Inquinamento atmosferico. Saponi, solventi, vernici dannosi più del traffico

di redazione 16/02/2018 AMBIENTE
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Sull'effettiva quantità di agenti inquinanti dell'atmosfera qualcosa non torna, a meno che nel calcolo delle emissioni non si includano gli idrocarburi liberati da detergenti, solventi e vernici.

A questa conclusione sono giunti gli scienziati atmosferici, coordinati dall'agenzia statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration, dopo aver inutilmente tentato di conciliare le concentrazioni di particolato e ozono misurate nella trafficatissima Los Angeles con le stime basate sulle sole emissioni dei mezzi di trasporto.
 
Nell'analisi pubblicata sulla rivista Science, Brian McDonald e colleghi hanno perciò riesaminato le sorgenti di inquinamento atmosferico incrociando i dati di produzione delle aziende chimiche con le stime elaborate dalle agenzie regolatorie. Concentrandosi su una particolare classe di inquinanti, i cosiddetti "composti organici volatili" o voc, i ricercatori hanno inoltre effettuato analisi dettagliate della chimica atmosferica di Los Angeles ed esaminato la letteratura di settore sulle misurazioni della qualità dell'aria negli ambienti interni. Il responso è andato ben oltre le aspettative.

Secondo gli autori, la quantità di voc rilasciata dai prodotti industriali e di consumo è dalle due alle tre volte superiore, mentre le emissioni riconducibili al traffico veicolare inferiori di circa un quarto, rispetto alle attuali stime. Forti di un database estremamente dettagliato e aggiornato, i ricercatori hanno calcolato che il contributo delle due sorgenti sia pressoché identico in termini di massa. Un risultato ancor più sorprendente considerato che il consumo medio di carburante pro-capite è circa quindici volte maggiore quello di lozioni, detergenti e solventi.
 
I voc sono una classe di idrocarburi gassosi a cui appartengono anche il benzene e il metano o i terpeni come il limonene, utilizzato come base per i profumi ma responsabile anche dell'aroma di agrumi nei detersivi per i piatti. Oppure gli alcoli presenti in vernici, cosmetici e diluenti. Questi composti sono  pressoché onnipresenti in casa: li troviamo anche in sgrassatori, deodoranti, disinfettanti, pesticidi e materiali isolanti.E persino nella lacca e nello smalto per le unghie.

 Attraverso gli alveoli polmonari, i voc possono raggiungere il sangue e causare una vasta gamma di effetti che vanno dal disagio sensoriale fino a gravi alterazioni dello stato di salute. Ad alte concentrazioni possono causare effetti a carico di numerosi organi o apparati, in particolare del sistema nervoso centrale. Per alcuni di essi, come il benzene, è nota la cancerogenicità.


Secondo gli autori dello studio, tale analisi è coerente con lo scenario per il quale le emissioni dei prodotti domestici costituiscono una componente significativa dell'inquinamento dell'aria esterna.

 


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