96 anni della Regina Elisabetta. La sovrana celebra la ricorrenza in forma privata

di redazione 21/04/2022 ESTERI
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La regina Elisabetta celebra oggi in forma privata il suo 96esimo compleanno con un breve spostamento di qualche giorno dal castello di Windsor alla residenza di campagna di Sandringham, nel Norfolk inglese.

Lo riporta l'agenzia Pa, precisando che il breve viaggio avverrà in elicottero.

Il trasferimento indica una condizione di salute accettabile per la sovrana, che in questo 2022 suggella il Giubileo di Platino dei suoi 70 anni di Regno, dopo tutta una serie di appuntamenti esterni cancellati per le difficoltà di deambulazione mostrati negli ultimi tempi e la stanchezza seguita a un contagio da Covid superato a fine febbraio.

La tradizione di trascorrere il compleanno a Sandringham, per incontrarvi parenti e amici più stretti, risale all'epoca in cui il principe consorte Filippo - morto quasi centenario nel 2021 - era ancora in vita.

Sua Maestà, che la settimana scorsa ha accolto nel castello di Windsor il nipote ribelle Harry (il quale ha poi assicurato di averla trovata "in gran forma"), per la prima volta in visita nel Regno assieme alla moglie Meghan Markle dopo lo strappo dei due dalla Royal Family seguito a inizio 2020 dal trasloco negli Usa, si fermerà per alcuni giorni nell'amato cottage di Wood Farm, a Sandringham, secondo le fonti di palazzo citate dalla Pa: giorni durante i quali è previsto possa ricevere figli, nipoti e qualche amica.

In una rara apparizione pubblica recente, Elisabetta II aveva parlato di Wood Farm come di un luogo "intimo e familiare", caro a lei e al defunto Filippo per il verde che lo circonda e la vicinanza al mare. 

LA STORIA DELLA SOVRANA PIù LONGEVA

Come ogni anno, la festa pubblica e ufficiale sarà a giugno, quando il tempo è più clemente, ma questa volta i festeggiamenti e la parata del Trooping of the colour, che da oltre 260 anni si tiene in questa ricorrenza, saranno particolarmente solenni perché inseriti nel programma del Giubileo di Platino. 

Sempre inappuntabile nel suo ruolo, Elisabetta è apparsa ultimamente più fragile, specie dopo il dolore per la scomparsa dell'amato marito Filippo nell'aprile 2021. A ottobre è stata brevemente ricoverata e ultimamente ha diradato gli impegni in pubblico, anche su consiglio dei medici. Ormai ha qualche problema di  mobilità, è stata anche vista con il bastone, e a febbraio è stata contagiata dal Covid.        

Dopo la guarigione ha confessato di sentirsi spesso stanca. Ha saltato anche la messa di Pasqua e l'ultima volta che si è mostrata in  pubblico è stata in marzo alla cerimonia religiosa in suffragio per il marito. Elisabetta ha però sempre continuato a svolgere i suoi compiti online.

 

La settimana scorsa ha ricevuto a Windsor il nipote ribelle Harry con la moglie Meghan, che si sono fermati a salutarla nel viaggio dalla California verso gli Invictus Games in Olanda e che secondo fonti ufficiose sarebbero stati invitati ad affacciarsi dal balcone di Buckingham Palace per il tradizionale corteo di Trooping the Colour del 2 giugno. 

Non è ancora chiaro se l'invito abbia già ricevuto una risposta, ma stando ai media britannici - che hanno interpretato la visita dei giorni scorsi come il segno di un ramoscello d'ulivo alla Royal Family dopo le polemiche e i veleni seguiti alla cosiddetta Megxit - non è escluso che Harry e Meghan abbiano concordato con la sovrana e con il principe Carlo di tornare a giugno sull'isola per alcuni giorni con i figlioletti Archie e Lilibet: l'ultima delle quali nata l'anno scorso in California e mai vista da allora di persona sia dalla bisnonna (la regina) sia dal nonno (Carlo).

