Coronavirus. Si ricostruiscono i movimenti della coppia contagiata. Comunicato stampa dello Spallanzani "Sono in discrete condizioni. Sotto osservazione altri casi. Nessun nuovo contagio. La situazione è sotto controllo"

di redazione 31/01/2020 ROMA
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Si sta cercando in queste ore di ricostruire i movimenti della coppia di turisti cinesi ricoverata giovedì allo Spallanzani nella capitale: è stato appurato che aveva fatto una tappa a Parma prima di arrivare circa una settimana fa a Roma. Dopo essere arrivata a Milano avrebbe fatto solo la tappa intermedia di Parma. Da lì avrebbe affittato un'auto e sarebbe arrivata autonomamente a Roma. Dunque non avrebbe raggiunto la capitale con mezzi di trasporto collettivi.

La task force del ministero della Salute sta cercando di definire meglio l'itinerario dei due, marito e moglie di 67 e 66 anni, anche per - nel caso - adottare eventuali precauzioni. Intanto a Parma è già in corso una riunione sul caso con l'Azienda ospedaliera.

I due turisti, originari dello Hubei, la provincia cinese focolaio dell'epidemia di coronavirus, era atterrata a Milano Malpensa il 23 gennaio scorso e aveva fatto tappa a Parma prima di arrivare all'hotel di Roma. I due non sono stati sottoposti a controlli quando sono arrivati in Italiaperché, come indicano le date, il loro volo è arrivato quando i controlli sanitari disposti dal Ministero della Salute non erano ancora previsti (sono scattati solo domenica 26 gennaio).


Tuttavia, anche se i controlli ci fossero stati su quel volo, e i medici fossero saliti a bordo per misurare la temperatura ai passeggeri con termometri digitali (come accaduto da domenica) con tutta probabilità nulla sarebbe emerso, in quanto il periodo di incubazione del virus è asintomatico e dura 14 giorni. La coppia al momento è isolata nell'ospedale di eccellenza per le malattie infettive di Roma. "Ci aspettavamo questi casi, eravamo preparati. Li abbiamo identificati precocemente e isolati. I pazienti sono in buone condizioni, sono giovani, con un quadro da normale influenza" ha detto il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, a  "Circo Massimo" su Radio Capital. 


 "I cittadini devono stare tranquilli - ha proseguito l'esperto - perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche e appena i due turisti hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi".

Nell'ambito della sorveglianza sanitaria scattata ieri sera sono in corso verifiche per risalire a chi ha avuto contatti diretti con la coppia, in particolare su chi si trovava sul volo atterrato a Malpensa il 23 su cui viaggiavano la coppia e l'altra comitiva di turisti cinesi.

Ci sono poi accertamenti in corso su un terzo caso sospetto a Roma, un operaio romeno, Marian C. di 42 anni, che avrebbe dichiarato all'ospedale di Tivoli, dove sarebbe andato ieri sera perché aveva la febbre alta, di essere stato a contatto con la coppia nell'hotel Palatino.

L'Assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio sul caso dubbio dell'operaio romeno fa sapere che "non ci deve essere nessun allarmismo. L'uomo, che nella notte è stato trasferito dall'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli allo Spallanzani, non è mai entrato in contatto con i due soggetti che sono risultati positivi. Il virus si trasmette per stretto contatto diretto. La ASL di competenza Roma 5 ha rispettato le procedure operative previste e lo ha trasferito esclusivamente a scopo precauzionale. La situazione non desta preoccupazione".

Proseguono intanto i controlli anche sugli altri 18 turisti cinesi, arrivati con lo stesso tour operator della coppia, che avevano proseguito il viaggio verso Cassino e sono stati bloccati nella serata di giovedì. I turisti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria perché entrati in contatto con la coppia di cinesi, ed erano stati a Sorrento. I 18 dovevano poi alloggiare a Cassino ma, alla luce dell'esito dei test sulla coppia, il bus è stato fermato dalle forze dell'ordine al casello autostradale di Cassino, anche alla presenza dei sanitari della locale Asl, e scortato fino allo Spallanzani di Roma.

Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato che la psicosi legata al tour turistico effettuato dalla coppia cinese trovata positiva al coronavirus "non è giustificata: è improbabile che possano aver contagiato altre persone nelle varie città visitate perché il virus si trasmette solo con un contatto molto ravvicinato". Al momento, ha comunque confermato Rezza, "si sta tracciando tutto il percorso fatto dalla comitiva, la vigilanza resta alta, ma non dobbiamo suscitare allarmi ingiustificati".


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