Obsolescenza programmata. L'Unione europea dichiara guerra

di redazione 20/07/2017 ECONOMIA E WELFARE
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Sono in tanti i consumatori che hanno notato che la durata degli elettrodomestici, sia dei grandi apparecchi come il frigorifero, la lavatrice o la lavastoviglie, che dei piccoli, come il frullatore, il telefonino, il phon, si è drasticamente ridotta mettendoci di fronte, in caso di guasto, alla scelta se riparare il bene o acquistarlo di nuovo?

Questa durata limitata dei prodotti rappresenta un ostacolo per i consumatori ed è anche fonte di contenzioso tra consumatori e imprese tanto che il Parlamento europeo ha adottato una relazione per fissare criteri di durata minima dei prodotti, estendendone il ciclo di vita, in base a degli standard prefissati in collaborazione con le organizzazione europee di normalizzazione. La relazione prevede inoltre l’introduzione di un sistema di etichettatura atto a informare i consumatori sulla longevità dei prodotti e l’adozione di tecniche di costruzione e l’uso di materiali che agevolino la riparazione dei prodotti o delle singole componenti.

Inoltre, il Parlamento intende affrontare un aspetto ancora più insidioso, quello dell’ "obsolescenza programmata", cioè la costruzione ad hoc dei difetti in un dispositivo in modo che questo si rompa entro un certo periodo di tempo.

Tuttavia tale sistema, apparso sul mercato in concomitanza con l’adozione delle norme sulla garanzia legale di conformità, può essere difficile da dimostrare ed è per questo che il Parlamento ha chiesto alla Commissione Europea di istituire un sistema indipendente per monitorare eventuali illeciti.

Gli obiettivi che si prefigge il Parlamento europeo trovano riscontro nei dati di Eurobarometro che rileva come il 77% dei consumatori nella UE preferirebbe riparare i propri prodotti invece di comprarne di nuovi e il 92% vorrebbe maggiori informazioni sulla durabilità di ciò che acquista.

Oltre alla diminuzione dei contenziosi, l’adozione di questi interventi porterebbe vantaggi per i consumatori in termini di minore spreco di denaro, energia e risorse, aiutando il settore delle riparazioni dal punto di vista occupazionale e l’ambiente con una diminuzione dei rifiuti.

 


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