Strage di Corinaldo. 6 ragazzi arrestati. La Banda specializzata in furti spruzzò lo spray al peperoncino che provocò il panico all'interno della discoteca

di redazione 03/08/2019 TUTTI
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Sette arresti dei carabinieri di Ancona nell'inchiesta sulla strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) in cui, tra il 7 e l'8 dicembre scorsi, morirono cinque giovani e una madre 39enne.

In carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, che erano alla Lanterna Azzurra quella sera, accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni: farebbero parte di una banda dedita alle rapine in discoteca spruzzando spray al peperoncino. Arrestato anche un ricettatore solo per associazione.

Così i carabinieri del comando provinciale di Ancona hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere , firmata dal Gip Carlo Cimini nei confronti di 7 persone, tutti residenti nella provincia di Modena, tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine e 6 di loro anche di omicidio preterintenzionale, lesioni personali  e singoli episodi di rapine e furti. 

L’indagine, condotta dal nucleo investigativo del reparto Operativo di Ancona, coordinata dal Procuratore capo Monica Garulli insieme ai pm Paolo Gubinelli e Valentina Bavai, ha consentito di individuare questi 6 giovani, tutti di età compresa tra 19 e 22 anni, presenti quella notte dentro la discoteca. Sono stati loro a spruzzare lo spray al peperoncino che ha scatenato il panico, che ha poi portato alla morte di 6 persone: 5 ragazzini e una mamma. 

«Giovani di età compresa tra i 19 e i 22 anni - ha confermato in conferenza stampa il procuratore di Ancona Monica Garulli - che sfruttavano eventi musicali e con alto assembramento di persone per compiere azioni delittuose con l’utilizzo di spray urticante». Il magistrato ha sottolineato anche le gravi responsabilità relative alle condizioni di sicurezza del locale, posto sotto sequestro. Provvedimenti giudiziari attendono chi ha le responsabilità in materia.

 Ora sei giovani sono accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo, uno è accusato di ricettazione; tutti sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 c’erano almeno 1.400 persone, ben oltre la capienza consentita, all’interno del “Lanterna Azzurra Clubbing” di Corinaldo dove era in programma la performance dell’artista milanese Sfera Ebbasta. All’improvviso, l’aria all’interno del locale diventa irrespirabile, colpa di uno spray urticante spruzzato - secondo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta - da una banda di giovani scippatori. Scoppia il panico e le persone fuggono verso le uscite di sicurezza, la maggior parte verso la numero tre, davanti alla quale c’è una rampa che cede sotto il peso di centinaia di persone. Morirono in sei per asfissia e schiacciamento: Asia Nasoni, 14 anni, di Marotta (Pesaro-Urbino), Emma Fabini, 14 anni, Daniele Pongetti, 16 anni, ed Eleonora Girolimini, 39 anni, di Senigallia (Ancona), Benedetta Vitali, 15 anni, di Fano (Pesaro-Urbino) e Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone (Pesaro-Urbino); almeno altre 120 persone rimasero ferite, molte altre lesionate dagli spray e dai traumi.

L’indagine, condotta dai carabinieri e coordinata dalla procura della repubblica di Ancona, ha seguito due direttrici: accertare chi abbia spruzzato lo spray al peperoncino all’interno del locale, dove fu trovata una bomboletta, e per quale ragione. I 7 arresti della notte scorsa potrebbero dare agli inquirenti le risposte definitive, assieme alle verifiche sul locale, dalle quali sono emerse diverse irregolarità strutturali e legate alla concessione dei permessi necessari per svolgere attività di pubblico spettacolo. Dopo il blitz della notte scorsa dei carabinieri, il bilancio dell’inchiesta è di sette persone arrestate, tutti giovani modenesi, e 18 indagati. Sei degli arrestati dovranno rispondere di omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo, il settimo di ricettazione; a uno degli indagati, minorenne all’epoca dei fatti, è contestato il reato di omicidio colposo plurimo, mentre in 17 sono accusati di concorso nell’omicidio colposo plurimo aggravato e disastro colposo, e sei tecnici anche di falso ideologico. Per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo sono state chiamate in causa nove persone tra gestori, proprietari e un addetto alla sicurezza; altre otto, tra cui il sindaco di Corinaldo Matteo Principi e componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati in seno all’Unione Misa-Nevola che rilasciò i permessi per il locale nel 2017, devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dal concorso in omicidio colposo, disastro colposo e falsità ideologica per le irregolarità riscontrate nei locali della discoteca.

Secondo quanto reso noto nel corso della conferenza stampa dalla pm di Ancona Monica Garulli, decisivo è stato il dna di uno degli arrestati ritrovato sulla bomboletta spray sequestrata. Tra le persone rapinate ce ne sono alcune che stavano prestando i primi soccorsi

 

 



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