo cui sono "inefficaci" tutte le ordinanze dei sindaci in materia di Coronavirus in contrasto con le misure prese dal governo. Per fermare iniziative fuori asse, si prevede che dopo "l'adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 non possano essere adottate e sono inefficaci - recita la norma - le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali". Non solo locali. In quelle stesse regioni anche gli eventi sportivi di ogni ordine e disciplina, come ad esempio alcuni match della serie A di calcio, saranno sospesi fino all'8 marzo.

Sarà però consentito lo svolgimento delle competizioni a porte chiuse. Inoltre, è fatto divieto di trasferta ai tifosi residenti nelle stesse regioni e province per la partecipazione ad eventi e competizioni sportive che si svolgono nelle restanti parti d'Italia. E anche il Friuli Venezia Giulia, sulla scia di quanto già stabilito per le tre regioni cluster nel Dpcm, ha prorogato la sospensione delle attività scolastiche per un'altra settimana sette giorni con un'ordinanza del governatore, Massimiliano Fedriga. Ad essere coinvolti dai nuovi provvedimenti sono anche i comprensori sciistici nelle zone più colpite dal coronavirus, che resteranno aperte ma a condizione che il gestore provveda alla limitare l'accesso agli impianti di trasporto - funicolari, funivie o cabinovie - con una presenza massima di persone pari ad un terzo della capienza. La chiusura di palestre, centri sportivi, piscine, centri culturali e ricreativi riguarda invece la sola Regione Lombardia e la provincia di Piacenza mentre almeno fino al prossimo week end, nelle province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona è prevista anche la chiusura dei negozi all'interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione dei punti vendita di generi alimentari e farmacie. Restano isolate le 'zone rosse'.

 La chiesa di San Luigi dei francesi a Roma è chiusa da oggi "per misure precauzionali" e "fino a nuovo ordine". E' quanto si legge sul sito di San Luigi che rinvia ad una decisione dell'ambasciata di Francia a Roma. A San Luigi dunque niente messe né visite. Questa sera non si celebrerà messa neanche a Sant'Ivo dei Bretoni, sempre a Roma. Si tratterebbe della prima disposizione del genere nella capitale forse dovuta al fatto che un sacerdote della diocesi di Parigi, che era stato a Roma, ora è in ospedale in Francia affetto da coronavirus.

COLLABORAZIONE SANITA' PUBBLICA SANITà PRIVATA

L’idea è quella della collaborazione. Perché il rischio maggiore, dato dall’aumento di casi di nuovo coronavirus, è il collasso del sistema sanitario, a causa di una pressione mai vista prima. E allora: la sanità nazionale chiama a raccolta gli ospedali privati per affrontare l’emergenza legata al Covid-19. Tanto in Lombardia quanto in Veneto, così, le cliniche metteranno a disposizione i loro letti per aiutare gli ospedali pubblici a far fronte all’emergenza.

A sollevare il caso è stato ieri il segretario della Cgil Maurizio Landini, che durante la trasmissione In mezz’ora ha sottolineato che «la sanità pubblica sta affrontando uno sforzo straordinario. Lo chiediamo anche della sanità privata». «Ma dai privati, qui in Lombardia, abbiamo ottenuto piena disponibilità: hanno ridotto già, su nostra richiesta, il 70 per cento dei ricoveri non urgenti. E messo a disposizione i loro posti di terapia intensiva», dice l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera: ieri i vertici del Regione Lombardia — nella quale i letti che fanno capo ai privati sono oltre 7.500, di cui 380 in reparti di rianimazione — hanno incontrato i rappresentanti degli ospedali privati per fare il punto della situazione. 

Alcuni ospedali, allora, hanno già messo a disposizione i loro letti: la Poliambulanza di Brescia «ha messo a disposizione sette-otto postazioni di terapia intensiva», dice Gallera. Il San Raffaele ha riservato quattro letti di terapia intensiva per pazienti positivi al Codiv-19 (oggi tutti occupati) e ha realizzato un reparto da 14 letti, di cui 12 già occupati. «Abbiamo messo a disposizione postazioni di terapia intensiva per pazienti positivi e intubati provenienti da altri ospedali, che vengono curati e assistiti con percorsi sicuri e aree dedicate, prima di essere trasferiti se necessario nei centri regionali dotati di reparti di infettivologia», aggiungono dall’Humanitas.

Il punto definitivo sulla situazione sarà fatto oggi, quando gli altri ospedali privati comunicheranno le loro disponibilità. Nel frattempo, 15 medici rianimatori che lavorano nelle strutture del Gruppo San Donato andranno negli ospedali delle zone più colpite, a Lodi, Crema e Cremona. «Siamo tutti parte dello stesso sistema e siamo operativi sin da quando è scoppiata l’emergenza. C’è piena collaborazione», spiega Dario Beretta, guida di Aiop Lombardia (l’associazione degli ospedali privati).

Stesso discorso in Veneto, dove rispetto alla Lombardia la sanità privata pesa di meno (vale il 18 per cento dei letti complessivi della regione: 3.425 posti, di cui 50 in Terapia intensiva). Ma assicura di essere pronta per l’emergenza: «Finora abbiamo inviato i casi sospetti negli ospedali regionali dotati di reparti di Malattie infettive, come previsto dalle linee guida della Regione. Ma siamo pronti a collaborare e mettiamo a disposizione i nostri posti nei reparti diTerapia intensiva — spiega Giuseppe Puntin, numero uno di Aiop Veneto — Siamo del tutto allineati alle disposizioni che arrivano dalla Regione e dal Ministero e pronti a collaborare pienamente».

ROMA

Un agente della questura di Roma è risultato positivo al primo test per il coronavirus e ora si è in attesa della conferma dal secondo esame effettuato allo Spallanzani. L'agente, secondo quanto si apprende, era assente dal lavoro dal 25 febbraio scorso per sintomi influenzali. Il poliziotto avrebbe contratto il virus in seguito ad una visita ricevuta da un amico proveniente da una delle zone della Lombardia da cui si è diffuso il coronavirus. Il presidio medico di polizia ha già avviato tutti i protocolli sanitari previsti per le verifiche sui colleghi che hanno avuto contatti con l'agente. 

 ZONA ROSSA

Sono diciotto i denunciati in Provincia di Lodi che hanno cercato di eludere i controlli per andare in esercizi pubblici al di fuori della zona rossa, oppure sono entrati nella zona per trovare parenti. Da quanto si è saputo sono stati tutti scoperti negli ultimi giorni dai carabinieri e da altre forze dell'ordine che recintano la zona.


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