 

Elisabetta è la primogenita del principe Albert e della moglie Elizabeth Bowes-Lyon. Quando nacque nel 1926, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata regina e tantomeno il sovrano più longevo della storia britannica. Suo padre, poi diventato Giorgio VI, salì al trono nel 1936, dopo l'abdicazione del fratello Edoardo VII. E la morte prematura del genitore nel 1952, fece salire Elisabetta sul trono a soli 25 anni, sesta donna a diventare sovrana del Regno Unito. L'incoronazione a Westminster Abbey, di fronte a 8mila invitati, avvenne oltre un anno dopo, il 2 giugno 1953, una volta terminato il periodo di lutto per il sovrano scomparso.     

Imperturbabile nei modi, sempre attenta a non lasciar trasparire emozioni che potevano essere interpretate come un endorsement politico, guardiana dell'ortodossia costituzionale, che vuole la Monarchia estranea al dibattito pubblico, la sovrana è riuscita ad attraversare, adattando se stessa e la Corona, ai tumultuosi cambiamenti della società britannica. Dall'austerità post bellica alla 'Swingin' London, dal declino economico degli anni '70 al Thatcherismo, dalla rinascita laburista di Tony Blair alla Grande Crisi del 2008, alla Brexit e la pandemia di covid.

 

Elisabetta II ha viaggiato in oltre 120 Paesi in occasione di oltre 270 visite ufficiali e ha partecipato a centinaia di migliaia di cerimonie. Il 21 aprile del 2016, allo  scoccare dei 90 anni, vennero celebrati tutti i primati della sovrana che ha regnato più a lungo nella storia della monarchia britannica, avendo trascorso quasi due terzi della sua vita sul trono di San  Giacomo. 

Il 9 settembre dell'anno precedente, Elisabetta aveva già superato il record di longevità di regno fino ad allora detenuto dalla sua trisavola, la regina Vittoria: 63 anni e sette mesi. Sotto il regno di Elisabetta si sono susseguiti 14 primi ministri,  sette arcivescovi di Canterbury e sette papi. Altro record, quello del matrimonio più longevo, 74 anni, più di ogni altro monarca, con il principe Filippo, sposato il 20 novembre 1947 e scomparso il 9 aprile dello scorso anno.        

Il matrimonio con il cugino di terzo grado - entrambi erano trisnipoti della regina Vittoria - ed erede al trono della Grecia, a cui Filippo al momento del matrimonio dovette rinunciare, non fu combinato, ma era perfettamente adeguato: lui era stato educato ai doveri di regnante, mentre lei non aveva avuto un'adeguata istruzione, né preparazione. 

Il 14 novembre 1948 vide la luce il loro primo figlio, Carlo, Principe del Galles ed erede al trono. La secondogenita, la principessa Anna, nacque il 15 agosto 1950, mentre gli ultimi due figli - il principe Andrea, Duca di York ed Edoardo, conte di Wessex, nacquero dopo l'ascesa al trono di Elisabetta.

Tra i “meriti” della Regina c'è anche quello di essere sempre riuscita a “compattare” la Famiglia Reale e a risollevarne le sorti e la popolarità anche nei momenti peggiori come la tragica morte di Lady Diana, l'ex moglie del principe Carlo, amatissima 'Lady D', rimasta uccisa il 31 agosto 1997 in un incidente stradale sotto il ponte d'Alma, a Parigi, insieme al suo  compagno, il miliardario Dodi Al-Fay. 

La morte della sfortunata ed amatissima Diana provocò una vera isteria popolare che si trasformò un'ondata di rabbia senza precedenti contro la famiglia reale e la stessa Elisabetta. Un sondaggio condotto in quei giorni drammatici,  rivelò che il 52% dei britannici pensava che il Paese sarebbe stato in condizioni migliori senza la monarchia. 

E per oltre un decennio il sentimento popolare verso la  famiglia reale non migliorò molto. Nel 2002 Elisabetta festeggiava il suo Golden Jubilee, i suoi 50 anni di regno, con una "popolarità della monarchia in netta caduta", come registrava un sondaggio pubblicato allora dal Guardian. Per questo, di fronte alla grande festa popolare che invase le strade di Londra, e di tante altre città britanniche, nel giugno di venti anni fa, c'era chi, come un editorialista del Telegraph, si domandava: "Chi avrebbe potuto  immaginare questo nel 1997, l'anno in cui moriva la principessa del Galles? Chi avrebbe potuto immaginare che la monarchia potesse  riprendersi dalla crisi e rinnovare se stessa?". 

