Gli Italiani e la voglia di sicurezza. Per il Censis in crescita i favorevoli alla giustizia "fai da te"

di redazione 27/06/2018 CULTURA E SOCIETÀ
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Cresce la voglia di sicurezza “fai da te”.

Il 39% degli italiani è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco per la difesa personale. Il dato è in netto aumento rispetto al 26% rilevato nel 2015. A dirlo è il primo rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia, realizzato dal Censis. Più favorevoli al possesso di un’arma da fuoco sono le persone meno istruite, il 51% tra ch ha al massimo la licenza media, e il 41% degli anziani over 65 anni. Ma sempre per quanto riguarda la sicurezza, i reati denunciati nel 2017 sono in calo di oltre il 10% rispetto a quelli denunciati nel 2016. Gli omicidi si sono quasi dimezzati in dicei anni, da 611 a 343. Nonostante questo dato in calo però vi è un generale senso di insicurezza tra gli italiani: il 31,9% delle famiglie italiane percepisce il rischio della criminalità nella zona in cui vive.

Nelle aree metropolitane si sente insicuro un cittadino su due (50,8%). Il senso di insicurezza maggiore però viene percepito al Centro, dove il rischio è percepito fino al 35,9% degli intervistati rispetto al Nord-ovest (33%). La concentrazione dei reati in alcune zone amplifica però le paure.

In sole quattro province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati. Capitale del crimine è Milano, al primo posto con 237.365 reati commessi nel 2016 (il 9,5% del totale), poi Roma (con 228.856 crimini, il 9,2%), Torino (136.384, pari al 5,5%) e Napoli (136.043, pari al 5,5%). Anche considerando l'incidenza del numero dei reati in rapporto alla popolazione, Milano resta in vetta alla classifica, con 7,4 reati denunciati ogni 100 abitanti, seguita da Rimini (7,2), Bologna (6,6), Torino e Prato (entrambe con 6 reati ogni 100 abitanti). Questa è una foto ricca di contrasti scattata da Censis e Federsicurezza nel “Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia”. Un altro dato che emerge è l’aumento del numero di italiani che possono sparare: nel 2017 nel nostro Paese si contavano 1.398.920 licenze per porto d’armi, considerando tutte le diverse tipologie (dall’uso caccia alla difesa personale), con un incremento del 20,5% dal 2014 e del 13,8% rispetto al 2015. La crescita più elevata si è avuta per le licenze per il rito a volo (quasi il +21,1% in un anno), più facili da ottenere. Il Censis stima così che “oggi complessivamente c’è un’arma da fuoco nelle casi di quasi 4,5 milioni di italiani. 


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