Twitter dice SI a Elon Musk. Operazione da 44 miliardi. Le preoccupazioni della politica statunitense

di redazione 21/04/2022 SCIENZA E TECNOLOGIA
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Twitter dice 'sì' a Elon Musk.

In un radicale voltafaccia il consiglio di amministrazione della società che cinguetta accetta l'offerta dal valore di 44 miliardi di dollari del patron di Tesla, in quello che è uno dei maggiore leverage buyout, acquisto anche attraverso il debito, di una società quotata.

Con l'accordo atteso chiudersi entro il 2022, Twitter si appresta a lasciare Wall Street e diventare un società privata interamente controllata dal miliardario visionario. 

In sole 24 ore, Musk, la scorsa settimana aveva annunciato un utile record per Tesla, rivelato di essersi assicurato i finanziamenti per rilevare Twitter e trovato tempo per promuovere con una serie di cinguettii la sua Space X.

Alle giornate già piene di Elon Musk si aggiunge ora l'avventura di Twitter.

Nell'ultimo decennio Musk è diventato l'uomo più ricco del mondo con le sue scommesse e lo ha fatto ricoprendo contemporaneamente più incarichi, fra i quali il numero uno di Tesla e di Space X.

Nel 'tempo libero' ha lanciato start up e intrattenuto i suoi milioni di follower su Twitter. Musk ora ha anche la società che cinguetta nel suo impero, suscitando la curiosità degli osservatori che si chiedono come riuscirà a bilanciare tutti i suoi innumerevoli impegni.

"Non mi piace il management, e non mi piace essere il boss di nessuno", ha detto il patron di Tesla la scorsa estate. "Ma ci sono alcune cose importanti che vanno raggiunte e che sono importanti per il futuro del mondo, e quindi qualche volta - aveva ammesso - devo fare il boss". 

Intanto, la Cina respinge le speculazioni secondo cui Pechino potrebbe esercitare un'influenza su Twitter dopo che Elon Musk ha raggiunto l'accordo per il suo acquisto al prezzo di 44 miliardi di dollari.

"Ho notato che state tirando a indovinare", ha replicato il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, a una domanda diretta, aggiungendo che "non ci sono basi fattuali". I presunti condizionamenti sui contenuti sono legati alla dipendenza di Tesla, guidata da Musk, dall'impianto di Shanghai e dai fornitori locali. Circa la metà delle auto elettriche vendute da Tesla a livello globale nel 2022 sono state prodotte a Shanghai.

Molti repubblicani sperano di poter ritrovare presto Donald Trump, cacciato da Twitter dopo l'assalto al Congresso del 6 gennaio, e di poter contare su un nuovo alleato nella battaglia culturale lanciata in più Stati, e in particolare in Florida sotto la guida dell'aspirante alla Casa Bianca il governatore Ron DeSantis.

Speranze quelle dei conservatori che si infrangono però contro un muro: secondo indiscrezioni riportate da Fox, l'emittente preferita dell'ex presidente, il tycoon non tornerà su Twitter neanche con Musk al comando. Trump comunque sta già pagando un conto salato per l'esclusione daTwitter: il suo social Truth, con il suo pubblico limitato e alle prese con una fuga di manager, affonda a Wall Street e e con l'operazione rischia di scomparire. Il controllo di Twitter da parte di Musk, che si auto-definisce "assolutista della libertà di parola", agita molti osservatori.

Lo stesso Donald Trump ha escluso un suo ritorno sulla piattaforma acquistata da Elon Musk. L'ex presidente afferma la sua intenzione di restare sul suo social Truth. 

C'è chi teme che con il patron di Tesla al comando Twitter possa diventare una 'arena di odio'. Altri sono convinti che la sua crociata 'anti-censura' non risolverà i problemi che flagellano il social da anni.

Musk non ha ancora chiarito nel dettaglio cosa farà con Twitter. Al di là di voler procedere al delisting della società, il patron di Tesla non ha ancora svelato le sue mosse limitandosi a dire che Twitter ha bisogno di essere "trasformata" e che dovrebbe basarsi su un algoritmo open-source.

A quale tipo di leadership intende ispirarsi non è chiaro, anche se negli ultimi tweet sembra lasciar trapelare che il suo modello non sarà Bill Gates. Il fondatore di Microsoft è infatti di recente finito nel mirino di Musk che lo ha preso in giro per aver scommesso contro Tesla dipingendosi allo stesso tempo paladino della lotta al cambiamento climatico.

Si interrogano sull'impatto che Musk avrà sulla società anche i dipendenti di Twitter preoccupati dalla volontà del miliardario-visionario di voler smantellare le politiche di moderazione dei contenuti e, soprattutto, di voler procedere con il delisting della società di fatto sottraendola ai riflettori pubblici e lasciando a Musk mano libera su come procedere.