 

Il punto di svolta, di inversione di tendenza nei dieci anni  intercorsi tra i due giubilei, l'elemento che, per dirla ancora con il Guardian, "ha fatto di nuovo innamorare i britannici della monarchia"  e quindi della regina, è stato un altro avvenimento fortemente mediatico, ma di segno opposto a quello luttuoso della morte di Lady  D, il matrimonio del suo primogenito William con Kate Middleton, un  vero capolavoro di strategia mediatica della "Firm", la Ditta, come la famiglia reale britannica viene spesso definita.        

Con il matrimonio, seguito in diretta mondiale da decine di milioni di persone in tutto il mondo il 29 aprile 2011, la "monarchia britannica  si è dimostrata una delle più resistenti istituzioni del mondo, e la  sua capacità di catturare l'immaginazione popolare non mostra segni di indebolimento. E se voi non sopportate il principe William e la sua  sposa - scriveva in quell'occasione sul Guardian lo storico Dominic  Sandbrook - ho brutte notizie per voi: rimarranno con noi per i  prossimi 50 anni, farete bene ad abituarvi a loro". 

 

Il 6 febbraio 2017, un altro record. Elisabetta diventa il primo sovrano britannico a celebrare un Giubileo di Zaffiro, il sessantacinquesimo anniversario della sua ascesa al trono. Per l'occasione, la regina preferì festeggiare in tono minore, senza sfarzose cerimonie, così come fece il 20 novembre dello stesso anno, celebrando privatamente, assieme al marito, il settantesimo anniversario di matrimonio.        

Nel frattempo, nel 2014, il regno di Elisabetta aveva superato il  rischio di sfaldamento, con il referendum per l'indipendenza della Scozia. Con un 5% di margine, gli scozzesi scelsero di restare a far  parte del Regno Unito. Fu quella una delle rarissime occasioni nelle quali Elisabetta, sebbene non in modo esplicito e attraverso gli  atteggiamenti, più che con le parole, lasciò intendere qual era la sua preferenza politica: ovviamente, a favore del mantenimento  dell'integrità del regno.   

Due anni dopo, nel 2016, un'altra grave crisi politica, con il referendum per la Brexit e l'uscita dall'Unione europea. Stavolta,  Elisabetta non si lasciò coinvolgere, mantenendo un imperscrutabile silenzio. La regina, però, anche se indirettamente, fece sentire chiaramente la sua voce nel gennaio 2020, quando il Principe Harry e  la moglie Meghan Markle annunciarono la loro volontà di ritirarsi dagli incarichi pubblici della famiglia reale, rinunciando al  'Sovereign Grant', l'appannaggio reale, per diventare finanziariamente indipendenti. 

 Nell'occasione, fu Elisabetta a gestire l'uscita dalla  Royal Family del nipote prediletto Harry, dettando lei tempi e modi di uno 'strappo' che a molti ricordò per certi versi quello consumato nel 1936 da Edoardo VIII. Altri grattacapi, con conseguenze ancora imprevedibili per l'immagine della Royal Family, sono venuti ad  Elisabetta dal suo terzogenito, Andrea, Duca di York, costretto a  patteggiare un risarcimento per evitare un pubblico processo per  rapporti sessuali con l'allora minorenne Virginia Giuffrè nell'ambito  dello scandalo dei traffici sessuali del finanziere Jeffrey Epstein.       

Ma nel suo lungo regno, Elisabetta non aveva mai dovuto assistere ad  un dramma paragonabile a quello vissuto dall'intero Pianeta nel 2020  con la pandemia di coronavirus. Fu poco dopo il lockdown deciso dal  premier Boris Johnson, il 5 aprile, che la sovrana parlò alla nazione attraverso un videomessaggio. Un evento rarissimo, che si era  verificato solamente tre volte nel corso del suo regno, se si  escludono i tradizionali messaggi natalizi.

In quell'occasione, Elisabetta fece appello allo spirito britannico  forgiatosi nella Seconda Guerra Mondiale. "We'll meet again", disse  Elisabetta, ci incontreremo di nuovo, prendendo a prestito le parole  di una celebre canzone dell'epoca, le cui note risuonavano nel 1945 quando, giovanissima, prestava servizio come autista e meccanico nel Servizio Ausiliare Territoriale, la milizia civile che sosteneva lo sforzo bellico.

