CLIMA. PAPA FRANCESCO "GOVERNI ASCOLTINO IL GRIDO CHE VIENE DAI GIOVANI"

di Redazione Euroroma Notizie in breve

"Negli ultimi mesi, i giovani sono diventati sempre più espliciti, come si rileva, ad esempio, negli imponenti 'scioperi per l'ambiente'. La loro frustrazione e rabbia verso la nostra generazione è palese. Rischiamo di finire per derubarli del loro futuro". Lo scrive il card. Peter Turkson, Prefetto del dicastero per lo Sviluppo umano integrale. "Bisogna fare appello ai leader politici ad essere molto più coraggiosi e ad ascoltare il grido drammatico che si leva dalla comunità scientifica e dal movimento dei giovani per il clima", aggiunge.

A Roma il corteo dei giovani per il clima
"Cambiamo il sistema non il clima". E' lo slogan dello striscione che apre il corteo dei giovani a Roma che scioperano per il clima. Al grido "Non c'è un pianeta B" i ragazzi di varie età, espongono numerosi cartelli in cui chiedono ad esempio "Don't be Toxic Thank you" oppure dicono che "se il pianeta fosse una banca l'avreste già salvata" contestando così il governo che non è determinato sulle questioni ambientali.

"Cambiamo il sistema non il clima" è infatti un altro degli slogan con cui vogliono "salvare il pianeta". È il secondo sciopero globale del movimento Friday for futures ispirato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg che scende in piazza per gridare che non c'è tempo da perdere contro il riscaldamento globale. I ragazzi a Roma chiedono che venga dichiarata "l'emergenza climatica" cercando così di fare in modo che il parlamento sia vincolato a legiferare con il vincolo della questione ambientale. 

Tanti i cortei in tutta Italia
Saranno tanti i cortei in tutta Italia in lotta contro i cambiamenti climatici. "Oggi saremo in piazza in tutta Italia con Fridays for Future per cambiare il sistema che ci sta portando al disastro climatico", dichiara Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. "Le scuole e le università e lo Stato devono subito dichiarare l'emergenza climatica, attuando le misure necessarie ad abbattere le emissioni nel più breve tempo possibile. Devono essere aboliti i sussidi pubblici alle fonti fossili, per utilizzare questi miliardi in un investimento pubblico in istruzione, ricerca e politiche industriali sostenibili", aggiunge.

Mobilitazione del mondo della scuola per 'pretendere risposte da governo repressivo'
"Oggi da Piazza della Repubblica a Roma, in contemporanea a tantissime altre piazze d'Italia e nel mondo, è partito un grande corteo studentesco nella giornata del secondo sciopero globale del movimento Fridays for Future - dice Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti - Oggi tutto il mondo della scuola è in mobilitazione per pretendere risposte da un Governo repressivo che calpesta il nostro diritto al futuro, gli studenti continuano a prendere parola senza cedere davanti a minacce e sanzioni.

Da tutte le piazze di oggi continueremo a esprimere solidarietà alla prof Rosa Maria, la cui assurda sospensione è stata finalmente ritirata dopo che in tutto il Paese studenti e docenti si sono mobilitati. La libertà di espressione e di insegnamento non possono essere messe in discussione: le scuole libere sono quelle in cui si possono mettere in crisi le politiche dei Governi, dai disastri ambientali ai diritti negati, senza incorrere nella repressione".

'Università tornino ad essere presidi democrazia per invertire la rotta' 
"Dopo aver chiesto ai vari Atenei italiani di prendere posizione contro il cambiamento climatico attraverso il nostro appello, oggi saremo in tutte le piazze italiane con la comunità accademica per richiedere risposte certe su una questione così urgente - aggiunge Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link Coordinamento Universitario - Non possiamo rimanere immobili mentre viene messo a rischio il nostro futuro. Le Università tornino ad essere i presidi di democrazia da cui ripartire per invertire la rotta: ciò che si insegna e ciò che si ricerca all'interno dei nostri atenei deve essere in grado di mettere in discussione le scelte politiche passate e attuali e pensare una società differente, slegandosi da qualsiasi logica di profitto e sfruttamento. Si finanzi l'Università e una ricerca libera per poter immaginare un futuro desiderabile per tutte e tutti".





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