Superbonus 110%. Verso lo stop del governo, no alla proroga

di redazione 29/06/2022 ECONOMIA E WELFARE
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Stop del governo a qualsiasi proroga delle misure del Superbonus. E' quanto emerge dalla riunione di maggioranza alla Camera sul dl Aiuti che dovrebbe approdare in aula giovedì. Secondo quanto si apprende l'esecutivo non sarebbe intenzionato a mettere sul piatto ulteriori risorse, ma potrebbe valutare l'ipotesi di allargare le maglie del meccanismo delle cessioni, ampliandolo ad altri soggetti oltre alle banche, con la sola esclusione delle persone fisiche.

I partiti insistono per una revisione del meccanismo che punta a rendere più efficienti e sicure le abitazioni. Ieri non è bastata una riunione, convocata alla Camera mentre è incorso il voto di fiducia sul decreto legge Pnrr, a siglare un'intesa. Lì viene sancito il no dell'esecutivo a mettere in campo altre risorse: i rappresentanti dei gruppi parlamentari chiedono più tempo per le villette ma anche per le case popolari e per gli spogliatoi degli impianti sportivi. Il ministero dell'Economia però - raccontano - è tranchant e mette a verbale di non essere disponibile ad alcun ulteriore ritocco su questo fronte. Anche sulle cessioni - considerato da molti il punto nevralgico - in realtà la posizione appare poco malleabile ma qualche spiraglio infine si apre, viene riferito al termine riunione. 

Il clima però non è di totale fiducia e si aspetta l'emendamento prima di sbilanciarsi.   Chi lavora nel settore è proprio alle cessioni che guarda concrescente preoccupazione. La Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa chiede e ottiene un incontro con il ministro dell'Economia Daniele Franco: "decine di migliaia di imprese della filiera delle costruzioni che non riescono a cedere i crediti d'imposta legati ai bonus per la riqualificazione degli immobili a causa del congelamento del mercato", è l'allarme che viene lanciato ancora una volta e che è stato "ascoltato con attenzione" dal governo.    

E proprio con le categorie il Pd e il M5s vogliono un confronto: la presidente della commissione Attività produttive Martina Nardi ha chiesto l'apertura di un tavolo ad hoc mentre il vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera, Luca Sut, annuncia di essere pronto a valutare insieme "alle imprese edili e al settore bancario" il testo dell'emendamento, non appena arrivi in Parlamento.  "Durante il confronto tra il governo e le forze di maggioranza sul Superbonus 110% abbiamo sottolineato la necessità di una maggiore consapevolezza della grave crisi in cui le manovre correttive frettolose del Governo sulla cessione dei crediti fiscali hanno gettato imprese e famiglie. Restiamo in attesa della riformulazione dei nostri emendamenti, finalizzati a sbloccare i crediti incagliati nei cassetti fiscali e a farne ripartire la circolazione, ma non si può correre il rischio di mettere in campo un provvedimento che non risolva definitivamente il problema" ha detto Sut. "Ci confronteremo con le imprese edili e del settore bancario e con le associazioni di categoria coinvolte per valutare la riformulazione del governo: un intero comparto e centinaia di migliaia di famiglie chiedono alle istituzioni di portarle fuori dal limbo in cui si sono ritrovate a causa dello 'stop and go' normativo di questi mesi" .

"Il Superbonus è stato fondamentale per la ripresa della nostra economia dopo il Covid: sarebbe sbagliatissimo non prorogarlo. Piuttosto bisogna sciogliere al più presto il nodo della cessione del credito perché sono migliaia le piccole e medie aziende che sarebbero altrimenti a rischio di chiusura", dichiara la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris.

Il tempo comunque stringe: entro questa settimana dovrebbero chiudersi i lavori delle commissioni Bilancio e Finanze sul Dl aiuti, che - oltre al Superbonus - potrebbe accogliere anche una modifica sui debiti fiscali: una proposta a firma di Luigi Marattin chiede di far salire da 60mila a 120mila euro il limite delle cartelle per cui sia possibile chiedere il pagamento in 10anni, vale a dire 72 rate, senza che il contribuente debba "documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà".



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