 

Dagli abiti color pastello agli ineffabili cappellini, dalla passione per i corgi ai film preferiti, come 'Il dottor  Zivago', 'Momenti di gloria' e naturalmente 'Il discorso del re' dedicato al padre, Giorgio VI. Poi il cardigan d'oro (con  diamanti, zaffiri e rubini) regalato da figli e nipoti per i 50 anni di matrimonio con il duca di Edimburgo (valore 72mila euro, custodito  nella Torre di Londra), il suo personalissimo tesoro che conta circa 800mila pezzi gestito da 300 persone, la sveglia al suono delle  cornamuse, i foulard di Hermès sempre annodati al collo, gli ombrelli da pioggia, in plastica trasparente, con la banda dello stesso colore del vestito. 

Elisabetta II è stata la prima regina ad essere eletta 'Person of the Year', la più importante personalità dell'anno dal Times nel 1952, è l'unica sovrana al mondo a poter guidare o girare senza patente (fece la gavetta durante la II  guerra mondiale), possiede 500 cappellini e circa 200 borse (tutte della stessa maison, Launer) accanto a quelle ereditate da queen Mum, che Hitler definì 'la donna più pericolosa d'Europa'. 

Piuttosto conservatrice nella foggia del vestire, la regina Elisabetta II è famosa per i soprabiti dai colori forti e per i cappelli decorativi, che le consentono di essere vista facilmente nella folla. "Has to be seen to be believed" (La Regina deve essere vista per essere rispettata) si dice a Buckingham Palace, anche a molta distanza. Nonostante la predilezione per i toni pastello, la Regina non disdegna i colori forti, come il giallo che viene spesso scelto per nozze e battesimi, il rosa petunia, il suo preferito, ma anche il  turchese, il verde prato, il rosso geranio e il blu elettrico. I tailleur, preferiti agli abiti, non hanno bottoni, ma cerniere per questioni di comodità e sono sempre accompagnati da accessori in tinta: si va dai cappelli ai guanti, dalle spille agli ombrelli trasparenti ma con richiami al colore indossato. La Regina non segue la moda, ma ha fatto del suo stile e della sua immagine sempre uguale un'icona, ben prima che ci pensasse Andy Warhol.

Si sveglia alle 7.30 del mattino, fa una prima e una seconda colazione a base di tè al latte (Twinings Darjeeling, una miscela di tè neri, di squisita fragranza) accompagnato da corn flakes o Special K serviti con frutta secca, albicocche, prugne e noci, toast con marmellata e uova alla coque.  Pochi eccessi, nessun peccato di gola: ama il pesce, la carne alla griglia,  cacciagione, cervo o salmone proveniente dalle tenute di Sandringham e Balmoral con contorno di verdure e insalata. Immancabile il tè del  pomeriggio questa volta Early Grey al profumo di bergamotto (sempre,  puntuale alle ore 16) servito con mini sandwich al tonno o al salmone, imburrati e conditi con cetriolo e una spolverata di pepe, al  prosciutto e all'uovo con gli immancabili jam pennies, minuscoli  pasticcini di marmellata e torta di cioccolato. 

In vita è stata ritratta oltre 130 volte da Cecil Beaton, Pietro Annigoni, Lucien Freud, Annie Leibovitz, celebre fotografa americana, che le tolse la corona dal capo ottenendo un regale diniego da parte della sovrana inglese. La corona si vede invece benissimo nello scatto che le dedica la rivista Vogue nell'edizione britannica, un tributo del magazine in vista del Giubileo della sovrana. La foto scelta, che è in bianco e nero, non è uno scatto qualunque. Risale ai primi anni 70 anni ed è stata realizzata dal fotografo Antony Charles Robert Armstrong-Jones, conte di Snowdon, noto anche per essere stato sposato con la principessa Margaret, sorella minore di Elisabetta II, tra il 1960 e il 1978. E la corona che indossa è un diadema tempestato di diamanti - più di mille! - di Giorgio IV.  Il re lo aveva commissionato al gioielliere di corte per la sua incoronazione nel 1821. Sulla corona sono raffigurate quattro croci e i fiori che rappresentano i tre dei Paesi del Regno Unito: il cardo per la Scozia, la rosa per l'Inghilterra e il trifoglio per l'Irlanda.

 



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