L'amministratore delegato di Twitter Parag Agrawal, incontrando i dipendenti della società che cinguetta, secondo quanto riportato da Cnn, ha detto: "Non ci sono piani" di riduzione della forza lavoro al momento e non sono attesi grandi cambiamenti fino a quando l'accordo non si chiuderà in via definitiva. "Una volta che l'intesa sarà finalizzata sapremo in che direzione si muoverà l'azienda", ha detto Agrawal rispondendo a chi gli chiedeva se Donald Trump sarebbe stato riammesso su Twitter. Dicendosi "ottimista" sul futuro della società Agrawal ha ammesso che "questo è un periodo di incertezza ma se lavoriamo insieme non dovremo preoccuparci della perdita di quello che rende Twitter potente, ovvero lavorare uno con l'altro ogni giorno nell'interesse dei consumatori".

La frustrazione dei dipendenti, però, emerge chiaramente nelle chat private, dove si lamenta il silenzio dei vertici che li hanno lasciati all'oscuro.

Nonostante le molte perplessità Musk è riuscito a convincere diversi azionisti della bontà della sua offerta da 54,20 dollari per azione, un livello - ha spiegato nel corso di una girandola di incontri - che il management di Twitter da solo non riuscirà mai a raggiungere.

Con parte degli investitori dalla sua parte e soprattutto una maggiore chiarezza sui finanziamenti per l'operazione - ha raccolto 46,5 miliardi di dollari di impegni per la transazione - Musk ha ammorbidito la posizione del consiglio di amministrazione, inizialmente contrario all'acquisizione tanto da approvare una poison pill anti-scalata. I ripetuti contatti degli ultimi giorni con i componenti del cda hanno poi rimosso gli ultimi ostacoli spianando la strada all'intesa, con la quale Musk diventa un 'barone dei social' pronto a rivoluzionare il settore così come ha fatto con l'industria automobilistica.

 

LA VICENDA NELLE SCORSE SETTIMANE

ll miliardario americano Elon Musk - con un patrimonio stimato di 264 miliardi di dollari nel 2022 - valuta il lancio di un'opa - offerta pubblica di acquisto - per i titoli di Twitter. Il patron di Tesla e della compagnia aereospaziale SpaceX, si è assicurato da diverse banche "impegni" per 46,5 miliardi di dollari, cioè i fondi per finanziare l'operazione ad un prezzo di 54,20 dollari per azione. E' quanto emerge dalla comunicazioni alla Sec (la commissione di controllo per titoli e Scambi, del mercato americano). Giorni fa la società si era difesa dal tentativo di scalata di Musk, con una "poison pill" (pillola avvelenata): nel gergo finanziario, azioni privilegiate che permettono agli azionisti di attivare "barriere" quando un soggetto interessato intenda prenderne il controllo, accumulando azioni sul mercato libero. Oggi la contromossa del patron della Tesla.

Musk ha precisato tuttavia "di non aver ancora deciso in merito". Nella stessa comunicazione, fatta alla Consob americana, Musk afferma di essersi assicurato i fondi necessari per acquistare Twitter "avendo ottenuto impegni da diverse banche per finanziare l'operazione".    

Non appena presentata l'offerta per Twitter molti osservatori avevano sollevato dubbi sulla possibilità che Musk avesse le risorse necessarie per portare a termine la transazione: pur essendo l'uomo più ricco del mondo, il miliardario ha la maggior parte della sua ricchezza legata alla Tesla. Ma in base alle regole decise dal consiglio di amministrazione del colosso delle auto elettriche, "può usare i titoli di Tesla solo in parte come collaterale per ottenere finanziamenti". Insomma vincolati per decisione del Cda solo per attività finanziarie legate alla Tesla stessa (e Twitter non lo è).
Negli ultimi giorni però Elon Musk si è messo al lavoro per ottenere i finanziamenti, ed ha centrato il suo obiettivo: le banche gli hanno assicurato impegni per 46,5 miliardi, una cifra anche superiore a quella messa sul piatto per Twitter. 

Chi gli garantisce gli ingenti fondi:

Musk ha annunciato di aver ottenuto un credito di 25,5 miliardi di dollari - compreso un prestito di 12,5 miliardi di dollari con un pegno sulle sue azioni Tesla - da un consorzio di banche guidato dal suo adviser finanziario, Morgan Stanley. Inoltre l'imprenditore fornirà personalmente titoli per 21 miliardi di dollari, questo secondo la documentazione depositata alla Sec.


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