Russiagate. L'ex consigliere alla sicurezza Flynn si dichiara colpevole di aver mentito all'Fbi

di redazione 02/12/2017 ESTERI
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Il generale Michael Flynn, ex consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, si è dichiarato colpevole di aver rilasciato false dichiarazioni agli agenti dell'Fbi sui suoi contatti con la Russia, e in particolare sui suoi incontri con l'ambasciatore di Mosca a Washington Sergei Kislyak. Non solo. Secondo diversi media americani, Flynn avrebbe confessato di aver agito d'intesa con Jared Kushner, genero di Trump e tra i suoi consiglieri più stretti. Le accuse al generale rientrano nelle indagini sul Russiagate, guidate dal procuratore speciale Robert Mueller, con cui l'ex consigliere ha accettato di collaborare pienamente. L'Abc, citando alcune fonti, ha riportato la notizia che Flynn sarebbe pronto a testimoniare contro lo stesso Trump.

Secondo l'emittente, Flynn potrebbe dire che Trump gli avrebbe chiesto di contattare i russi. Si tratterebbe della prima prova in questa inchiesta a dimostrare che il tycoon ha accettato di collaborare con una potenza straniera mentre questa interferiva nelle elezioni americane. Un'interferenza che potrebbe anche averlo aiutato a entrare nello Studio Ovale. E che potrebbe costargli l'accusa di tradimento, se venisse dimostrato che ne era a conoscenza o, peggio ancora, complice.

 Le prime incriminazioni erano arrivate a ottobre, con l'ex capo della campagna Paul Manafort costituitosi insieme al suo socio Rick Gates e a un ex collaboratore della campagna, George Papadopolous, dichiaratosi colpevole per aver reso false dichiarazioni all'Fbi. Figure relativamente da poco. Ora però a cadere è stato un uomo direttamente all'interno dell'amministrazione, e per di più con un ruolo chiave. E se a essere accusato ora è anche il genero di Trump, si può dire che la faccenda è diventata di famiglia.


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