Riforma dell'affido per genitori separati. Addio al mantenimento tempo condiviso e mediatore familiare

di redazione 11/09/2018 CULTURA E SOCIETÀ
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La riforma dell'affido condiviso è arrivata lunedì in Senato, in commissione Affari Sociali. Uno stravolgimento delle regole che fa discutere, ancora prima di muovere i suoi primi passi, e che fa leva sul concetto di «bigenitorialità perfetta», una definizione introdotta in questa riforma targata Lega-M5S

L'assegno coniugale non si tocca anche se viene cancellato quello di mantenimento e si introduce la figura del mediatore familiare in caso di separazione con minori. La contribuzione per i bisogni del minore rimane caposaldo e sarà proporzionale alle capacità economiche dei due genitori che però pagheranno direttamente le spese dei figli. Inoltre, non sarà toccata la normativa antiviolenza.

 

Come prima conseguenza del nuovo concetto c'è l'abolizione dell'assegno di mantenimento, partendo dal presupposto che con questa legge i figli dei genitori divorziati passeranno lo stesso identico tempo con un genitore e con un altro e che quindi anche le spese per il loro mantenimento saranno divise in maniera assolutamente equa. Il ddl non tiene conto però delle disparità economiche precedenti tra un coniuge e l'altro, e quindi non è scontato che il minore possa avere lo stesso tenore di vita in una casa e nell'altra. Anzi. Se un genitore, ad esempio, ha la possibilità di far andare un figlio a scuola di equitazione e l'altro no, il ragazzo avrà lezioni alternate e non continue.

Sono questi i presupposti del disegno di legge presentato da Lega e M5S, che introduce l'affido condiviso dei figli minori per i genitori divorziati e che oggi ha preso il via a Palazzo Madama. A spiegarlo è il primo firmatario Simone Pillon. "Con la riforma da noi pensata, il cui iter comincia oggi in commissione - spiega il senatore - le istanze del minore saranno punto fermo e bussola nella complicata gestione che una separazione comporta. Tempi paritetici di frequentazione, lotta ad ogni rifiuto genitoriale, mediazione qualificata per le coppie che non siano capaci di trovare da sole un accordo".

Tutti questi aspetti, insieme al mantenimento diretto e proporzionale, rappresentano i cardini della proposta che qualcuno vorrebbe già perfezionare. Pillon parla di un "vero e proprio piano genitoriale, affinché i bambini non siano più costretti a scegliere tra mamma e papà e che non lasci ombre ed incomprensioni nell'educazione dei minori, irrinunciabile compito di entrambi i genitori e diritto dei minori".

Altro punto cardine della riforma è la figura del «mediatore familiare» che cercherà di evitare la separazione in tribunale. Il primo incontro sarà gratuito, poi ci saranno tabelle ministeriali «rigidissime» che fisseranno gli onorari, mentre l'albo nazionale dei mediatori sarà tenuto preso il ministero della Giustizia. Simone Pillon ha illustrato nei dettagli anche il concetto della riforma di ripartizione delle spese della coppia perfetta di genitori separati, quelli che saranno anche controllati per quanto e come vedono i figli. Dice Pillon che «i genitori programmeranno insieme un piano educativo per il figlio e si divideranno le spese, ma non già al 50 per cento, bensì divise per capitoli in base al piano».

Ma l'azzurra Mara Carfagna, per esempio, auspica che i passaggi parlamentari di questa delicata legge tengano conto del fatto che oggi in Italia solo una donna su due lavora, che in alcune aree del Mezzogiorno questa percentuale è ancora più bassa, e che molte perdono il lavoro proprio quando nasce il primo figlio. La "bigenitorialità perfetta" prevista dalla proposta di legge della maggioranza potrebbe dunque trasformarsi, secondo Carfagna, "in una morsa per migliaia di madri già in difficoltà e ripercuotersi inevitabilmente sulla vita dei figli. Ecco perché sarebbe opportuno perfezionare il testo nell'interesse esclusivo dei bambini". 


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