Largo Agosta. Anziana colpita da pallonata muore

di redazione Roma 14/09/2018 ROMA
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Un'anziana è morta in strada a Roma in Largo Agosta, in zona Tor De' Schiavi. Inutili i tentativi di rianimazione da parte degli operatori del 118 intervenuti per soccorrere l'82enne caduta per terra.

Alcuni testimoni avrebbero riferito che la donna ha perso l'equilibrio a causa di una pallonata che l'ha colpita sulla schiena. Ancora da chiarire la dinamica dell'accaduto. Sarà l'autopsia a stabilire le cause del decesso. A intervenire per soccorrere la donna una pattuglia della Guardia di finanza fermata da un negoziante mentre transitava lungo la strada. Largo Agosta è uno spazio di aggregazione molto frequentato dai bambini del quartiere alla periferia della Capitale.

Ma non ce l’ho con loro, con i bambini - ha raccontato Stefano Lucaferri davanti al corpo della madre -, voglio solo sapere come è andata. Presenterò un esposto ai carabinieri e al Comune». I militari della Guardia di finanza, i primi a intervenire e per questo titolari delle indagini, avrebbero già identificato un ragazzino di 12 anni: sarebbe stato lui a calciare la palla che ha superato una siepe e centrato l’ottantenne. Oltre a lui c’era un coetaneo, tutti e due abitano in zona. Non sono imputabili per ragioni di età, ma ci sarà una relazione delle «fiamme gialle» alla procura dei minorenni.

Alla fine è successo quello che tutti temevano - spiega don Maurizio Mirilli, parroco del Santissimo Sacramento -, qui c’è un problema di educazione - oltre che di competenze sulla piazza con Comune, municipio e privati che si rimbalzano la pulizia e il decoro -, la cosa allucinante è che con il corpo di quella povera donna ancora per terra c’erano genitori che giustificavano i figli: “Sono dei ragazzini”, dicevano. La stessa storia di sempre, quella che porta giovani madri che accompagnano i figli a catechismo a spiegarmi che in fondo “che sarà mai” sniffare cocaina o farsi le canne».

A colpire il religioso è anche il fatto che «mentre stavo benedicendo la salma, poco più in là sempre sulla piazza c’erano giovani che ancora palleggiavano contro il muro. Adesso basta, ma che altro deve succedere qui? Per domani sera alle 19 ho intenzione di organizzare una veglia di preghiera, ma prima parlerò a chi abita a largo Agosta: devono ricominciare a educare i loro figli». La piazza - una colata di cemento con un giardinetto zen in abbandono, panchine sotto le quali c’è di tutto, cartacce e bottiglie ovunque, sedie incatenate agli alberi - è da anni al centro delle proteste proprio per chi gioca a pallone senza preoccuparsi di colpire chi la frequenta. «Nemmeno lo fanno apposta - dice l’edicolante, Salvatore -, solo che rischiano di fare male a bambini piccoli, anziani, disabili, che nemmeno vengono più. Qui è come l’Olimpico. Sono ragazzini, ma sono strafottenti. Hanno ripreso dai genitori. E adesso la povera Tilde non c’è più».


   



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